Se i cattolici disobbediscono. Staminali, Aids, fecondazione assistita: vince l'amore per il prossimo

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di Vito Mancuso

Dieci anni fa Pietro Prini pubblicò un libro che fece scalpore: Lo scisma sommerso (Garzanti). Oggi Riccardo Chiaberge, direttore del supplemento domenicale del Sole 24 Ore, ripropone il medesimo sostantivo ma senza aggettivi: Lo scisma. Cattolici senza papa (Longanesi). In effetti il Codice di diritto canonico qualifica lo scisma proprio così, come «rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice», e lo sanziona con la scomunica latae sententiae. Ma cosa sta succedendo perché uno dei più profondi filosofi cattolici quale fu Prini e uno dei più acuti giornalisti qual è Chiaberge giungano a usare un termine tanto impegnativo? Né sono i soli, si veda anche Piero Cappelli, Lo scisma silenzioso (Gabrielli) e Per un cristianesimo adulto, 28 interviste a cattolici poco obbedienti a cura di Giorgio Pilastro (Abiblio).

Chiaberge racconta cattolici che non fanno dell´obbedienza al papa il carattere distintivo della loro fede, ma che neppure praticano una disobbedienza preconcetta che ancora li definirebbe (seppure in negativo) in funzione del potere papale. La loro fede semplicemente non si definisce in rapporto al papa ma a qualcosa per loro di più importante: l´amore per il mondo. Non coltivano volontà scismatiche, perché l´obiettivo non è la Chiesa con le sue strutture, ma il mondo e la sua giustizia. Il clericalismo è superato, la laicità pienamente affermata: il banco di prova della fede sono le strade e i laboratori del mondo. Ecco perché questi cattolici, continuando a dichiararsi tali, non temono di infrangere la dottrina ecclesiastica quando la vedono come un ostacolo al bene del mondo.

Così c´è suor Maria Martinelli, medico e missionaria in Africa, che spiega tutti i metodi di prevenzione dell´Aids, condom compreso, perché si ha «il dovere morale di non trasmettere l´infezione»; c´è Giorgio Lambertenghi Deliliers, presidente dei Medici cattolici di Milano, che sostiene la donazione alla ricerca degli embrioni congelati e apprezza le aperture di Obama al riguardo; c´è Elisa Nicolosi della Mangiagalli di Milano che è orgogliosa dei 250 bambini che con la fecondazione assistita ogni anno nascono nel suo ospedale; c´è don Luigi Verzé, fondatore del San Raffaele, che proclama che «nulla e nessuno può fermare la ricerca»; c´è Elena Cattaneo che lavorando sulle staminali embrionali dice che «più guardo queste cellule più si rafforza la mia fede che il dono della vita vada speso per ridurre le sofferenze». La situazione è riassunta da don Virginio Colmegna, direttore della Casa della Carità di Milano: «Non c´è nessun dogma da consegnare sulle verità morali, c´è una grande ricerca».

Uno scisma vero e proprio quindi? In realtà la categoria “scisma” è inappropriata per questa tensione spirituale, del tutto diversa da quella che portò allo “scisma d´oriente” del 1054 tra Roma e Costantinopoli dividendo cattolici e ortodossi, o da quella che dal 1378 al 1417 produsse il “grande scisma d´occidente” con ben tre papi in contemporanea. Allora l´oggetto del contendere era il potere all´interno della Chiesa, oggi è il corretto rapporto col mondo. Il potere ecclesiastico lo si lascia volentieri a chi lo detiene, e nella vita concreta si fa ciò che indica la luce della coscienza al fine di produrre il massimo di bene e di giustizia, senza per questo cessare di ritenersi cattolici, anzi pensando così di esserlo veramente. Né il potere papale ha la possibilità di impedirlo, come avveniva nel passato con il ricorso alla violenza. Ulrich Beck, docente di sociologia a Monaco di Baviera e a Londra, nel libro Il Dio personale (Laterza) descrive una ricerca spirituale strettamente individuale che attraversa con vivacità tutta l´Europa. Un Dio “fai da te” quindi, un sincretismo che si crea un credo e una morale a proprio uso e consumo? C´è molto di più.

C´è soprattutto, scrive Beck, «una religione nella quale l´uomo è sia credente sia Dio». Non siamo lontani dal dispiegamento dell´idea teologica principale di Gesù: non c´è amore per Dio se non come amore per l´uomo. Oggi non è più concepibile una mano che si alzi per colpire nel nome di Dio, neppure se il papa, com´è avvenuto in passato, dovesse assicurare che “Dio lo vuole”. E diventa sempre meno concepibile una mano che nel nome di Dio si rifiuta di curare i sofferenti con tutti i possibili strumenti, per esempio impedendo la ricerca sulle staminali embrionali o boicottando l´uso del preservativo. Oggi l´unico Dio accettabile è il Dio che sta totalmente e concretamente dalla parte dell´uomo. E con ciò non siamo lontani dal centro del cristianesimo: l´incarnazione di Dio. Forse sarebbe opportuno che qualcuno nei sacri palazzi iniziasse a leggere con più attenzione e con più amore ciò che Gesù chiamava “segni dei tempi”.

Fonte Repubblica

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