14 novembre 2018

Sei fuori dal coro pro #Renzi? Ci pensa la #BBC

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di qualsiasi tendenza politica, hanno incoronato il sindaco di Firenze leader del centro-sinistra fin dall’inizio della campagna elettorale delle primarie, la stampa straniera comincia ad interrogarsi sul politico Renzi, sulla sua carriera, le sue idee ma soprattutto su quello che ha realizzato da presidente della provincia prima e come sindaco poi.

Al di là della stanca commedia delle primarie dove nessuno degli avversari si è soffermato sui fatti, dalla condanna in primo grado per danno erariale alla provincia di Firenze alle promesse elettorali non mantenute nel comune di Firenze, ci voleva la BBC per intervistare una voce critica nei confronti di Renzi sul suo operato da sindaco. Ornella De Zordo siede da due legislature in consiglio comunale opponendosi alle politiche del diessino Domenici prima e dell’ex popolare ora democratico Renzi poi, politiche in perfetta continuità per quanto riguarda le scelte sulla città, principalmente infrastrutturali ma non solo.

Evidentemente per trovare un reale avversario del neo segretario del Pd è necessario andarlo a cercare fuori dai partiti e trovarlo nel mondo dei movimenti, una realtà sfaccettata e frammentata che ha trovato a Firenze da dieci anni terreno fertile dove la lista di cittadinanza perUnaltracitta ha funzionato da snodo tra alcuni, non tutti, i movimenti e i comitati cittadini e le istituzioni.

Indubbiamente la scelta fatta dalla BBC di intervistare per 20 minuti De Zordo dà la misura dell’importanza di un’area di opposizione sul territorio, che si trova adesso nella felice situazione di aver una visibilità nazionale e addirittura internazionale. A tempo stesso indica anche la necessità, in una politica come quella di oggi, di individuare una persona di riferimento per qualsiasi iniziativa politica. Se i movimenti, dai No Tav ai centri sociali, ai comitati di quartiere, restano ormai l’unica opposizione ad un sistema partitico, che nonostante i colori diversi è monolitico negli interessi che difende, devono però confrontarsi con il tema della leadership. È necessario trovare un equilibrio tra il leaderismo machista e urlato dei 5stelle e le grandi moltitudini senza nome dei movimenti antiglobalisti e anti liberisti, nati negli anni 90 proprio contro le politiche neoliberiste in salsa labour di quel Tony Blair tanto amato da Renzi.

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