24 settembre 2018

Speciale Porto Alegre/WSF2002 – Globalizzare l'ingiustizia è consumare più di 40 litri d'acqua al giorno

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Intervenendo alla Conferenza sull”H2OK’ a Porto Alegre, il mondo si muove. C’e’ bisogno di sognare insieme per arrivare ad un parlamento mondiale che sappia far rispettare l’acqua quale bene comune e diritto fondamentale’. E’ la proposta avanzata con paziente lavoro di rete dagli organismi che lavorano ad un Contratto Mondiale per l’acqua, campagna coordinata in Italia dal CIPSI (info@contrattoacqua.it).

Per Rosario Lembo siamo di fronte a ‘notevoli passi avanti. Al FSM del 2001 la proposta del Contratto Mondiale per l’acqua ha incontrato tali consensi da farne una delle priorita’ del Forum 2002 con una conferenza e tre laboratori di approfondimento. Il lavoro per l’acqua come bene comune entra evidentemente nel merito dei guasti delle attuali politiche di agribusiness e raccoglie consensi e collaborazione da parte di movimenti quali Via Campesina, Sem Terra, Attac. E’ stato quindi possibile redigere un appello comune per rafforzare la coalizione in vista del terzo summit della terra di Johannesburg a settembre e della conferenza di Kyoto nel 2003, anno dedicato all’acqua. Il 22 marzo, la giornata dell’acqua, nei diversi paesi cercheremo di diffondere ulteriormente le nostre proposte che prevedono la creazione di una rete di parlamenti per l’acqua, la costituzione di un osservatorio mondiale per i diritti dell’acqua e quindi l’avvio di un processo per una vera e propria istituzione internazionale democratica che sia responsabile dell’acqua come bene comune a livello internazionale.
Dobbiamo riuscire ad applicare il principio della presa a carico da parte della collettivita’ del finanziamento dei costi relativi al diritto di accesso per tutti a 40 litri d’acqua di qualita’ sufficiente per usi domestici’. Per Riccardo Petrella, professore dell’Universita’ di Lovanio e segretario del Comitato per il Contratto Mondiale per l’Acqua, e’ imperativo che Johannesburg si riconosca l’acqua come diritto fondamentale, si facciano pressioni sulla Banca Mondiale perche’ rimuova la condizione che obbliga i paesi che ricevono prestiti a privatizzare i settori beneficiari dei prestiti e si lotti contro l’inclusione da parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio dell’acqua fra i GATS, gli accordi sul commercio dei servizi. ‘Non va dimenticato che oggi si spendono un milione di dollari alla settimana per la guerra in Afganistan e un milione di dollari al giorno per sovvenzionare le esportazioni dei prodotti agricoli di Stati Uniti e Unione Europea, quando il 70% degli abitanti di Lagos mancano dell’accesso all’acqua potabile e nel 2020 ci saranno 600 citta’ di oltre un milione di abitanti nei paesi impoveriti (e 50 nei paesi ricchi). E’ necessario che si integri nei finanziamenti pubblici la questione dell’accesso all’acqua e si inverta la tendenza a promuovere principalmente tassazioni indirette a vantaggio dei settori gia’ abbienti della societa”.

Alessio Surian

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