18 settembre 2018

Seves, anche un invalido nella lista nera degli esuberi

image_pdfimage_print

Filippo Poltronieri per l’Altracittà

Ci siamo già molte volte occupati della vicenda Seves, l’azienda del vetro i cui lavoratori non sembra possano trovare pace. La cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione, che perdura ormai da mesi, termina il 31 agosto 2011 e il futuro dei dipendenti della fabbrica di Castello rimane quanto mai incerto.

Incontriamo Leonardo Bolognini, sindacalista USB, che da alcuni anni segue da vicino la situazione interna di Seves, e Alfonso Secchi, un dipendente appartenente alle categorie protette, inserito a sua insaputa nella lista degli indesiderati e preoccupato di essere uno dei prossimi a ricevere il benservito dall’azienda. La normativa prevede che
l’individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità deve avvenire in relazione: 
a) alle esigenze tecnico-produttive ed organizzative del complesso aziendale; 
b) ai criteri previsti dalla contrattazione collettiva o, in mancanza, nel rispetto dei seguenti criteri in concorso fra loro: carichi di famiglia; anzianità di servizio; esigenze tecnico-produttive e organizzative.

Alfonso ci racconta: “Lavoro in Seves da 6 anni e da 3 sono in cassa integrazione. Negli ultimi mesi, da ottobre 2010 fino a poco tempo fa ho lavorato con continuità. In maggio la sorpresa: delegati sindacali delle Rsu mi informano di essere nella lista nera degli esuberi e mi consigliano l’accordo con l’azienda, con un buonuscita intorno ai 10.000 euro. Ho un’invalidità civile del 46% e genitori di 86 anni invalidi sulle spalle e certamente se perdessi questo lavoro non riuscirei a tirare avanti con la misera cifra promessa.”

Aggiunge Leonardo: “L’azienda si pone solo un problema di numeri. Vuole diminuire il personale senza dar conto di aver usufruito per mesi di una cassa integrazione che attinge alle tasche dei cittadini a vantaggio di un’azienda non in crisi. Oltretutto Seves non ha reso note le liste di mobilità e l’elenco degli esuberi con relativa motivazione, come stabilito da contratto nazionale del lavoro. Senza averlo fatto non si possono mandare via i lavoratori. Perché un lavoratore passi in mobilità, si deve effettuare una comunicazione alle associazioni di categoria e all’ufficio provinciale del lavoro. Né le prime né il secondo hanno ricevuto alcunché. In questo caso Alfonso è stato informato dalle Rsu. Perché le Rsu sanno chi andrà via? È veramente grave che l’azienda non informi la persona direttamente e usi come portavoce delegati sindacali che non sono della sua associazione di categoria. Inoltre reputo vergognoso che l’azienda non mi voglia ricevere in qualità di rappresentante sindacale di Alfonso Secchi. Si tratta della prima azienda privata di Firenze che si rifiuta di ricevere l’Usb.
Ricordo che un anno fa, Giampaoletti, responsabile delle risorse umane di Seves promise che non avrebbe mandato via nessuno. Da allora ci sono stati 45 esuberi e pare che ne siano rimasti altri 8 o 9. Inoltre le cifre che l’azienda propone ai lavoratori in esubero sono molto basse e mortificano i lavoratori. L’azienda è sempre stata ritenuta una delle produzioni di maggiore qualità del tessuto industriale locale. Bel modo di essere il fiore all’occhiello di Firenze”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *