Somali a Firenze: parte il corso di alfabetizzazione

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Un corso di alfabetizzazione che nasce dal basso, dall’impegno della società civile fiorentina che trova la forza per reagire di fronte ad un’emergenza da troppo tempo in sospeso. Nasce così il corso di alfabetizzazione pensato insieme alla comunità somala, sgomberata giovedì scorso dalla scuola Bargellini, a cui è stato concessa una sistemazione precaria (fino all’8 ottobre, poi non si hanno notizie) presso l’ex sanatorio Banti. “Parlando con i somali sono emerse due priorità. Oltre al vitto-alloggio ci hanno raccontato della loro difficoltà nel comunicare. Una difficoltà che si ripercuote nelle relazioni con le altre persone ma anche, e forse soprattutto, nel cercare lavoro, attività che potrebbero tranquillamente intraprendere visto che sono tutti regolari” affermano Dario Orlandi – coordinatore del corso – e Salvina Di Gangi, presidentessa dell’associazione “Gli Anelli Mancanti” che ospita il corso.
“La legge sui rifugiati politici – riprende Orlandi – prevede 45 giorni per la valutazione delle richieste di asilo. I tempi reali sono invece di circa 2 anni. In questo tempo il Governo abbandona i rifugiati in attesa e le Istituzioni locali si trovano a dover fronteggiare un’emergenza spesso al di sopra delle proprie forze. Questo non significa però che i Comuni – anche attraverso l’ANCI – non possano fare pressione a livello centrale e che non possano organizzarsi – anche in modo politico – per non lasciare i richiedenti asilo in un limbo di rimpalli.”
E’ dunque per dare un segnale forte volto a sbloccare questa situazione di stallo che si è deciso di partire con questi corsi di alfabetizzazione. “Grazie ad alcune testate giornalistiche fiorentine dall’Unità ad Agenzia di Base-l’Altracittà, dal Corriere di Firenze a Novaradio e Controradio, ma anche grazie ai movimenti sociali della città, in sole 24 ore sono stati trovati 12 volontari, il numero minimo necessario per partire – continua Orlandi. A questi se ne sono aggiunti altri 6 per cui riusciamo ad offrire un insegnante ogni 10 alunni”. “Un’importante questione pratica ancora aperta – segnala Di Gangi – riguarda il materiale didattico: associazioni come la nostra hanno sempre bisogno di fondi per l’acquisto di libri, fogli, cancelleria – oltre che per le spese di gestione degli spazi”.
Così da oggi 70 somali, suddivisi in due classi di 35 persone, iniziano i corsi che avranno luogo il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 15.00 alle 17.00 e dalle 17.00 alle 19.00 presso la sede de Gli Anelli Mancanti in via Palazzuolo 8 a Firenze. “La durata di questa prima fase del corso è di un mese e a metà del ciclo è prevista una valutazione per verificare l’efficacia dell’attività in collaborazione con il Centro Linguistico Machiavelli che si è offerto di proseguire l’attività didattica con i somali. I volontari del corso sono quasi tutti studenti universitari e circa metà di loro – conclude Salvina Di Gangi – ha già esperienza nell’insegnamento dell’italiano agli stranieri.”
“La messa a punto del progetto – conclude Orlandi – è stata resa possibile dal rapido interessamento di realtà di base, come ad esempio la Comunità delle Piagge o l’Associazione Nosotras, l’aiuto didattico della Scuola di Lingua Italiana Machiavelli e grazie al sostegno economico dell’Assessorato all’Immigrazione del Comune di Firenze che si è offerto di coprire le spese per i libri. Ringraziando tutti per l’aiuto, vogliamo però che l’iniziativa rappresenti solo un piccolo inizio a cui segua il rilancio in maniera forte – nelle sedi e tramite gli organi competenti – della questione legata all’asilo politico. La drammatica condizione in cui versano circa 20.000 rifugiati in Italia è insopportabile per un paese democratico. E’ indispensabile una coraggiosa presa di posizione da parte di tutti i soggetti politici e della società civile. Ricordiamoci che ai primi di ottobre i somali fiorentini potrebbero essere di nuovo per strada ed esser costretti a ricominciare con la drammatica trafila di occupazioni e sgomberi alla quale sono stati obbligati negli ultimi otto mesi”.

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