13 novembre 2018

Seves, qualcosa si muove? Il 16 giugno cena di solidarietà

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Seves, tra i lavoratori dello stabilimento regna sempre l’incertezza, anche se qualche timido segnale da parte delle istituzioni apre qualche spiraglio di speranza…
Come detto, la chiusura del forno fusorio aveva bloccato la produzione di nuovi mattoni vetrai, e ci si era quindi concentrati sulle fasi successive di lavorazione dei pezzi (inscatolamento, verniciatura, satinatura). Le scorte nei magazzini si stanno però esaurendo, facendo temere per la fine di giugno la cessazione dell’attività. Il forno ci sarebbe, ma al momento è ancora da montare, e, una volta costruito, servirebbero due mesi prima per renderlo produttivo.
Certo, i segnali da parte della proprietà non fanno ben sperare: la direzione e le finanziarie che controllano l’azienda più volte hanno ribadito di non voler chiudere Seves, ma senza dimostrarlo concretamente. Eppure sarebbe bastato, ad esempio, far tornare dalla Repubblica Ceca gli stampi e i modelli di proprietà dello stabilimento fiorentino, al momento inutilizzati, per dare un segnale forte.
Per altri versi, nella situazione drammatica appaiono degli spiragli: la domanda a livello internazionale sembra essere in aumento (particolarmente in Spagna e in Russia) e, soprattutto, il mondo politico sembra essersi mobilitato. Il tavolo di monitoraggio sulla situazione dell’azienda, promosso in febbraio dalla Provincia, si è riunito nuovamente il 3 giugno e dimostra finalmente una particolare sensibilità sulla vicenda. E’ stato infatti fissato un incontro in Regione per mercoledì 9 giugno tra i rappresentanti delle istituzioni, le RSU e la dirigenza; Renzi ha assicurato che si sarebbe messo in contatto con l’a.d. Gioli perché partecipasse.
Sarebbe importante avere qualche rappresentante delle finanziarie (“Non so nemmeno se sanno chi siano”, dice qualcuno sconsolato); tuttavia i segnali dalle istituzioni danno un po’ di conforto ai 135 dipendenti in cassa integrazione (“Nessuno gli impediva di dire subito che va tutto male e che siamo comunque destinati a chiudere”, dicono altri). Insomma, la situazione resta critica, ma qualcosa sembra finalmente muoversi.
In attesa di sapere se l’incontro del 9 giugno riuscirà finalmente a sbloccare una situazione drammatica (non dimentichiamo i sacrifici che i lavoratori e le loro famiglie stanno facendo oramai da mesi), i ragazzi della Seves ci invitano a partecipare alla cena che hanno organizzato per mercoledì 16 giugno, alle ore 20.00 in Piazza del Sodo (via Reginaldo Giuliani): un’occasione per stare insieme, capire quello che sta succedendo e testimoniare loro la nostra solidarietà.

di Alessandro Bezzi

Ci eravamo ripromessi di proseguire il nostro resoconto sulla situazione della Seves e dei suoi 134 dipendenti in cassa integrazione appena la situazione fosse cambiata: dopo due mesi, tra i lavoratori dello stabilimento regna sempre l’incertezza, anche se qualche timido segnale da parte delle istituzioni apre qualche spiraglio di speranza…

Come detto, la chiusura del forno fusorio aveva bloccato la produzione di nuovi mattoni vetrai, e ci si era quindi concentrati sulle fasi successive di lavorazione dei pezzi (inscatolamento, verniciatura, satinatura). Le scorte nei magazzini si stanno però esaurendo, facendo temere per la fine di giugno la cessazione dell’attività. Il forno ci sarebbe, ma al momento è ancora da montare, e, una volta costruito, servirebbero due mesi prima per renderlo produttivo.

Certo, i segnali da parte della proprietà non fanno ben sperare: la direzione e le finanziarie che controllano l’azienda più volte hanno ribadito di non voler chiudere Seves, ma senza dimostrarlo concretamente. Eppure sarebbe bastato, ad esempio, far tornare dalla Repubblica Ceca gli stampi e i modelli di proprietà dello stabilimento fiorentino, al momento inutilizzati, per dare un segnale forte.

Per altri versi, nella situazione drammatica appaiono degli spiragli: la domanda a livello internazionale sembra essere in aumento (particolarmente in Spagna e in Russia) e, soprattutto, il mondo politico sembra essersi mobilitato. Il tavolo di monitoraggio sulla situazione dell’azienda, promosso in febbraio dalla Provincia, si è riunito nuovamente il 3 giugno e dimostra finalmente una particolare sensibilità sulla vicenda. E’ stato infatti fissato un incontro in Regione per mercoledì 9 giugno tra i rappresentanti delle istituzioni, le RSU e la dirigenza; Renzi ha assicurato che si sarebbe messo in contatto con l’a.d. Gioli perché partecipasse.

Sarebbe importante avere qualche rappresentante delle finanziarie (“Non so nemmeno se sanno chi siano”, dice qualcuno sconsolato); tuttavia i segnali dalle istituzioni danno un po’ di conforto ai 135 dipendenti in cassa integrazione (“Nessuno gli impediva di dire subito che va tutto male e che siamo comunque destinati a chiudere”, dicono altri). Insomma, la situazione resta critica, ma qualcosa sembra finalmente muoversi.

In attesa di sapere se l’incontro del 9 giugno riuscirà finalmente a sbloccare una situazione drammatica (non dimentichiamo i sacrifici che i lavoratori e le loro famiglie stanno facendo oramai da mesi), i ragazzi della Seves ci invitano a partecipare alla cena che hanno organizzato per mercoledì 16 giugno, alle ore 20.00 in Piazza del Sodo (via Reginaldo Giuliani): un’occasione per stare insieme, capire quello che sta succedendo e testimoniare loro la nostra solidarietà.

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