Se vuoi la pace lotta per la giustizia

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di Cristiano Morsolin*

Non mi riferisco solo alla guerra in Irak ma a tante altre guerre nascoste: la guerra per l’acqua e per il controllo dell’Amazzonia, la guerra per cancellare la memoria (il vizio della memoria direbbe Gherardo Colombo) dei crimini delle dittature militari e delle migliaia di desaparecidos, il Plan Colombia e Plan Puebla-Panama che stanno regionalizzando il conflitto per mantenere l’egemonia su interessi strategici, l’attacco contro gli attivisti per i diritti umani (in Colombia, in Brasile, in Ecuador, in Guatemala per esempio), l’attacco per discriminare i Movimenti NATs dei bambini e adolescenti lavoratori organizzati che lottano per un lavoro in condizioni dignitose e per essere riconosciuti come attori sociali, soggetti moltiplicatori di protagonismo e di cambiamento nella società.

Proprio in questi ultimi giorni sono state numerose le iniziative e le mobilitazioni contro questa guerra globale.

Venerdì 21 marzo a Modena si è svolta la giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie, promossa da LIBERA.

Sabato 22 scorso a Firenze si è concluso il Forum Alternativo Mondiale dell’acqua.

Sempre sabato scorso a Milano si è realizzato il CONTRO BID – Convegno Internazionale contro le politiche del Banco Interamericano de Desarollo (BID) organizzato dall’ Osservatorio Indipendente Selvas.org (e dall’infaticabile Martin Iglesias), Amici della Terra, Asociacion Intercultural Mi Ranchito, Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Associazione di Amicizia Italia-Nicaragua, C.S.A. Vittoria, Guerre & Pace, Rayos de Sol, Resumen Latinoamericano, ¡Ya Basta!, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di varie organizzazioni tra cui A SEED Europe, , Associacion Nueva Colombia, Attac, Bank Information Center US, Both ENDS Netherlands, CEDIA Perù, CENSAT Colombia, COMARU Perù, Circulo Bolivariano de Roma, CRBM – Centro per la Riforma della Banca Mondiale di Roma, LEGAMBIENTE, CRIC, Federazione Nazionale dei VERDI, Centro Culturale Punto Rosso di Milano, FoE Brazil, Rede Brazil, Rete Lilliput, Rios Vivos Brazil, SLAI COBAS, Sobrevivencia Paraguay, Amazona Watch (USA).

Il grande affare dei Paesi economicamente e militarmente dominanti (USA, UE, Giappone), è quello di avviare l¹apparente riduzione del debito dei Paesi latinoamericani, attraverso privatizzazioni, apertura dei mercati finanziari alle monete più forti, investimenti diretti esteri e conseguente liberalizzazione del commercio: il tutto a uso e consumo delle imprese multinazionali e delle banche dei padroni.
Tutto ciò fa parte dell¹attività del BID (Banco Interamericano de Desarollo ­ Banca Interamericana dello Sviluppo), che da anni specula sui prestiti, acquista imprese pubbliche a costi inferiori a quelli di mercato, impone di fatto la deregolamentazione degli investimenti a favore dei capitali stranieri e sostiene, per manovrarlo, il controllo del conflitto sociale.
Questi comportamenti speculativi e di sfruttamento sono la messa in opera dei piani ALCA, NAFTA, Plan Colombia, Plan Puebla Panama, Plan Dignitad, Plan Santa Fè, bloqueo contro Cuba, golpe contro il Venezuela bolivariano, ecc., contro tutti gli interessi dei popoli latinoamericani.

Tra la moltitudine di manifestazioni per la pace realizzatesi nel mondo ricordiamo che

domenica 23 marzo i bambini e adolescenti lavoratori di San Salvador hanno organizzato una conferenza stampa (vedi foto del quotidiano ‘La Prensa Grafica’ domingo 23 de marzo de 2003) per esprimere pubblicamente la loro opposizione alla guerra in Irak, in occasione del 20° anniversario della nascita della comunità ‘Olof Palme’.

Lunedì 24 marzo a Buenos Aires si è svolta la manifestazione nazionale in Argentina nel 27° anniversario del golpe militare che ha visto in prima linea le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo (che continuano a cercare verità e giustizia per i loro figli desaparecidos) e il Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel.
Proprio il 17 marzo scorso i giudici della Corte d’assise d’appello di Roma hanno confermato le condanne comminate (purtroppo in contumacia) il 6 dicembre 2000 in prima istanza contro 7 militari della dittatura argentina per il sequestro e omicidio di 8 italo-argentini. I generali Guillermo Suarez Mason e Santiago Omar Riveros hanno avuto l’ergastolo e altri 5 ufficiali 24 anni. Le vittime erano Laura Estela Carlotto, Norberto Julio Morresi, Pedro Luis Mazzocchi, Luis Alberto Fabbri, Daniel Jesus Ciuffo, Martino Mastinu e Mario Marras.

‘Soddisfazione’ dei familiari e delle Madri e Nonne della Piazza di Maggio presenti in aula Estela Carlotto (madre di Laura e presidente delle ‘Nonne di Plaza de Mayo’) e Lita Boitano.

