15 dicembre 2018

Siamo spie o favoreggiatori?

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Sì, l’avevamo già pubblicato, è vero… ma da oggi, anzi tra 15 giorni, questo pacchetto orribile sarà legge,  e le cose qui sotto solo immaginate rischiano di diventare vere…  Possiamo scegliere se essere complici dei pericolosi clandestini o spie…
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I giorni del pacchetto (sicurezza)

Mi chiamo Zhuao e sono in Italia da tre anni. Lavoro a fabbrica di borse, taglio e incollo pezzi pelle, tutti i giorni anche dieci ore. Oggi questura mi ha detto c’è pacchetto sicurezza, se vuoi carta soggiorno fai test per lingua italiana. Ma a fabbrica siamo tutti cinesi, con chi parla italiano io? Quando ero in Cina tanti ricchi italiani a controllare produzione, non parlavano cinese, nemmeno sapevano ciao o grazie, solo guardavano se noi veloci. Adesso devo andare a scuola per restare qui? Mio fratello piccolo, lui sì va a scuola, ora in classe ponte. Ma cosa è classe ponte? Prima compagni cinesi, albanesi, pratesi… ora tutti cinesi e solo tre romeni. È strano, no? ù

Il mi’ babbo ormai è anziano e da solo non ci può più stare… meno male s’è trovato Ahmed, un ragazzo bravo, gentile. All’inizio il babbo non si fidava, perché si sa come sono i vecchi… unn’è razzismo, è che non si capacitano! L’è scuro, non mangia il prosciutto, digiuna a giornate intere… Ma poi erano diventati amici. Ora da ultimo Ahmed è andato a rinnovare il permesso, e ha dovuto pagare 200 euro! Dugento euro, così, per 4 fogli? Sarebbe un quarto della pensione del mi’ babbo… Non mi pare tanto giusto, noi i contributi si son sempre pagati. E unn’è mica finita. Dopo tanto tempo, voleva far venire la su’ moglie. Certo, sarebbero stati stretti, la casa del mi’ babbo la unn’è una villa… ma quando s’era piccini, ci si stava in cinque! Nulla, non gli hanno dato l’i-do-nei-tà. Ma coi soldi che guadagna, una casa a Firenze se la sogna! Non si può separare il marito dalla moglie per tutto questo tempo, non mi pare mica giusto…

Oggi al cantiere è stata dura arrivare alla sera. Sveglia alle cinque e mezzo, ho tossito tutta la notte. Che freddo in motorino, la strada era ghiacciata e questo giubbotto non sta nemmeno chiuso. Speravo di stare giù, a impastare il cemento, invece è toccato a me salire sui ponteggi. Lassù era ancora più freddo, un vento che spaccava le mani, i guanti non ci sono per tutti… a un certo punto dei brividi, così forti che a momenti cado, invece Vasil mi ha tenuto, sono scivolato piano. A terra mi han dato un tè caldo, poi il capo mi ha detto vai a casa, anzi, vai dal dottore. Ma quale dottore, dico io, e se poi mi chiede il permesso? Dopo tutto il casino per arrivare qui, dopo il viaggio dentro al camion sotto le casse, dopo tutte le corse fatte per non incontrare la polizia, adesso mi faccio beccare per un po’ di febbre? Vado a casa e mi metto a letto, domattina passerà.

Sono Leyla, ho 32 anni e lavoro in un money transfer, sapete, quelle agenzie che spediscono soldi in tutto il mondo. Fra i nostri clienti ci sono tanti immigrati, anche del mio paese, io sono algerina. Questo posto me l’hanno dato per tanti motivi, perché parlo arabo, francese e anche un po’ inglese, perché ho studiato, perché ho sposato un italiano e quindi sono ‘a posto’. Qui allo sportello vedo tante persone, qualcuno non capisce nessuna lingua ma ha l’indirizzo scritto su un foglio: genitori, fratelli, figli, quelli rimasti ad aspettare quella busta così importante. Adesso mi dicono che come impiegata ho degli obblighi nuovi: devo chiedere a tutti il permesso, fare una fotocopia e archiviare. E se non ce l’hanno, va detto alla polizia. In pratica, devo fare la spia. Segnalare chi arriva qui dopo un lavoro schifoso e malpagato, rovinare chi è quasi contento mentre mi dà la busta che significa cibo, scuola, salute. Devo fare la spia a mia sorella, la spia a mio fratello. Questa è la vostra legge democratica… ma non posso, lo capite? Non posso davvero.

(ogni riferimento a persone realmente esistenti è del tutto casuale)

0 Comments

  1. michele

    Il decreto è l’ennesimo passo che ci avvicina a divenire una nazione dove esistono individui di serie A ed altri di Serie Z…..dove l’intolleranza verso lo straniero regna sovrana
    comunque la norma sui dottori e sulle scuole credo che sia stata tolta….almeno quella…

    grazie arrivederci

    Michele

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  2. Sabatino

    Indignato, avvilito, un senso di vergogna finora mai provato, queste solo alcune sensazioni che ha scatenato in me questo nuovo provvedimento sulla sicurezza. In un paese dove le mafie spadroneggiano, dove l’evasione fiscale non ha simili, dove i furbi prevalgono sugli onesti, noi riversiamo tutto il nostro odio sugli stranieri. E siamo pure un popolo di immigrati. Un paese dove la Chiesa organizza il “family day” e scende in piazza contro i PACS e ora tace vergognosamente (anzi parla per tacitare qualche vescovo in qua e la che ha osato dissentire). L’anno scorso come Comunità delle piagge abbiamo organizzato una manifestazione contro quella che allora era solo un ordinanza comunale…non sarebbe il caso di organizzare una grande manifestazione ? Muoviamoci facciamo sentire la nostra voce, non lasciamo passare questa legge come tante altre, qui è in gioco la vita di esseri umani.

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  3. Maurizio Sarcoli

    Data l’impostazione e i provvedimenti della legge approvata io non mi ritengo più in obbligo di rispettare le norme promulgate dal governo e dalla sua maggioranza in parlamento. Se gli equilibri istituzionali dati dalla carta costituzionale non riescono a salavguardare i principi della carta stassa, principi negati dalla norma approvata, io non mi riconosco più nelle istituzioni del mio paese e disubbidirò alle leggi come questa.
    Il patto sociale è infranto perché la Costituzione è stata vilata e allora per esempio auguro ai cittadini di una eventuale ronda fiorentina di non incontrarmi la sera perché di fronte a una loro eventuale provocazione la mia reazione potrà essere massima e incontenibile.
    con profondo disprezzo per i fascisti della lega, ma anche per un PD incapace, Maurizio Sarcoli

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  4. stefano cioni

    Clandestinità: un ricco ladro che si arroga il diritto di scegliere chi e quanti godranno le briciole del pane che gli ha rubato

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