Sana e robusta

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Diritti sociali realmente vincolanti, rafforzamento della democrazia, no all’Europa-fortezza, un riferimento esplicito alla pace, nessuna soggezione pregiudiziale alla religione cristiana. Ecco quello che il movimento dei movimenti vorrebbe veder scritto nella costituzione europea. L’elenco è del giurista Luigi Ferraioli, intervenuto nella conferenza sulla Carta di Nizza ed il processo costituente europeo, stamattina, 8 novembre, all’interno del Forum sociale europeo. Nel momento in cui l’Europa sta scrivendo la sua (nostra) costituzione, nell’indifferenza quasi generale dell’opinione pubblica, vedere convegni così partecipati e così pieni di gente di tutti i tipi, qui al Forum Sociale, sorprende e fa pensare. ‘Siamo noi che stiamo colmando realmente il deficit di democrazia dell’Unione – ha detto Ferraioli – Questa è la più grande discussione di massa sul processo costituente da quando la Convenzione europea ha iniziato i suoi lavori’. Entusiasmo, voglia di fare, ma anche idee ben chiare nella testa, dunque. Perché il rischio che la Carta di Nizza (che, per quanto perfettibile, contiene i diritti fondamentali riconosciuti dai Paesi europei) sia estromessa nei fatti dalla costituzione è ben chiaro a tutti. La possibilità che diventi un protocollo aggiuntivo, una sorta di allegato,è già stata prospettata a livello istituzionale e politico. Una prospettiva che toglierebbe ogni forza vincolante all’enunciazione dei diritti fondamentali. Ma non è solo sui diritti che si concentra l’attenzione dei partecipanti al Forum. Se le istituzioni non sono democratiche, non c’è diritto che tenga: le decisioni vengono prese al di fuori di ogni controllo. Per questo una reale democratizzazione delle istituzioni europee, che restituisca non solo rappresentatività ma anche potere reale al Parlamento, diventa la seconda esigenza fondamentale. Diritti e democrazia sono i cardini della questione. A fianco, il no alla guerra, che discende dalla storia e dall’identità stessa dell’Europa, nata per garantire la pace dopo le grandi guerre. Il no alla pregiudiziale del Cristianesimo, per la laicità, nel nome dell’origine illuministica dell’idea europea. Il no all’Europa-fortezza, perché non ha senso rifondarsi sull’esclusione sociale e riaffermare i diritti ‘universali’ solo per i cittadini di una parte del mondo. Gli altri interventi della conferenza si sono mossi su questa stessa lunghezza d’onda. ‘I nostri amici dell’Asia, dell’Africa, dell’America latina sono molto attenti a quello che sta succedendo con la costituzione europea – ha aggiunto il rappresentante portoghese, dell’università di Coimbra – Sono molto attenti e ci chiedono alcune cose. Di non separare la lotta per i diritti sociali dalla lotta contro la guerra. Di democratizzare le istituzioni e rispettare le differenze. Di non chiuderci in una fortezza per proteggere il nostro benessere. Di non abdicare il potere degli Stati in favore del potere economico.’ È con questi impegni e con la volontà di incidere sui processi in atto, che si sta muovendo il Forum sociale, questo ‘primo embrione della società civile europea’, per citare di nuovo Ferraioli. Con la consapevolezza che i tempi stringono e le cose da fare sono tante.

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