Sgombero Meyer, Saccardi: «La pacchia è finita, chi occupa è un privilegiato»

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Sgombero Meyer, chi occupa è un privilegiato»
ERNESTO FERRARA
Assessore Saccardi, il secondo sgombero in una settimana: è scoppiata l´emergenza? «No, è che la pacchia è finita e non vogliamo tollerare oltre le illegalità».
Sia l´occupazione del vecchio Meyer che l´esperienza del mercatino multietnico sul lungarno Pecori Giraldi, che avete sgomberato nei giorni scorsi, andavano avanti da molto tempo: perché tutta questa fretta di risolvere i problemi?
«Nessuna fretta, tanto è vero che al Meyer non abbiamo fatto un blitz. Abbiamo programmato tutto da mesi e aspettato che chiudessero le scuole. Ora daremo tempo agli occupanti di prendere una decisione, gli stiamo facendo delle proposte che avranno tempo di valutare fino a fine settimana».
Sul lungarno però di blitz s´è trattato.
«Lì era una situazione diversa, non c´erano famiglie e bambini a cui trovare una casa e se non si fosse agito velocemente non si sarebbe mai risolto nulla. In ogni caso non si è verificato nessun momento di forte tensione. Comunque non capisco di che fretta si parli: in un anno abbiamo messo fine a tre grossi problemi lasciati aperti e irrisolti dalla precedente amministrazione. Abbiamo sgomberato la scuola Caterina dè Medici sul viale Guidoni, occupata perlopiù da richiedenti asilo somali: a tutti abbiamo proposto una soluzione, un percorso di inserimento sociale e lavorativo o la partecipazione ad un progetto, tenuto nel cassetto per 2 o 3 anni dalla precedente amministrazione, di accoglienza del ministero dell´Interno con due pasti al giorno e l´alloggio. La settimana scorsa abbiamo invece eliminato un mercatino nato per essere multietnico e diventato “poco etico” come ha avuto modo di spiegare anche il sindaco Renzi.
E ora tocca al Meyer.
«Esatto, un sgombero soft, una soluzione per una delle occupazioni più pericolose della città. In meno di un anno abbiamo risolto o cominciato a risolvere tre situazioni, pesantissime per la città e per chi ci stava dentro, ereditate dalla giunta precedente: che abbiamo in parte risolto e in parte iniziato a risolvere senza la polizia, ma applicando un altro concetto del sociale, molto diverso rispetto al passato».
Diverso in cosa?
«E´ semplice: noi non siamo e non dobbiamo agire da sceriffi ma nemmeno possiamo continuare a tollerare situazioni di illegalità e privilegi. E´ dura da dire ma di quello si tratta. Un´occupazione può non dare noia perché magari 100 o 200 immigrati occupano un palazzo vuoto, fuori dalla vista, tutto fila liscio finchè non c´è un incidente. Ma non è così che può funzionare: qui per anni si è messa la polvere sotto il tappeto, un´occupazione ha tirato l´altra come in un ciclo inarrestabile. E si è dato il messaggio che tutto si potesse fare, che le situazioni di illegalità potessero essere tollerate ma non è così perché c´è anche chi è in difficoltà economica, magari è un immigrato, e però tutti i giorni è in fila per avere una casa popolare, un contributo per l´affitto, un lavoro per pagarsi una casa e dare un po´ di futuro ai figli. Bene, io non posso più tollerare che questa persona debba vedere che ce n´è un´altra, ugualmente in difficoltà e che io non mi sento di demonizzare, che però approfitta di un privilegio, di un abuso».
E dunque ora si sgombereranno tutte le occupazioni abusive?
«Piano piano sistemeremo tutto ma era importante intervenire prima sugli immobili comunali. La nostra logica non sarà quella di intervenire con la forza in nessun caso, alle persone siamo disposti a dare il tempo di sistemarsi, di organizzarsi per trovare un lavoro e nel frattempo gli diamo una risposta d´emergenza. Però basta con l´assistenzialismo e l´ipocrisia: da una parte dobbiamo dire stop agli aiuti a pioggia e agli aiuti a chi non fa nulla per sé stesso, dall´altra, come amministrazione, non faremo più finta di non vedere e non offriremo mai agli occupanti abusivi di una struttura un altro palazzo vuoto “in cambio”. E non ripeteremo errori del passato come quello di piazzare gli occupanti presso onerosissimi affittacamere».

