Solidarietà dall'Unione degli Studenti a don Santoro e alla Comunità

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Domenica 25 Ottobre, don Alessandro Santoro, prete noto a Firenze per il suo impegno in campo sociale e politico, ha sposato una coppia già unita in matrimonio civile, Sandra e Fortunato. Sandra è nata uomo, ma adesso è donna a tutti gli effetti e il suo cambiamento di sesso è stato riconosciuto anche all’anagrafe. Questo matrimonio è stato però dichiarato nullo dall’Arcivescovo Betori di Firenze che ha “sollevato dalla cura pastorale della comunità delle Piagge” don Santoro. Ancora una volta le gerarchie ecclesiastiche si dimostrano legate a valori (se così possono essere chiamati) pressochè medievali, rifiutando ogni tipo di diversità, incapaci di percepire gli evidenti cambiamenti in corso nella società di oggi. Per l’arcivescovo la cerimonia mancava dei requisiti fondamentali necessari a sancire un matrimonio religioso, primo fra tutti, l’eterosessualità. Non si vuole accettare che due persone possano volersi bene, amarsi indipendentemente dal genere di entrambe. Non si vuole accettare che la natura possa aver sbagliato quando ha dato a Sandra un sesso che lei ha voluto cambiare per poter vivere più
sinceramente e serenamente. Inoltre l’arcivescovo afferma che don Santoro ha ingannato la coppia facendo loro credere di aver ricevuto un sacramento “laddove ciò era impossibile”. Così una persona che ha semplicemente cercato di aiutarne altre due in nome di una fede tanto sua quanto loro, si sente accusato di calunnia e di inganno. In tal modo si tenta di allontanare don Santoro dalle Piagge. A questa comunità egli si è dedicato per 15 anni rendendola un’isola felice nel panorama socio-politico italiano, uno dei pochi posti dove si lotta quotidianamente e concretamente per i diritti di tutti, svolgendo attività di consumo critico, commercio equo e solidale, finanza solidale, controinformazione. L’UdS Firenze esprime piena solidarietà nei confronti di don Santoro, di Fortunato, di Sandra e di tutti coloro che si oppongono a ogni tipo di discriminazione ed emarginazione.

Le compagne e i compagni dell’Unione degli Studenti di Firenze

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