26 settembre 2018

Se non ora quando? Domenica 13 in piazza per la dignità delle donne e del Paese

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Domenica 13 febbraio una mobilitazione trasversale coinvolgerà le piazze italiane all’insegna dello slogan “Se non ora quando?“.
Sull’onda della nausea per le recenti vicende del cosiddetto Rubygate, che hanno ulteriormente ridicolizzato il nostro paese e tutti noi che ci viviamo, ha preso corpo l’idea di manifestare pubblicamente il nostro sdegno e la nostra rabbia, ma soprattutto la nostra esistenza. L’esistenza di persone che credono possibile, necessaria e urgente la (ri)costruzione di un’Italia diverso, dove le donne non siano ridotte a merce, dove possano compiere scelte professionali e personali in autonomia, dove sia riconosciuto il loro valore e il loro ruolo indipendentemente dall’aspetto e dall’età.
La questione, evidentemente, non riguarda solo le donne, ma tutto il paese di cui sono in gioco i valori, la cultura, gli stili di vita. E non riguarda solo Berlusconi, o il berlusconismo, perché sappiamo bene che certe mentalità e comportamenti strisciano e prolificano in ogni direzione. Tuttavia, al di là delle distinzioni, delle sfumature e delle divergenze possibili tra le tante realtà chiamate in causa, ci sembra importante esserci ed esserci con convinzione.

Per conoscere gli appuntamenti città per città http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.co

0 Comments

  1. Maria Teresa Vogel

    Sarei proprio curioso di sapere quante di quelle signore e signorine che andranno a manifestare in piazza o che hanno manifestato domenica scorso, sono così pure e limpide da potersi permettere di lanciare la prima pietra!!!

    Piuttosto sarebbe il caso di trovare il modo per imporre alla televisione (a tutti i canali e non solo a uno) e ai giornali di non trasmettere o pubblicare spazzatura e osceneità. In queste trasmissioni televisive o servizi giornalistici, molto ambiti, sono protagoniste delle donne, che per questi servizi di pessimo gusto, vengono profumatamente pagate. Perchè non andate a protestare davanti a casa loro? Se nessuna donna si presterebbe a queste ambiguità, il problema sarebbe risolto.

    Maria Teresa Vogel, Firenze

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  2. paola

    secondo me dovrebbero essere gli uomini a scendere in piazza per difendere la loro dignità…che..vista la quantità di prostitute che ci sono in giro, mi pare molto ma molto messa a rischio.

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  3. Lisa

    cara Maria Teresa, hai poche idee, ma confuse!
    la manifestazione del 13 NON vuole assolutamente lanciare pietre contro nessuna: è vero che ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma è anche vero che ci muoviamo in questo universo, e se certi comportamenti sono incentivati, promossi o addirittura obbligati, e chi non si adegua è tagliato fuori, la libertà di scegliere si riduce alquanto…
    Poi però sei tu che lanci pietre, invitandoci a protestare davanti alle case di quelle donne che “si prestano” alle ambiguità, indicando solo nella loro “immoralità” la causa del problema.
    Eh no! se c’è chi vende, è perché qualcun altro compra, e chi compra è quella parte che sola detiene il potere… è questo che va cambiato e rifiutato, un sistema e una cultura, e serve l’impegno di tutti, senza cercare facili capri espiatori.

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  4. pgd

    Donne avverse

    L’altra metà del cielo
    ci lasciò stupefatti
    quando fu tolto il velo
    che nascondeva i fatti.

    Era storia indegna
    che tutti colpì violenta
    e sommerse di vergogna
    l’intelligenza intenta.

    Nudo lui, loro spoglie,
    il nuovo imperatore
    si era tolto le voglie
    di maturo fornicatore.

    Pareva il baccanale
    di privata pertinenza,
    era invece penale
    in attesa di sentenza.

    Da molte non si attese
    per dire, “Ferme non stiamo,
    maschi e donne comprese,
    per la dignità un richiamo”.

    Imponente la protesta,
    donne e maschi compresi,
    ma inattesa poi resta
    d’alcune i nervi tesi.

    Ostinata la difesa
    è per l’imperatore,
    per loro è vil pretesa
    parlare di battone.

    “La dignità è diversa
    da quel che voi pensate
    e non è cosa perversa,
    se sono ben pagate”.

    E’ strano il bel paese
    dove l’unica morale
    per le donne avverse
    è sotto lo stivale.

    pgd

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