23 settembre 2018

Sospeso l'esame delle nuove norme sul commercio delle armi

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Pausa di riflessione per il commercio delle armi. La conferenza dei capigruppo ha deciso di sospendere per almeno una settimana i lavori sull’esame delle nuove norme sul commercio delle armi. Norme contenute nella ratifica del trattato di Farnborough, relativo all’industria europea della difesa. La nuova normativa in esame contiene un allentamento dei controlli per il commercio internazionale delle armi. Per questo, ieri hanno manifestato la propria opposizione Francesco Martone, dei Verdi, insieme al presidente della Acli, padre Don Ciotti e padre Alex Zanotelli.

“Abbiamo fatto quest’azione nonviolenta di disobbedienza civile sedendoci davanti al senato con uno striscione con scritto ‘fermiamo i mercanti di morte’ – ha detto Zanotelli – infatti non possiamo accettare che la legge 185/90 venga messa in pericolo. Abbiamo pregato affinche’ venga illuminato chi ci governa e venga data forza a noi di andare avanti in questa battaglia che, se viene persa, ne faranno le spese milioni di persone in tutto il mondo uccise dalle armi che noi vendiamo”. Nicoletta Dentico, Direttore di Medici Senza Frontiere e portavoce della campagna ha posto l’accento sull’ultimo anno di mobilitazione, grazie al quale il dibattito sul commercio delle armi e sulle sue implicazioni politiche, di diritti umani, umanitarie, è riuscito a resuscitare a livello parlamentare. Un risultato, questo, che non deve andare perduto. Siamo ad un punto cruciale per evitare che la ratifica dell’ accordo di Fanborough sia accompagnata allo smantellamento definitivo della 185. ”Una volta che abbiamo una legge rigorosa possiamo permetterci di esportare qualcosa di buono in Europa – ha detto Luigi Bobba, presidente ACLI – Non accettiamo il trattato di Fanborough, usato come cavallo di Troia per azzerare la legge 185/90, che come società civile abbiamo fortemente chiesto e ottenuto negli anni ’80”.

Già nei giorni scorsi il mondo cattolico è intervenuto nel merito della questione esprimendo la propria perplessità. Nella riunione dei capigruppo, Francesco D’Onofrio, presidente dei senatori dell’Udc, ha raccolto la protesta dei cattolici ed ha chiesto una breve pausa di riflessione. Stranamente la proposta è stata accolta all’unanimità. “Sono lieto – ha commentato D’Onofrio – che la conferenza dei capigruppo abbia accolto la richiesta di rinvio, almeno alla settimana prossima, della ratifica del trattato che ha suscitato molte polemiche, soprattutto da parte cattolica. Occorre procedere con i capigruppo della maggioranza ad un ulteriore incontro con il ministro della Difesa Martino per una più attenta valutazione della materia prima della discussione del provvedimento nell’aula del Senato”.

La pausa di riflessione ha dato ulteriore energia alla Campagna nazionale ‘Contro i mercanti di armi – difendiamo la 185’, appena ripartita. Inoltre è stata lanciata anche in Italia la campagna europea per la trasparenza del commercio delle armi. Il Governo si trova ormai di fronte una società civile attenta e soprattutto informata: quale che sia l’esito dell’iter della 185 dovrà farci i conti.

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