Soddisfazione per la conferma in appello delle condanne contro i generali argentini è stata espressa dal deputato Verde Mauro Bulgarelli secondo il quale ‘la sentenza rende giustizia alle vittime di orrendi crimini contro l’umanità’. Bulgarelli, che ha presentato una proposta di legge firmata da parlamentari di tutti i gruppi politici perché anche i Tribunali italiani possono giudicare crimini commessi in altri paesi, secondo le norme della Convenzione di Ginevra, spiega che ‘la sentenza della corte di assise di appello di Roma rafforza i principi della giustizia internazionale, che saranno indispensabili per porre fine all’impunità dei crimini di guerra e contro la dignità umana’.

Lunedì scorso 24 marzo presso la Basilica dei SS. Apostoli di Roma si è tenuta la concelebrazione presieduta da Mons. Tommaso Valentinetti (Presidente di Pax Christi) e da Suor Rosmery Lynch (Francescana per la pace) nel XXIII anniversario dell’uccisione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador.

Don Luca Pandolfi (presidente dell’Onlus SAL – Solidarietà con l’America Latina: www.saldelatierra.org) ha commentato: ‘in occasione dell’anniversario di Mons. Romero abbiamo partecipato attivamente alle celebrazioni romane che ricordano questo martire della giustizia e della pace. Con lui vogliamo ricordare tutti i poveri e gli oppressi della terra e tutti coloro che lottano ancor oggi per la giustizia e la pace tra i popoli’.

Maurizio Chierici, giornalista dell’Unità, annota: ‘il fumo della guerra sta diventando l’abitudine delle televisioni accese in ogni casa. Per dare un senso all’angoscia e allargare la memoria delle marce nelle strade del mondo, voglio ricordare un uomo di pace, ucciso 23 anni fa: Oscar Romero, primate del Salvador, secondo vescovo nella storia della chiesa assassinato sull’altare. (…) Ieri, domenica, per un momento le immagini TV hanno smesso di inseguire i missili con l’eccitazione dedicata ai bolidi di Formula Uno: il Papa gridava il suo sdegno dal balcone di piazza San Pietro. Nessuno può usare la guerra facendo finta di difendere cristianesimo e civiltà occidentale. Dopo 23 anni l’utopia di Romero è diventata una realtà riconosciuta dal Vaticano…finalmente…’ (‘Qualcuno ricorda il Vescovo Romero?’, Unità 24 marzo 2003).

La profezia sgorga dal cuore, dall’amore, dall’impegno, dalla militanza di tanti costruttori di pace.

Ricorre il 13 marzo 2003 il ventesimo anniversario della morte di Marianella Garcia Villas. attivista per i diritti umani salvadoregna, collaboratrice di monsignor Romero, amica della nonviolenza, ‘avvocato dei poveri, compagna degli oppressi, voce degli scomparsi’, fu violentata ed assassinata a 34 anni il 13 marzo del 1983 dai soldati del regime. La sua vita e’ narrata nel bel libro (ampiamente basato sulla registrazione di conversazioni con lei svoltesi nel 1981 e nel 1982) di Raniero La Valle e Linda Bimbi, ‘Marianella e i suoi fratelli’, Feltrinelli, Milano 1983.

UNA CANZONE PER MARIANELLA GARCIA

Ay Marianella, Marianella Garcia potevi fare la vita dei signori

i tuoi buoni studi, il tuo seggio in parlamento ma tu scegliesti di stare con noi poveri.

Ay Marianella che pioggia di sangue.

Era Marianella sorella di noi morti perchè amava la vita e che la vita fosse degna di essere vissuta.

Ay Marianella si spensero le stelle.

Era intrepida e vestita di umiltà, sapeva che i fascisti la cercavano e ti raggiunse la furia dei fascisti.

Ay Marianella la furia dei fascisti.

Parlava la lingua dei contadini e degli angeli

sapeva le parole che guariscono, parole di luce e di pane.

Ay Marianella la terra nera e rossa.

Sapeva tutte le cose e anche le cose che tutti sanno e è difficile dire e lei le diceva con voce di uccellino.

Ay Marianella che fredda è la notte.

Ti ammazzarono come hanno ammazzato i morti che cercavi e che il tuo sguardo resuscitava nel cuore del popolo.

Ay Marianella che pianto infinito.

Cosi’ dura e’ la nostra dura vita che anche nella gioia noi piangiamo ma mentre ti piangiamo ricordiamo con gioia che sei stata e resti viva.

Ay Marianella, Marianella Garcia. (Fonte: Benito D’Ippolito)

*Cristiano Morsolin, giornalista militante, educatore di strada, operatore di reti internazionali. Fondatore dell’Osservatorio Indipendente SELVAS, www.selvas.org. – E-mail: morsolin2002@yahoo.it

Per approfondimenti:
Madres de Plaza de Mayo (Argentina), manifestazioni del 24 marzo 2003 per il 27° anniversario del golpe : www.madres.org
Minacce ai difensori diritti umani in Ecuador, febbraio 2003: www.llacta.org
Interviste a Noam Chomski, P. Zanotelli, don Ciotti – Ass. NAMASTE (Ostiglia):
www.namaste-ostiglia.it

Per una critica del Banco Interamericano de Desarrollo- seminario interparlamentare ‘Democrazia e sovranità: confini per il BID’ 24-25 marzo a Milano: http://www.amisnet.org/tallerinterparlamentario/
LIBERA, nome e associazioni contro le mafie: www.libera.it
Forum Alternativo Mondiale Acqua: www.contrattoacqua.it

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