"Siamo persone, esistiamo": l'appello dei rifugiati di via Slataper a rischio sgombero

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Riceviamo e pubblichiamo

Siamo rifugiati e titolari di protezione internazionale provenienti da 4 nazioni differenti: Liberia, Eritrea e Somalia. Siamo 94 persone. Esistiamo. Sappiamo che potremmo subire l’ennesimo sgombero e per questo, prima di veder arrivare le forze dell’ordine, vi chiediamo: che cosa avete intenzione di fare con noi? Come facciamo a costruirci una vita se ogni tre mesi veniamo sgomberati? Vogliamo rimanere qui finché le istituzioni non si decideranno a parlare con noi in modo serio. Vogliamo confrontarci con le istituzioni, se anche loro ne hanno voglia. La soluzione proposta non può essere soltanto il solito sgombero. Chiediamo al Comune di Firenze e alla Regione Toscana che, dopo tutte le nostre proteste, manifestazioni e dopo lo sgombero della tendopoli, riconoscano la nostra esistenza e i nostri diritti, discutendo su soluzioni reali.

Se ci sgomberate, chiediamo che le nostre impronte digitali vengano cancellate dai vostri archivi e che ci vengano riconcessi i titoli di viaggio e i documenti da voi rilasciati, così da poter lasciare definitivamente il vostro paese. Siamo ospiti dello stato e della terra italiana; se non ci possono ospitare tutti, anche chi è in possesso dei documenti e dei permessi di soggiorno, vogliamo indietro le nostre impronte, che non sono bancomat pieni di soldi e di guadagni.

Siamo stanchi dello stato italiano che gioca con le nostre vite.

Siamo stanchi di dovere reclamare i nostri diritti: abbiamo bisogno di vivere, di studiare, di lavorare, di pace.

Il trattato di Dublino del 2003 ci obbliga a stare qua, perché è il primo paese in cui siamo arrivati. Dal 2003 ad oggi non abbiamo visto rispettare neanche uno dei nostri diritti: una casa, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, i soldi necessari per vivere.

Le speranze nate con la convenzione di Ginevra sono state uccise dal trattato di Dublino. Abbiamo provato ad andare in altri paesi europei, in cui il trattamento verso i rifugiati è molto diverso, perché i diritti vengono garantiti. Lo stato italiano mente con gli altri paesi europei sulla nostra condizione in Italia, quando viene interrogato sui motivi della nostra fuga.

Quali programmi hanno il Comune e la Regione per il post sgombero, quali sono i progetti per le persone che vivono qui, che hanno bambini, e che rischiano di trovarsi senza una casa?

Per capire i problemi delle persone, bisogna parlare direttamente con chi li affronta ogni giorno.

Per questi motivi chiediamo che la Regione toscana e il Comune di Firenze si impegnino ad intavolare con noi una trattativa che sia pubblica, trasparente e seria.

I rifugiati di via Slataper

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