Scoppia il caso Andrea del Sarto. L’Arci se ne lava le mani, il Pd se ne vuole appropriare

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Andrea Del Sarto – Scoppia il caso della storica “Casa del popolo”. “Anche l’Arci se n’è lavata le mani”
Disputa sul circolo, si va in tribunale
Denunce di irregolarità nel rinnovo del consiglio: “Il Pd se ne vuole appropriare”

di Duccio Tronci

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Una tessera dell'Arci

FIRENZE – Una disputa a suon di carte bollate. E’ quella che si preannuncia all’Andrea Del Sarto di Firenze, che sorge in via Manara, nella zona di San Salvi. Uno dei circoli storici di Firenze (fu fondato nel 1897), è anche fra quelli con il maggior numero di soci. Mercoledì scorso si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio. Che per metà dei consiglieri uscenti sono irregolari. Secondo loro “i partiti stanno cercando di escludere l’Arci e di utilizzare la casa del popolo ad uso e consumo di Partito Democratico, Comunisti Italiani e Sinistra e Libertà”. Motivo per cui hanno presentato al tribunale di Firenze una richiesta di annullamento delle elezioni (provvedimento d’urgenza sancito dall’art. 700 del codice civile).

A denunciare la storia è Arrigo Orioli, uno dei consiglieri che contestano le elezioni: “Dal 1999 le urne sono sempre state aperte ammettendo al voto tutti i tesserati Arci con il timbro dell’Andrea Del Sarto – spiega – ma questa volta l’altra metà del consiglio (presidente compreso) ha iscritto come nuovi soci altre persone per farle votare”. Secondo lo statuto dell’Arci – definita “un’associazione di promozione sociale autonoma e pluralista” – i nuovi soci devono essere presentati da due consiglieri. Ma il consiglio, decaduto dallo scorso 28 gennaio, non avrebbe potuto ratificare i nuovi ingressi. Mercoledì 31 marzo, dunque, sarebbero stati 142 i votanti dalle 16 alle 23. “Si è anche ridotto l’orario per evitare che più persone potessero votare – ha aggiunto Orioli – è chiaro che queste azioni sono state portate avanti per far votare queste persone rinnovando il consiglio ad uso e consumo dei partiti. Noi vogliamo solo che il circolo mantenga la sua natura e le sue attività al di là degli interessi delle varie formazioni. Il problema è che l’Arci se ne è lavata le mani di questa storia”. In sostanza, secondo i contestatori, l’Arci non starebbe facendo nulla per far votare tutti i tesserati Arci ed impedire che il Pd, insieme alle altre formazioni con cui si è accordato, faccia proprio il circolo escludendo i consiglieri “non allineati”. Proprio qualche mese fa il consiglio comunale di Firenze ha approvato una mozione presentata dalla commissione cultura di Palazzo Vecchio per “salvaguardare l’Sms Andrea Del Sarto, la sua identità, la sua valenza storica, le sue attività culturali”, definita “un punto di riferimento importante per le attività sociali e culturali del quartiere e della città di Firenze”. L’atto arrivò dopo che il circolo aveva rischiato lo sfratto, in seguito ad una causa per gli affitti pregressi avviata dal Ministero delle finanze nel 1998.

Fonte Nuovo Corriere di Firenze

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