24 settembre 2018

Speciale Porto Alegre/WSF2002 – Ai fondalmentalismi del mercato va opposta una nuova etica della vita

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Al Forum Sociale Mondiale Enrique Dussel ricorda il ruolo della repressione subita e dell’esilio nella sua formazione di filosofo e traccia un’analisi senza appello dell’attuale scenario internazionale: ‘Dieci anni fa per l’intervento in Iraq ci si mascherava ancora dietro una decisione delle Nazioni Unite e un intervento Nato a guida USA. In Kosovo l’iniziativa l’ha presa direttamente la Nato. Oggi a definire i cattivi e a muovergli guerra ci pensano in prima persona gli USA, senza altre legittimazioni: e’ una tautologia che ci invita a rileggere John Locke’.
Dussel tiene a ricordare che per il filosofo inglese della tolleranza e dello Stato di diritto, la’ dove non si potevano ricondurre le persone ad uno stato, come nel caso delle popolazioni indigene, ed in assenza di un governo mondiale, uno Stato poteva arrogarsi il diritto di uccidere, se messo di fronte a barbari che non amano la civilta’. ‘La Gran Bretagna ha fatto propria questa filosofia nelle sue conquiste coloniali, gli Stati Uniti riprendono questo schematismo a legittimare un nuovo imperialismo. Sono Powell e Bush a definire da soli chi e’ terrorista e a dare ordine di punirli: ma siamo nell’irrazionalita’ piu’ totale, nella logica dei fondamentalismi. Attenzione a una leadership di cosi’ basso livello e alla retorica su terroristi e marxisti: a dire che la crisi dell’Argentina e’ frutto del dogmatismo del mercato, non e’ Marx, ma il finanziere capitalista Soros. E’ urgente contrapporre a questa leadership e agli ‘utili idioti’ che l’assecondano un’etica della vita.’

Alessio Surian

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