23 settembre 2018

Se la crisi colpisce economia e ambiente. A Firenze per capirne di più

image_pdfimage_print

di Alessandro Bezzi per l’Altracittà

Crisi economica e crisi ambientale sono problemi correlati, risolvibili solo acquistando una maggiore consapevolezza, per affrontare una transizione necessaria prima di esaurire le risorse dell’ambiente. Nuove pratiche quotidiane ed una maggiore attenzione alle scelte (come cittadini e come consumatori) sono i suggerimenti emersi dall’incontro “Economia e Ambiente: due facce della stessa medaglia”, organizzato da Così è se ci pare in collaborazione con l’AUCS (Associazione Universitaria Cooperazione allo Sviluppo).

L’argomento è stato introdotto da Nicola Doni, docente di Economia dell’Ambiente presso l’Università di Firenze e T. Luzzati, docente di Economia Ecologica presso l’Università di Pisa; ha partecipato e contribuito alla discussione R. Dugini, direttore della filiale di Firenze di Banca Popolare Etica. I relatori hanno illustrato i temi discussi da alcune attuali correnti del pensiero economico, prendendo in esame, principalmente, i rapporti tra produzione della ricchezza, modelli di vita nella società e caratteristiche del mondo naturale.

La correlazione tra economia e ambiente oggi è piuttosto intuitiva, ma fino a 40 anni fa il nesso non solo era estraneo al senso comune, ma anche scarsamente dibattuto dalla comunità scientifica. Oggi la percezione del rapporto si sta diffondendo rapidamente, e l’economia affronta i problemi ambientali considerando la scarsità e la difficile amministrazione delle risorse ambientali.

Per molto tempo gli economisti hanno riflettuto su come gestire al meglio gli “effetti collaterali” del sistema produttivo, come i rifiuti o l’inquinamento (dibattito sulle “esternalità”). Sostanzialmente, ci si chiedeva quali interventi correttivi dovessero essere fatti per correggere questi effetti, senza però affrontare il problema di ridurne l’impatto e rendere più sostenibili i nostri stili di vita. Secondo una semplice metafora, prosegue Doni, per caricare una barca di alcuni mattoni, conviene distribuirli su tutta la superficie piuttosto che su un solo lato, ma se i mattoni sono troppi (e il peso insostenibile), la barca affonderà comunque.

Luzzati ha proposto alcuni modelli teorici sviluppati da vari economisti che si inseriscono nella corrente detta Economia Ecologica. Un aspetto centrale di tale prospettiva è che l’ ambiente fisico ha determinate caratteristiche, risponde a precise leggi ed è finito. Se riconosciamo che per incrementare la ricchezza bisogna manipolare materie presenti in quantità scarsa e degradare in certa misura l’ambiente, allora la prospettiva dovrà trasformarsi: non più la ricerca di una crescita esponenziale di ricchezza ma di una ricchezza “qualitativamente buona”, non necessariamente “disinteressata”, ma piuttosto “lungimirante”.

La mancanza di tempo per rielaborare il continuo flusso di informazioni a cui siamo sottoposti ha prodotto uno scollamento dalla realtà e una grave perdita del senso del limite, inducendo gli uomini a compiere clamorose irrazionalità individuali e collettive.

Senza pensare al fatto che, in assenza di rigide regolamentazioni, le imprese in concorrenza faranno di tutto per massimizzare il proprio profitto, scaricando quanto più possibile i costi sull’ambiente e sui propri lavoratori. La stessa “responsabilità sociale” adottata negli ultimi anni da moltissime industrie è una precisa scelta di mercato verso un nuovo target disposto a spendere di più per un prodotto che si differenzia per ragioni etiche; in questo modo il sacrificio di un prodotto più caro (ma più “giusto”) viene scaricato esclusivamente sul consumatore.

Secondo entrambi i relatori un radicale mutamento di rotta dell’attuale modello economico dominante non solo è necessario, ma inevitabile, sarà nostro compito accompagnare questa trasformazione in modo da renderla meno drammatica.

La prossima iniziativa organizzata dal Così è se ci pare sarà una due giorni dedicata all'”Impatto ambientale delle scelte alimentari”, e si terrà sabato 5 e domenica 6 marzo alle 17, alla palestra Kosen (via Confalonieri 20, zona Cure). Parallelamente agli incontri-dibattito si terrà anche una serie di proiezioni presso il Circolo Gada in Via de’Macci 11: il prossimo appuntamento sarà martedì 22 alle ore 21 con la seconda lezione “animali istruzioni per il non uso” del Prof. Lombardi Vallauri e la proiezione de documentario Our Daily Bread.

Per informazioni: www.facebook.com/cosiesecipare
cosiesecipare@gmail.com

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *