24 settembre 2018

Smog, parla Garetti, medico di famiglia: "Subito tosse e bronchiti. Poi infarti e ictus”

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di Duccio Tronci

FIRENZE – Adesso siamo a 14. Sono i giorni consecutivi in cui il pm 10 – le polveri sottili sprigionate nell’atmosfera dai gas di scarico – hanno superato il limite di guardia negli ultimi giorni (dal 12 marzo a martedì scorso, data in cui sono disponibili gli ultimi rilevamenti). Proprio martedì i livelli sono risultati superiori alla norma, nonostante la pioggia: la qualità dell’aria è stata giudicata “scadente” da Arpat, sia nella centralina situata in via Ponte alle Mosse, che in quella di viale Gramsci. Dati che non rimangono solo sulla carta. Perché i cittadini iniziano ad avvertire il problema sulla propria pelle.

“Non ho mai sofferto di nausea – racconta Marta – eppure da sei mesi ho sempre questa sensazione”. Marta (i nomi sono di fantasia) abita in viale Morgagni e nonostante fosse già secca è molto dimagrita negli ultimi mesi: “Non ho più appetito – si sfoga – nelle ore di punta del traffico la mia stanza da letto diventa una camera a gas, ho messo la gomma tutt’intorno agli infissi, ma lo smog passa lo stesso”. Abita a piano terra, ma anche i suoi vicini avvertono gli stessi problemi: “Quasi tutti i giorni ho il fiato corto e una sensazione di nausea che non mi abbandona”, conferma Pietro. Anche lui abita nello stesso palazzo in viale Morgagni. Qui la situazione ha superato da tempo i limiti di sopportazione.

Ancor di più dopo che sono stati allungati i tempi del semaforo verso Sesto Fiorentino, che nelle ore nevralgiche provoca una coda lunga quasi fino a piazza Dalmazia. E le macchine ferme, si sa, emettono gas di scarico in abbondanza. Per la verità si tratta di una zona da tempo tempestata di guai di questo tipo. Quasi due anni fa montò la protesta contro il taglio degli alberi che avrebbero dovuto far posto alla tramvia. Una polemica mai sopita. Si tratta di un tema strettamente legato a quello dell’inquinamento: “Gli alberi che hanno ripiantato dopo gli abbattimento non producono i benefici di quelli vecchi”, prosegue Pietro.

In un giardino di un hotel che sorge nella zona sono rimasti quelli secolari: “D’estate la differenza di temperatura che c’è fra quel giardino e casa nostra, dove hanno ripiantato i tigli, è di diversi gradi”, ha aggiunto. E proprio l’albergo catalizza i pullman turistici, che fermandosi in sosta col motore acceso causano un’insopportabile cappa di fumo: “Abbiamo provato a chiedere sia agli autisti che ai responsabili del’hotel di far spegnere i motori, ma nessuno ci da’ ascolto, e noi affoghiamo di smog”, dice ancora Marta. Una questione che riguarda pesantemente tutta la città. Ma qui il cemento spopola. Un crocevia nevralgico sia per la mobilità (il quartiere 5 ha vissuto negli ultimi anni uno sviluppo urbano spaventoso), che per le infrastrutture (ci sono ospedali, università, imbocchi autostradali). Senza dimenticare la “colata” di Castello. E l’aeroporto. Perché non è dato quantificare, ma anche il Vespucci inquina. “I rilevamenti sulle emissioni non sono costanti – spiega Filippo Rinaldi, dipendente dell’aeroporto e sindacalista della Cub Trasporti – nello scalo non c’è una centralina fissa, l’azienda che lo gestisce decide di fare i controlli obbligatori quando le condizioni meteo (vento o pioggia) spazzano via lo smog, mettendo in evidenza valori nella norma”. E pensare che questa sarà anche la zona di Firenze che fra qualche tempo riceverà le polveri del nuovo inceneritore che verrà realizzato a Case Passerini. Ma l’emergenza è già adesso. “Siamo disperati – aggiunge Marta – non sappiamo più a chi ci dobbiamo rivolgere. Abbiamo provato a chiamare i vigili perché le macchine in doppia fila col motore acceso peggiorano la situazione. Ci danno ragione, ma non fanno niente”. Sono in molti nella zona – e più in generale in città – ad avvertire gli stessi problemi, gli stessi sintomi: “Aiutateci, non vogliamo morire di smog”.

Il parere – Parla Gian Luca Garetti, medico di via Pistoiese. Ecco i sintomi tipici delle emissioni in atmosfera. “Subito tosse e bronchiti. Poi infarti e ictus”

FIRENZE – “Questi sintomi sono quelli tipici provocati dalle emissioni in atmosfera”. Conferma la possibile correlazione fra l’inquinamento e i problemi avvertiti dai cittadini di viale Morgagni il dott. Gian Luca Garetti di Medicina democratica – Medici per l’ambiente. Garetti è medico di base ed opera nell’ambulatorio in via Pistoiese, zona di Firenze storicamente sensibile a queste patologie. Ha in carico oltre 1500 pazienti nella zona di Peretola e Novoli. “Solitamente i sintomi respiratori sono riconducibili alle polveri sottili sprigionate nell’aria, sia il pm 10 che il pm 2,5 – spiega – mentre la nausea è più legata ai livelli alti di ozono”. Fra le sintomatologie che vengono riscontrate in casi di questo tipo ci sono le più classiche: tosse e bronchiti. Ma anche allergie di vario genere. “Negli ultimi tempi, però – aggiunge – abbiamo registrato una crescita dei pazienti in cui il numero dei globuli rossi è più alto del normale. Se il dato è storicamente legato a stili di vita non corretti – sottolinea – può essere provocato anche dalla mancanza di ossigeno”.

Proprio quello che potrebbe accadere a chi respira un’aria non proprio salutare. “E’ chiaro che poi ogni soggetto reagisce a modo suo, e quelli più sensibili hanno la peggio”, prosegue. Garetti spiega anche che l’emissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera può provocare varie malattie: “Ci sono quelle a breve termine ed altre a lungo termine. Per quanto riguarda le prime si tratta soprattutto di malattie cardiovascolari – in particolare infarti o ictus – provocate proprio dai gas di scarico del traffico. Quelle a lungo termine possono essere anche dei tumori, ma fortunatamente la casistica non è ampia”. Il medico, però, conclude con un monito: “Più pericolose ancora potrebbero essere le nanopolveri – conclude Garetti – su cui ancora pochi studi sono stati condotti. Si tratta di sostanze che sprigionano gli inceneritori, anche quelli di nuova generazione”. Proprio come quello in procinto di realizzazione nella Piana fiorentina.

Fonte Nuovo Corriere di Firenze

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