Sedici anni di occupazioni e lotta

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Il Movimento di Lotta per la Casa nasce nel 1990 con l’occupazione di uno stabile in via del Giglio, come unico modo per molti di affrontare il caro-prezzi.
Questi anni hanno visto un centinaio di occupazioni. Oggi gli stabili occupati sono 14, proprietà statale, conta 80 “inquilini”;

via delle Porte Nuove (ex INPS) ne contiene 20;
in via Monteoliveto (ex ospedale militare) ce ne sono 70;
a Pratolino, solo nel Luzzi (ex ospedale, e poi struttura protetta per tossicodipendenti di proprietà della ASL di Sesto Fiorentino) abitano 230 individui;
in Piazza Elia dalla Costa l’Intendenza di Finanza ha 5 alloggi occupati da 30 persone, in maggioranza eritrei;
nell’ex ospedale di Poggiosecco (ASL) abitano in 350 tra rumeni, marocchini, italiani, curdi, kosovari;
viale Gramsci (ASL) ospita 150 persone, per lo più marocchini;
in viale Volta (proprietà comunale) stanno 110 rifugiati somali;
viale Guidoni (Provincia) accoglie i restanti somali, più rumeni, marocchini, albanesi, italiani;
a S.Salvi (ASL) abitano ancora 70 persone;
in via Aldini in due stabili di proprietà comunale (uno l’ex asilo Ritter) abitano 80 persone ora in trattativa per l’ “autorecupero”.
Altre due occupazioni minori sono a Mantignano (2 famiglie), e in via Tripoli (1 nucleo).
Vi sono inoltre varie persone abusive (30 nuclei) nelle case popolari: via Rocca Tedalda, via Carlo del Prete, via Canova la cui unica carta da giocare è la resistenza.
50 famiglie sono inoltre in affittacamere. Circa metà di queste sono state sistemate così dal Comune, che dal 12 luglio però taglierà i fondi (cioè li metterà per strada); sulla sorte dell’altra metà che compete alla Sicurezza sociale niente è certo.
Da parte del Comune c’è solo la proposta di un contributo per l’affitto. Questo in una città in cui nei prossimi anni si eseguiranno 4900 sfratti.
I rapporti con il Movimento di Lotta per la Casa sono solo rapporti di forza. Non si sgombera per non forzare la situazione, già critica senza bisogno di altro: infatti ci sono altre 200 persone che chiedono di occupare, l’emergenza è un pozzo senza fine. Ma intanto i componenti del Movimento si trovano sulla testa 400 processi e 1600 avvisi di garanzia.

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