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foto di Giulio di Meo

di Ernesto Ferrara, da Repubblica

Assessore Saccardi, il secondo sgombero in una settimana: è scoppiata l’emergenza? «No, è che la pacchia è finita e non vogliamo tollerare oltre le illegalità».

Sia l´occupazione del vecchio Meyer che l´esperienza del mercatino multietnico sul lungarno Pecori Giraldi, che avete sgomberato nei giorni scorsi, andavano avanti da molto tempo: perché tutta questa fretta di risolvere i problemi?

«Nessuna fretta, tanto è vero che al Meyer non abbiamo fatto un blitz. Abbiamo programmato tutto da mesi e aspettato che chiudessero le scuole. Ora daremo tempo agli occupanti di prendere una decisione, gli stiamo facendo delle proposte che avranno tempo di valutare fino a fine settimana».

Sul lungarno però di blitz s´è trattato.

«Lì era una situazione diversa, non c´erano famiglie e bambini a cui trovare una casa e se non si fosse agito velocemente non si sarebbe mai risolto nulla. In ogni caso non si è verificato nessun momento di forte tensione. Comunque non capisco di che fretta si parli: in un anno abbiamo messo fine a tre grossi problemi lasciati aperti e irrisolti dalla precedente amministrazione. Abbiamo sgomberato la scuola Caterina dè Medici sul viale Guidoni, occupata perlopiù da richiedenti asilo somali: a tutti abbiamo proposto una soluzione, un percorso di inserimento sociale e lavorativo o la partecipazione ad un progetto, tenuto nel cassetto per 2 o 3 anni dalla precedente amministrazione, di accoglienza del ministero dell´Interno con due pasti al giorno e l´alloggio. La settimana scorsa abbiamo invece eliminato un mercatino nato per essere multietnico e diventato “poco etico” come ha avuto modo di spiegare anche il sindaco Renzi.

E ora tocca al Meyer.

«Esatto, un sgombero soft, una soluzione per una delle occupazioni più pericolose della città. In meno di un anno abbiamo risolto o cominciato a risolvere tre situazioni, pesantissime per la città e per chi ci stava dentro, ereditate dalla giunta precedente: che abbiamo in parte risolto e in parte iniziato a risolvere senza la polizia, ma applicando un altro concetto del sociale, molto diverso rispetto al passato».

Diverso in cosa?

«E´ semplice: noi non siamo e non dobbiamo agire da sceriffi ma nemmeno possiamo continuare a tollerare situazioni di illegalità e privilegi. E´ dura da dire ma di quello si tratta. Un´occupazione può non dare noia perché magari 100 o 200 immigrati occupano un palazzo vuoto, fuori dalla vista, tutto fila liscio finchè non c´è un incidente. Ma non è così che può funzionare: qui per anni si è messa la polvere sotto il tappeto, un´occupazione ha tirato l´altra come in un ciclo inarrestabile. E si è dato il messaggio che tutto si potesse fare, che le situazioni di illegalità potessero essere tollerate ma non è così perché c´è anche chi è in difficoltà economica, magari è un immigrato, e però tutti i giorni è in fila per avere una casa popolare, un contributo per l´affitto, un lavoro per pagarsi una casa e dare un po´ di futuro ai figli. Bene, io non posso più tollerare che questa persona debba vedere che ce n´è un´altra, ugualmente in difficoltà e che io non mi sento di demonizzare, che però approfitta di un privilegio, di un abuso».

E dunque ora si sgombereranno tutte le occupazioni abusive?

