Sempre più numerosi i no alla guerra

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“Un chiaro, preoccupato e deciso no alla guerra”. Il messaggio, forte, viene dall’ultima seduta della Conferenza episcopale regionale, nel corso del quale è stato stilato un messaggio, con la richiesta che venga letto in tutte le Chiese toscane durante le messe domenicali. Si tratta di una ferma presa di posizione a fianco del Papa e contro ogni ipotesi di “guerra preventiva”. L’assistere agli avanzati preparativi e al dispiegamento di forze in atto, con la prospettiva di azioni che potrebbero svilupparsi ignorando o forzando le norme del diritto internazionale (e non sarebbe certo la prima volta), i vescovi toscani hanno chiesto in modo unanime a Governo e Parlamento italiani “di confrontarsi con responsabilità e coraggio con gli accorati appelli alla pace del Santo padre Giovanni Paolo II, volti a promuovere il dialogo, la mediazione e la riconciliazione tra le parti in conflitto e quindi a scongiurare guerre sempre inutili e con dannosissimi effetti, in primo luogo sulle popolazioni inermi”. La richiesta sarà arrivata al Presidente del Consiglio italiano, indaffarato nei suoi continui spostamenti tra Stati Uniti e Gran Bretagna per ritagliarsi uno spicchio di merito e celebrità nella lotta al terrorismo?..tornano in mente altre vicende, ma in pochi purtroppo sembrano ricordare..certo la smania di “esserci” fa paura..
Dal Comitato esecutivo Cisl Toscana arriva un altro chiaro messaggio. ”La scelta della pace come unica condizione per affermare liberta’, democrazia, giustizia per i popoli della Terra”. Parole coerenti con i contenuti del documento “Osare la pace”, elaborato congiuntamente con Cgil, Uil e Regione Toscana. La Cisl ha voluto condannare ufficialmente la guerra ”in quanto tale e soprattutto la guerra come strumento preventivo, e contemporaneamente, con identica intensità, condanna qualsiasi forma di terrorismo e di regime totalitario e disumano”. La via diplomatica rappresenta ancora l’unica strada per risolvere la crisi aperta con l’Iraq. Per questo la Cisl, come i vescovi d’altronde, ha fatto appello all’Onu, il cui ruolo deve essere fondamentale, con la collaborazione degli organismi internazionali. Purtroppo sembra evidente che nessuno di questi soggetti viene posto in grado di intervenire, è troppa la sete di sangue, potere, e magari chissà, anche emozioni!
L’organizzazione sindacale ha individuato nell’Unione Europea “un caposaldo essenziale per la pace nel mondo”, considerando l’Ue una positiva prospettiva per lo sviluppo economico e politico”. Basterebbe riuscire alzare la testa, anziché inchinarsi, in presenza della potenza americana..
Una colorata bandiera della pace verrà invece esposta sul palazzo della sede della Provincia di Pistoia. Un’iniziativa semplice, ma densa di significato: esprimere l’ennesimo no alla guerra, un sì ad una soluzione politico-diplomatica della crisi in atto. Anche Firenze sarà sede di un messaggio del genere. Il prossimo 3 febbraio, verrà presentato un appello unitario contro la guerra imperialista e contro le basi Usa e Nato, sottoscritto da Cpa, Rdb, Cobas, Cub, Mat, con l’adesione di Rifondazione e di alcuni dirigenti Cgil. ‘Una piattaforma antimperialista contro le basi militari Usa e Nato e per lo sciopero generale contro il complice governo Berlusconi’. Questa l’intestazione dell’appello unitario, che propone al movimento pacifista un contributo ed uno stimolo unitario della sinistra alternativa del territorio.

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