Speranze di dialogo per il Coordinamento assegnatari

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La questione relativa a Casa Spa aveva preso i contorni parodistici di un dialogo fra sordi. Da una parte, le risposte divulgate tramite stampa dall’Assessore che negava senza incertezze la possibilità di cessione ai privati, senza tuttavia concedere spazio al confronto coi diretti interessati, gettando così benzina sul fuoco piuttosto che smorzare i toni e le preoccupazioni.

Qualcosa potrebbe cambiare dopo la manifestazione che si è svolta sabato 23 febbraio, all’insegna del motto degli inquilini: “Contro l’abolizione del canone sociale, contro la privatizzazione: la politica sociale non si tocca”, cui hanno preso parte circa 500 persone.
Un buon risultato se si tiene conto che gran parte degli assegnatari sono persone anziane. Proprio la loro presenza ha dato un tono tutto particolare all’iniziativa: c’erano pensionati che, accanto a giovani, scandivano slogan come: “la casa popolare non c’è stata regalata, col nostro lavoro l’abbiamo pagata”; c’erano gli sfrattati in attesa dell’assegnazione di un alloggio; c’erano rappresentanti del Social Forum, dell’Unione Inquilini, dei centri sociali, un gruppo di migranti e molte persone comuni che hanno sentito l’esigenza di protestare contro quella che appare come la violazione di un valore essenziale.

Infatti, la manifestazione non ha assunto i connotati di una rivendicazione di diritti particolaristici di pochi privati, ma ha piuttosto lanciato un ulteriore segnale di ferma opposizione ad una politica neoliberista che vuole privatizzare i servizi e i patrimoni pubblici, in virtù di un presunto miglioramento degli uni e di incremento degli altri.
Sotto questa luce, sono parsi inquietantemente azzeccati i riferimenti ricorrenti sugli striscioni alla situazione Argentina dove lo Stato, privatizzato tutto il privatizzabile – non solo acqua, telecomunicazioni, case, ma addirittura uffici quali quelli addetti al rilascio passaporti – ha poi visto un tracollo travolgente dell’economia e il dilagare della fame.
Il coordinamento informa che a Firenze stanno prendendo vita una serie di contatti con le varie realtà – coordinamenti autoconvocati, associazioni, persone comuni – che si sono trovate ad affrontare la spinosa questione delle privatizzazioni allo scopo di approfondire le perplessità, confrontare le esperienze e le conoscenze, creare una rete di sinergie per costituire un fronte comune. Perché un’altra città è possibile!

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