«Piano piano sistemeremo tutto ma era importante intervenire prima sugli immobili comunali. La nostra logica non sarà quella di intervenire con la forza in nessun caso, alle persone siamo disposti a dare il tempo di sistemarsi, di organizzarsi per trovare un lavoro e nel frattempo gli diamo una risposta d´emergenza. Però basta con l´assistenzialismo e l´ipocrisia: da una parte dobbiamo dire stop agli aiuti a pioggia e agli aiuti a chi non fa nulla per sé stesso, dall´altra, come amministrazione, non faremo più finta di non vedere e non offriremo mai agli occupanti abusivi di una struttura un altro palazzo vuoto “in cambio”. E non ripeteremo errori del passato come quello di piazzare gli occupanti presso onerosissimi affittacamere».

0 Comments

  1. Giuseppe

    La pacchia??????????
    Quindi chi occupa un immobile lo fa perchè vuol fare la pacchia?
    Questa è nuova!!!!!!! o forse é vecchia e la dice lunga sui capovolgimenti epistemiologici in atto nella nostra evoluta società dei consumi.
    L’assessora Saccardi parla di soluzione del problema.
    Quale problema? Quale soluzione?
    Il problema della Saccardi è che sembra non si renda conto che governare una città vuol dire farsi carico dei problemi seri di alloggio di fasce crescenti di cittadini che non hanno nessun reddito e a cui il sistema non dà nessuna alternativa.
    Affrontare la questione dicendo che si è intervenuti su una situazione di privilegio è il capovolgimento esatto dei termini della questione.
    Benigni direbbe: “pole una persona che guadagna 1000 euro al mese con famiglia premettersi un affitto di 800 euro”?
    La risposta è intuibile ma allora il problema è questo.
    Figuriamoci se poi non si lavora e non si dispone di nessuna rete di aiuto familiare o di risparmi ( come è il caso di chi arriva direttamente qui dal deserto).
    La questione vera è che le attuali amministrazioni che rispondono come nell’articolo in commento, non hanno idea del lavoro capillare che va fatto con i singoli o con le famiglie coinvolte nel problema abitativo.
    Provo a dare dei suggerimenti.
    Innanzitutto non si possono trattare tutti allo stesso modo.
    L’amministarzione deve prevedere alloggi di diversa metratura a prezzi accessibili e proporzionati al reddito.
    Vanno distinte le situazioni per livelli di reddito
    Ciascuno deve contribuire in base al reddito ed in modo progressivo
    Fissare il tetto massimo dell’affitto alloggio in 400 euri per una famiglia media con almeno un lavoro a tempo pieno e un part time.
    Utilizzare i soldi delle famiglie per alimentare un fondo che io chiamerei seconda accogleinza possibile.
    Solo dopo aver fatto tutto questo si può andare dove ci sono le occupazioni e proporre soluzioni adeguate e solo dopo si è in diritto di procedere agli sgomberi se appunto le soluzioni ragionevoli non vengano accettate.
    La dico per ultima ma è la cosa più importante: vi sembra normale un paese dove ci sono livelli di retribuzione che non permettono di ricevere in cambio il necessario come la casa l’istruzione e le cure mediche?
    Vi sembra normale una assessora che non parla di stato di bisogno?
    Vi sembra normale un assessora che non parla di stato di necessità?
    Vi sembra normale parlare invece di provilegio?
    Mi sembra che siamo su una strada senza ritorno.
    Grazie della Pazienza.

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  2. Io non sto con Oriana

    …Sarebbe il caso di ricordare a questa Saccardi che “la pacchia è finita” lo disse anni fa Roberto Maroni, uno che fa il ministro dell’interno per quello stato che aveva giurato di smembrare, e lo disse Maurizio Gasparri all’indomani delle elezioni del 2008 vinte da formazioni politiche cui, molto teoricamente, le formazioni politiche che governano a Firenze dovrebbero essere antitetiche.

    Sarebbe anche da sottolineare il fatto che molte persone -un numero che è in continua ascesa- si sono stancate dei giornali, delle parole d’ordine dei giornali, delle tolleranzezzzèro e dei giri di vite.
    Perché sono almeno dieci anni che dagli scampati all’aborto che scribacchiano sulle gazzette si sente parlare soltanto di galere, di divieti, di sanzioni, di processi. E non di altro.
    E nessuno ha più una lira in tasca.

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