Soqquadro, addio creatività

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Un altro sgombero è avvenuto nella nostra città. Il Soqquadro, in via…, era uno spazio occupato da alcuni giovani studenti, adibito sia ad abitazione che a luogo di creazione artistica. Eh, sì! Un’esperienza nuova per la nostra città. I ragazzi del Soqquadro si dedicavano alla pittura, alla poesia, alla fotografia… Diversamente da altri spazi in cui l’impegno politico è prevalente, al Soqquadro ci si ritrovava soprattutto per esprimersi. Non che gli occupanti non partecipassero alle iniziative del Movimento di Lotta per la Casa o a quelle del network studentesco, ma l’attività prevalente era quella di allestire spazi in cui manifestare la propria creatività. In Europa esistono molti centri del genere. A Parigi, ad esempio, molti sono gli squat di artisti che si ritagliano così degli spazi in cui vivere ed esprimersi.
Il Soqquadro è stato, manco a dirlo, sgomberato, riducendo così ulteriormente i luoghi di socialità e creando nuovi senza casa (perché, è bene ricordarlo, il problema degli studenti fuori sede è nella nostra città sempre più drammatico visti gli esorbitanti affitti). A detta degli occupanti l’operazione contro il Soqquadro non è stata indolore: vi sono stati alcuni contusi e qualcosa di simile ad un pestaggio.
Ma quello che ci preme sottolineare è che Firenze, “città d’arte” dovrebbe a rigor di logica promuovere la creatività dei giovani. L’edificio occupato era di proprietà del Demanio e se davvero è stato sgomberato per renderlo atto a scopi di utilità sociale, sarebbe opportuno che qualcuno provvedesse ad adibire altri luoghi per l’espressione dei giovani artisti. Abbiamo apprezzato le recenti iniziative alla Stazione Leopolda dove in qualche maniera, grazie al Comune, sono stati allestiti luoghi di creatività collettiva, ma forse sarebbe il momento di pensare a qualcosa di più duraturo, di più permanente, e non solo pochi giorni l’anno in cui i bisogni artistici dei cittadini possano trovare sfogo.
Ma probabilmente quando parliamo di arte non ci capiamo bene. Forse l’arte preferita dall’Amministrazione è quella… di far soldi con l’arte. Ed infatti l’arte da noi costa!!! 4 euro per il convento di S. Marco, 8,50 euro per la Galleria dell’Accademia, 5 euro per la Galleria di Arte Moderna, 4 euro per entrare a Boboli… Pensate, anche Boboli, l’unico spazio verde dove un tempo le mamme portavano i bambini a giocare, adesso è diventata merce per turisti! Insomma sarebbe bene che l’Amministrazione si esprimesse chiaramente e dicesse cosa intende quando parla di arte.

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