Scuola, un taglio ai diritti

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Una delle conseguenze della riforma scolastica di questo Governo e della finanziaria Tremonti, sarà il drastico taglio, a partire dal prossimo anno, di migliaia di cattedre sul sostegno all’handicap nelle scuole di ogni ordine e grado.
A tale proposito abbiamo chiesto un parere all’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Firenze Daniela Lastri.

Cosa ne pensa dei tagli che verranno fatti alle cattedre di sostegno per il prossimo anno scolastico?
Purtroppo rientra in una politica più generale di tagli alla scuola pubblica operati dal Governo Berlusconi e mirati probabilmente al suo progressivo smantellamento. I tagli sul sostegno rischiano poi di vanificare tutto il lavoro iniziato dall’approvazione della Legge 104 e faticosamente portato avanti fino ad oggi.

Quali potrebbero essere le conseguenze?
Sicuramente molti ragazzi disabili, specialmente alle scuole superiori saranno costretti a rimanere a casa senza la possibilità di ricevere quel minimo di istruzione oggi garantito proprio grazie alla legge 104 e di conseguenza agli insegnanti di sostegno.
Si porrà inoltre un grosso problema per le famiglie che dovranno sopperire direttamente a questa carenza, cercando figure competenti che sappiano come operare con i vari tipi di handicap, sia fisici che mentali.

Secondo lei quale alternativa proporrà questo Governo?
Ho l’impressione che andremo verso la proposta di un “bonus” da elargire alle famiglie che in tal modo potranno rivolgersi a strutture private, con il risultato che non tutte potranno permetterselo. Non a caso la legge 104 prevede l’integrazione dei ragazzi disabili nelle scuole pubbliche così da permettere a tutti di poterle frequentare. Tanto più che la piena attuazione della Legge 104 per quanto riguarda l’integrazione scolastica si è avuta soltanto a partire dal 1998, quando il Comune di Firenze ha istituito il “servizio educativo scolastico” nelle scuole di ogni ordine e grado. Sulla legge sta scritto esplicitamente che questo tipo di servizio deve essere complementare agli insegnanti di sostegno, non solo, il Comune di Firenze ha anche attivato un servizio educativo domiciliare e garantisce la fruizione di materiale didattico speciale.

Dunque la riduzione di insegnanti di sostegno cosa comporterà sotto questo profilo?
Lo smantellamento della rete di collaborazione venutosi a creare fra istituzioni scolastiche, Comune e ASL. C’è inoltre da considerare che i tagli alla scuola arrivano contestualmente ai tagli agli enti locali… Il Comune di Firenze farà di tutto non soltanto per mantenere, ma anche per ampliare i servizi educativi rivolti all’handicap ed al disagio anche a costo di grossi sacrifici. Certo è che venendo a mancare una pedina importante come gli insegnanti di sostegno si mette seriamente a rischio il diritto di questi bambini e adolescenti ad una piena integrazione e ad una buona istruzione, diritto conquistato dopo anni di battaglie civili.

A questo punto è legittimo sospettare che nell’ottica neoliberista in cui ormai ci veniamo a trovare, investire risorse su persone considerate “non produttive” sia da qualcuno percepito come uno spreco…

di Massimo Mangani

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