13 novembre 2018

Sanatoria, “truffati tantissimi stranieri”. Domani manifestazione a Milano

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Sanatoria, “truffati tantissimi stranieri”
Hanno pagato migliaia di euro, ma non possono sporgere denuncia, pena l’arresto e l’espulsione perché irregolari. Domani 5 giugno manifestazione a Milano
MILANO – “Almeno 25 lavoratori stranieri sono venuti direttamente per raccontarci di essere stati truffati”. Una stima, quella di Edda Pando, dello sportello immigrazione Arci, che però non tiene conto di quanti chiedono informazioni per “gli amici” o di chi, per timore, non denuncia nemmeno alle associazioni la truffa subita. Anche al Naga, lo stesso problema: “Tantissimi stranieri sono stati truffati durante la sanatoria dello scorso settembre”. Truffati per migliaia di euro, ma non possono sporgere denuncia, pena l’arresto e l’espulsione perché irregolari. È uno dei volti della “sanatoria truffa” che il movimento Primo Marzo, insieme e in sostegno al Comitato nazionale immigrati denuncia con una manifestazione in programma sabato 5 giugno a Milano (ritrovo in piazza Cordusio, ore 15).
Avere un’idea delle reali dimensioni del fenomeno, però, è impossibile. Le cifre estorte sono esorbitanti: raramente scendono sotto i 2 mila euro, ma possono arrivare fino a 6 mila euro e oltre. E gli stratagemmi messi in atto dai truffatori, molto fantasiosi (vedi lancio successivo). “Le truffe rimangono sotto silenzio, nessuno ne parla -spiegano dal Naga-. Ci sono storie di un’ingenuità incredibile: molti di questi ragazzi sono stati abbagliati dal miraggio di una regolarizzazione e, in buona fede, si sono fidati”. A monte, la disperazione di chi, dopo anni di lavoro in Italia, non era riuscito a mettersi in regola: la sanatoria per colf e badanti rappresentava l’unica possibilità di mettersi in regola. L’ultima possibilità prima dell’entrata in vigore del reato di clandestinità.
Durante la manifestazione contro la “Sanatoria truffa” verrà richiesta la concessione del permesso di soggiorno per chi ha fatto domanda di emersione nella sanatoria 2009. “La regolarizzazione riservata solo a colf e badanti ha permesso che si creasse un mercato nero di vendita di documenti falsi e di prestanomi per il permesso di soggiorno -denuncia Edda Pando-. Sono anni che non si fa una sanatoria e, per i lavoratori stranieri irregolari residenti in Italia da tanto tempo, non c’era altra alternativa”. Per i promotori della manifestazione l’ultima regolarizzazione ha dimostrato che “non sono gli stranieri che vogliono rimanere nella ‘clandestinità’ ma che, appena il governo offre una possibilità, cercano di mettersi in regola”. Per questo motivo urge una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati.
Mentre, per i lavoratori che sono stati truffati ma che non possono sporgere denuncia senza rischiare l’espulsione “chiediamo che possano denunciare la truffa subita ed essere regolarizzati per il lavoro che svolgono -aggiunge Francesca Terzoni, Primo Marzo-. Sono persone integrate, che in molti casi vivono in Italia da anni”. Infine, i promotori della manifestazione, chiedono un occhio di riguardo per i lavoratori stranieri colpiti dalla crisi economica e che, avendo perso il posto di lavoro, rischiano di scivolare nuovamente nella clandestinità e chiedono il prolungamento del permesso di soggiorno di almeno due anni per chi ha perso il lavoro. Tra le altre richieste, la concessione del permesso di soggiorno a chi è costretto a lavorare in nero e l’abolizione del reato di clandestinità.

Fonte: Redattore sociale

Hanno pagato migliaia di euro, ma non possono sporgere denuncia, pena l’arresto e l’espulsione perché irregolari. Domani 5 giugno manifestazione a Milano

MILANO – “Almeno 25 lavoratori stranieri sono venuti direttamente per raccontarci di essere stati truffati”. Una stima, quella di Edda Pando, dello sportello immigrazione Arci, che però non tiene conto di quanti chiedono informazioni per “gli amici” o di chi, per timore, non denuncia nemmeno alle associazioni la truffa subita. Anche al Naga, lo stesso problema: “Tantissimi stranieri sono stati truffati durante la sanatoria dello scorso settembre”. Truffati per migliaia di euro, ma non possono sporgere denuncia, pena l’arresto e l’espulsione perché irregolari. È uno dei volti della “sanatoria truffa” che il movimento Primo Marzo, insieme e in sostegno al Comitato nazionale immigrati denuncia con una manifestazione in programma sabato 5 giugno a Milano (ritrovo in piazza Cordusio, ore 15).

Avere un’idea delle reali dimensioni del fenomeno, però, è impossibile. Le cifre estorte sono esorbitanti: raramente scendono sotto i 2 mila euro, ma possono arrivare fino a 6 mila euro e oltre. E gli stratagemmi messi in atto dai truffatori, molto fantasiosi. “Le truffe rimangono sotto silenzio, nessuno ne parla -spiegano dal Naga-. Ci sono storie di un’ingenuità incredibile: molti di questi ragazzi sono stati abbagliati dal miraggio di una regolarizzazione e, in buona fede, si sono fidati”. A monte, la disperazione di chi, dopo anni di lavoro in Italia, non era riuscito a mettersi in regola: la sanatoria per colf e badanti rappresentava l’unica possibilità di mettersi in regola. L’ultima possibilità prima dell’entrata in vigore del reato di clandestinità.

Durante la manifestazione contro la “Sanatoria truffa” verrà richiesta la concessione del permesso di soggiorno per chi ha fatto domanda di emersione nella sanatoria 2009. “La regolarizzazione riservata solo a colf e badanti ha permesso che si creasse un mercato nero di vendita di documenti falsi e di prestanomi per il permesso di soggiorno -denuncia Edda Pando-. Sono anni che non si fa una sanatoria e, per i lavoratori stranieri irregolari residenti in Italia da tanto tempo, non c’era altra alternativa”. Per i promotori della manifestazione l’ultima regolarizzazione ha dimostrato che “non sono gli stranieri che vogliono rimanere nella ‘clandestinità’ ma che, appena il governo offre una possibilità, cercano di mettersi in regola”. Per questo motivo urge una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati.

Mentre, per i lavoratori che sono stati truffati ma che non possono sporgere denuncia senza rischiare l’espulsione “chiediamo che possano denunciare la truffa subita ed essere regolarizzati per il lavoro che svolgono -aggiunge Francesca Terzoni, Primo Marzo-. Sono persone integrate, che in molti casi vivono in Italia da anni”. Infine, i promotori della manifestazione, chiedono un occhio di riguardo per i lavoratori stranieri colpiti dalla crisi economica e che, avendo perso il posto di lavoro, rischiano di scivolare nuovamente nella clandestinità e chiedono il prolungamento del permesso di soggiorno di almeno due anni per chi ha perso il lavoro. Tra le altre richieste, la concessione del permesso di soggiorno a chi è costretto a lavorare in nero e l’abolizione del reato di clandestinità.

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