"Scappi dal terremoto? Perdi il lavoro". L'inaccettabile ricatto del Maggio Fiorentino

image_pdfimage_print

Non solo arte... ma anche vendita di scarpe. La sovrintendente Colombo a Tokyo per il brand Salvatore Ferragamo
Non solo arte... ma anche vendita di scarpe. La sovrintendente Colombo a Tokyo per il brand Salvatore Ferragamo

di Osvaldo Sabato per l’Unità

Ora che pare si sia messa in moto la macchina del rientro a Firenze di una parte della comitiva del Maggio, l’attenzione si è spostata sulle presunte pressioni fatte dalla soprintendente Francesca Colombo a quei dipendenti dell’Ente lirico che volevano lasciare il Giappone dopo il terribile terremoto della settimana scorsa. La soprintendente del Maggio durante un assemblea durata oltre sei ore nel Grand Prince New Takanawa Hotel aveva addirittura prefigurato «l’abbandono del posto di lavoro» per chi avesse preso un aereo per fare rientro a casa.

In questi giorni di polemiche infocate e di duri faccia a faccia fra il sindaco di Firenze Matteo Renzi e i familiari dei componenti del Maggio per come è stata gestita tutta la vicenda, questo aspetto sindacale (l’invito a non andare via altrimenti si sarebbe trattato di un abbandono del posto di lavoro) è passato in secondo piano. Ma è bastata la testimonianza di una violinista appena tornata a Firenze per riportare a galla l’intera vicenda.

Ma è vero che la Colombo ha minacciato di licenziamento i presunti “fuggiaschi”?. Una prima conferma diretta giunge dalle parole di Aurora Manuel (violinista con contratto a tempo indeterminato) che all’Unità afferma: «Sì, l’ho sentita ed ha anche detto che non sarebbe bastato un certificato del dottore per riprendere a lavorare». È la conferma che quello della Colombo sarebbe stato più di un invito. «Mi è sembrato di capire che anche con il certificato c’era il rischio di perdere il posto, infatti, alcuni miei colleghi con il biglietto per partire la mattina dopo, non l’hanno fatto per perché avevano paura di perdere il lavoro» aggiunge la violinista del Maggio.

Naturalmente ad essere particolarmente sensibili all’avvertimento del soprintendente Colombo erano i musicisti e gli altri dipendenti assunti a tempo determinato. «Questo per me è una specie di ricatto. Io ho un contratto a tempo indeterminato, una certa garanzia ce l’ho, ma non so se basta» conclude Aurora Manuel con il tono preoccupato per il suo rientro anticipato. Nei giorni più caldi, l’invito non era passato inosservato tanto che un lavoratore del Maggio, sentito il suo legale, aveva addirittura messo in mora sia il sindaco, che la soprintendente appellandosi al Codice civile e all’articolo 9 dello Statuto dei lavoratori.

Su tutta la vicenda la Cgil non aveva risparmiato critiche alla Colombo, definendo «inaccettabili le pressioni e le minacce, più o meno velate, effettuate nei confronti dei dipendenti presenti in Giappone, sulla responsabilità che si assumono se decidono di chiedere di rientrare, e sugli eventuali provvedimenti che potrebbero essere instaurati. Questo è provocatorio ed irresponsabile».

Su tutta la vicenda è più cauto il commento del presidente provinciale, Andrea Barducci: «Le affermazioni della soprintendente Colombo, le considero inopportune» commenta «da parte dei responsabili nei momenti di estrema gravità, come quelli vissuti a Tokyo, deve scattare il principio di prudenza. Dopo quello che è successo: oltre alla paura del terremoto c’è anche l’allarme nucleare, la decisione più saggia è di tornare tutti a casa, di allontanarci da una situazione pericolosa».

La Provincia di Firenze è fra i soci fondatori del Maggio Musicale Fiorentino e rispetto alle parole della Colombo (per chi va via potrebbe essere configurato l’abbandono del posto di lavoro) chiederà alla soprintendente di chiarire il senso delle sue affermazioni. «Non posso dare giudizi senza conoscere esattamente la situazione» spiega l’ex sindaco Mario Primicerio nella sua qualità di componente del cda del Maggio. «Direi che in questo momento la cosa più importante è mantenere la compattezza di tutto il gruppo, perché non era facile fare delle scelte. A questo punto non si fanno scelte individuali, la scelta deve essere collettiva».

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *