Solidarietà e lotta

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“Nella Bibbia la gente fa due cose: cammina e mangia. Questi gesti sono espressioni della vita”; “Nella mia parrocchia ho imparato che fissare un appuntamento con una persona con l’agenda in mano è una forma di aggressività: significa che tu non sempre hai tempo per quella persona”.
Sono queste alcune delle parole che ha seminato tra gli ascoltatori Gustavo Gutierrez, nella splendida cornice della Chiesa di Santa Maria Novella dove sabato 22 novembre si è svolta una sua conferenza. Fondatore di quella viva e ricca esperienza che va sotto il nome di teologia della liberazione, il teologo domenicano ne ha esposto alcune delle riflessioni più significative, concentrandosi sulla necessità di “stare dentro i segni dei tempi” e sottolineando l’importanza vitale del binomio solidarietà/lotta: solidarietà con i poveri, lotta contro le cause della povertà. Con parole chiare e forti, Gutierrez ha ricordato il valore, troppo spesso dimenticato, insito nell’unione tra l’attenzione ai grandi problemi globali e la piccola storia quotidiana di ogni essere umano. È in questa che si gioca la messa in pratica dell’opzione preferenziale per i poveri (Concilio Vaticano II), questione centrale nel discorso di Gutierrez e che potrebbe essere tradotta, nel linguaggio trasversale del movimento dei movimenti, nell’idea di un altro mondo possibile. Opzione preferenziale per i poveri è tra l’altro anche questo: mutamento radicale di un sistema ingiusto che pone al centro l’idolatria del mercato. Con la sua testimonianza viva e concreta Gustavo Gutierrez, personaggio mitico per quanti hanno seguito le vicende dell’America Latina, ha ribadito che la povertà e l’ingiustizia non sono eventi ineluttabili e che ognuno di noi può prendere in mano la responsabilità del proprio pezzetto di storia. Jacopo Menichetti

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