Sfratti, la tregua è finita. Ma per l'emergenza non si è fatto nulla

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Sara Capolungo per l’Altracittà

Quando i numeri parlano, drammaticamente, da soli: sono stati quasi 1400 gli sfratti intimati nel 2011 a Firenze, aumentati del 10% rispetto al 2010, con una media di 66 sfratti eseguiti al mese. Mentre per i primi mesi del 2012 si conferma una media di 76 sfratti al mese. I recenti dati del Sunia-Cgil confermano la drammaticità di un fenomeno che sta ormai diventando un’emergenza sociale senza controllo. Ma è tutta la Toscana (e l’Italia) a soffrire di questa tragedia moderna: la nostra Regione è infatti seconda, dopo la Lombardia, per richieste di esecuzione della forza pubblica, ben 13.461, con un aumento del 340% negli ultimi dieci anni, mentre è addirittura prima in Italia per rapporto sfratto-famiglia, con uno sfratto ogni 300 famiglie.

E in questi primi giorni d’ottobre, dopo la sospensione estiva decisa a luglio dal Prefetto grazie alla mobilitazione del Movimento di lotta per la casa e dei sindacati degli inquilini, sono ripresi gli sfratti: 130 quelli previsti, di cui 110 per morosità spesso “incolpevole”, ovvero derivante da un drastico peggioramento delle condizioni economiche degli inquilini.

“Una trentina di questi riguardano famiglie che avrebbero diritto alla casa popolare – spiega Simone Porzio, segretario generale Sunia – ma che non l’avranno prima della data dell’esecuzione perché il Comune non sa più quali case assegnare”. Insomma un’emergenza nell’emergenza, per risolvere la quale i sindacati degli inquilini avevano chiesto l’approvazione di un progetto di legge regionale, che prevede l’istituzione di commissioni ad hoc per la graduazione ordinata e condivisa degli sfratti. “La nostra richiesta di commissioni regionali – spiega ancora Porzio – risale a due anni fa, ma nessuno ne ha ancora tenuto conto, nonostante la conseguenza sia sotto gli occhi di tutti: in mancanza di un dialogo tra istituzioni, ovvero Tribunale, Corte di Appello, Prefettura e Comune, si è arrivati ad un calendario di 120 esecuzioni programmate per lo scorso mese di luglio. Un calendario i cui numeri sono insostenibili anche per città con milioni di abitanti, figuriamoci per Firenze”.

Alle parole di Porzio fa eco il presidente degli Inquilini di Firenze, Vincenzo Simoni: “Le commissioni potrebbero tamponare il problema, immediato e concreto, di trovare un alloggio alternativo alle famiglie sfrattate. Rimane in essere quello ben più difficile e grave della distribuzione delle case popolari. Purtroppo – aggiunge Simoni – il bando per l’assegnazione di case di edilizia pubblica, aperto la scorsa settimana dal Comune, non convince: sono stati limitati i casi riconosciuti come valevoli per il punteggio di merito, che dà diritto alla casa, a quelle particolari situazioni quali l’assenza di reddito e lavoro, o la presenza di gravi malattie al momento dello sfratto. In questo modo – conclude – molte famiglie in stato di morosità corrono il rischio di non vedersi assegnata la casa popolare”.

Questa inefficiente gestione degli alloggi pubblici, come la definisce Porzio, da parte del Comune e di Casa Spa, la società pubblica incaricata di ripristinare gli alloggi Erp, sarà al centro delle richieste di chiarimento che lo stesso sindacato degli Inquilini porrà all’assessore Saccardi il 10 ottobre prossimo, in occasione della giornata nazionale contro gli sfratti, mentre la consigliera De Zordo lancia una proposta al Comune: “Questa emergenza sociale deve diventare una priorità dell’amministrazione, attraverso la realizzazione di nuovi alloggi e il riutilizzo di strutture, come le caserme che sono ormai sottoutilizzate o vuote, fino alla requisizione di immobili privati, lasciati vuoti dalla speculazione”.

Ed è proprio di pochi giorni fa un picchetto di protesta sotto la sede della Cassa di Risparmio di Firenze del Movimento e di una cinquantina di occupanti dello stabile di Pian del Mugnone, per protestare contro la decisione di sgomberare l’edificio, di proprietà della banca. Un altro picchetto antisfratto in via Faentina ha evitato, temporaneamente, che una famiglia in graduatoria per la casa popolare fosse sfrattata: ma lo sfratto è stato solo rimandato, al 4 dicembre prossimo.

Insomma, la soluzione sembra ancora troppo lontana. Per il momento, il sindacato degli inquilini e il Movimento di lotta per la casa danno appuntamento per il 10 ottobre prossimo, a partire dalle ore 10, con presidi sotto la Prefettura e la Regione, in via Cavour, per la giornata nazionale contro gli sfratti.

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