15 dicembre 2018

Speciale Porto Alegre/WSF2002 – Mary Robinson e Mario Soares al FSM: 'Globalizzare i diritti, praticare la Nonviolenza

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cresce decisamente al Forum Sociale Mondiale il peso delle personalita’ e dei lavori dedicati ai temi della pace e dei diritti. Grazie al paziente lavoro di tessitura del Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa, spicca fra i vari eventi il seminario ‘Globalizzare la dignita’ umana: la sfida di una prospettiva centrata sui diritti umani’, che vede impegnati rappresentanti di organizzazione di base, attivisti per i diritti umani, parlamentari europei e rappresentanti delle Nazioni Unite. Mentre al Forum dei parlamentari parallelo al FSM i parlamentari che non si sono opposti alla guerra in Afganistan vengono contestati da un gruppo ‘disobbediente’, Mario Soares, oggi parlamentare europeo, al seminario del Centro Nord-Sud afferma che ‘la nonviolenza dovrebbe essere ormai il principale strumento di pratica democratica, un cammino lucidamente aperto da Gandhi e M.Luther King che oggi dovrebbe essere assunto da tutti i paesi a cominciare da quelli che si considerano democrazie avanzate. I diritti umani non possono essere trattati con ipocrisia: perche’ le violazioni dei diritti in Cecenia cessano di interessare i media internazionali a partire dall’inizio della guerra in Afganistan? E’ urgente lavorare ad una globalizzazione umanizzante, a partire dai diritti umani e il Forum Sociale Mondiale dimostra che un modello alternativo, non orientato solo dai valori del mercato, e’ possibile. La forza deve essere al servizio della giustizia e non la giustizia una emanazione della forza. Bisogna augurarsi e augurare all’opinione pubblica statunitense che sappia reagire e rifarsi alla propria storia democratica di fronte al pericoloso crinale praticato attualmente dal suo governo’.
‘E’ estremamente pericolo limitare le liberta’ fondamentali, anche di fronte alla necessita’ di lottare contro il terrorismo’ ha sottolineato Mary Robinson, Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ‘E’ tempo di andare oltre la discussione ‘globalizzazione si’ o no’ e lavorare ad una globalizzazione che affronti la poverta’ e sia veicolo di democrazia, di sviluppo, di protezione dell’ambiente: che abbia basi etiche. E’ significativo che il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite abbia adottato da anni un esplicita prospettiva basata sui diritti umani e che anche la Banca Mondiale, che pure non parla ancora il linguaggio dei diritti, sia arrivata a riconsiderare alcune sue pratiche’.
Mary Robinson e Virginia Bonoan-Dandan (Presidente del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali) hanno ricordato l’importanza del lavoro per il rispetto dei diritti culturali, insieme a quelli economici e sociali, e che a Maggio un significativo passo avanti sara’ l’inaugurazione del Forum delle Nazioni Unite sulle questioni indigene. Per la Robinson e’ il momento di costruire sui recenti successi, primo fra tutti le limitazioni a favore dei diritti alla salute degli accordi internazionali TRIPS imposte proprio a partire dall’intervento di paesi come il Brasile. In ambito sanitario, una minima tassazione delle transazioni speculative potrebbe generare quei 38 milioni di dollari necessari oggi a colmare le necessita’ piu’ immediate nei paesi impoveriti e che sarebbero a loro volta in grado di generare oltre 360 milioni di dollari in termini di economia reale, stimano le Nazioni Unite. Robinson ha anche ricordato l’attualita’ di sfide su scala globale, prima fra tutte la mancanza di norme e leggi adeguate sul commercio delle armi, sfide che per il Commissario delle Nazioni Unite vanno affrontate evitando di farsi marginalizzare dall’etichetta ‘no global’ per proporre con fermezza una globalizzzazione etica.

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