Smog, arriva il piano della Regione. Per il dirigente che lo ha predisposto resterà però solo sulla carta…

di Duccio Tronci

La giunta regionale della Toscana ha approvato una delibera che consentirà ai comuni di intervenire tempestivamente per fronteggiare le situazioni di emergenza-smog. Il livello massimo di pm 10, fissato dalla legge in 50 mg al metro cubo, a Firenze fra gennaio e febbraio è stato superato già per oltre trenta giorni. Palazzo Vecchio (così come gli altri comuni) avrà ora 15 giorni per presentare le azioni immediate che intende adottare in caso di emergenza, tramite delibera da emettere all’indomani dello sforamento e in vigore il giorno successivo. Nei provvedimenti contingenti, oltre alla limitazione dell’accensione degli impianti di riscaldamento, c’è l’incentivazione all’uso dei mezzi pubblici e del trasporto collettivo. Ma fra questi è contemplato anche il ricorso alle targhe alterne, o addirittura il divieto di circolazione in alcune zone o fasce orarie.

Si tratta di azioni che, però, difficilmente si decideranno di adottare, a Firenze come altrove. “In nessun comune mi risulta si intenda procedere con blocchi o targhe alterne”, ha detto il dirigente delle politiche ambientali della regione Mario Romanelli. Il piano approvato dalla giunta rischia così di rimanere solo sulla carta. Anche perché nessun altro provvedimento riesce, nell’emergenza, a ridurre le emissioni inquinanti in modo da far cessare l’allarme. “In presenza di condizioni meteo sfavorevoli (e cioè di tempo sereno ndr) non c’è nessun provvedimento che possa far abbassare in maniera significativa i livelli di inquinamento atmosferico”, ha spiegato ancora Romanelli.

Ecco che il problema rimarrà così irrisolto, in assenza di veri e propri programmi per limitare strutturalmente il trasporto privato, specie perché nessuna sanzione è prevista nel caso di ulteriori superamenti dei livelli di smog (e anche il limite massimo di sette sforamenti stabilito dall’Ue presto sarà abolito). Un importante ruolo nella vicenda, comunque sia, lo avranno le province, che funzioneranno da coordinatrici dei comuni che compongono il loro territorio. Rischiano così di ripetersi nuovamente gli screzi fra i comuni dell’area fiorentina, che si sono recentemente verificati sulle questioni del trasporto pubblico locale. In particolare scotta la realizzazione dei parcheggi scambiatori, più volte richiesta da alcuni comuni dell’hinterland fiorentino, e sui quali Palazzo Vecchio nicchia. Si tratta di un tema strettamente legato a quello dell’introduzione del cosiddetto “Eco-pass”, il ticket d’ingresso in città per limitare l’accesso dei mezzi privati, che Firenze per adesso non introdurrà.

Fonte Nuovo Corriere Fiorentino