San Salvi. Ecco le proposte per salvarlo dalla speculazione di Comune e Asl

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Il Parco di San Salvi

di Floriana Pagano per l’Altracittà

Che il parco di San Salvi sia manutenuto ad uso pubblico e sociale: è quello che chiedono il gruppo consiliare perUnaltracittà insieme al all’approssimarsi dell’approvazione del nuovo Piano Strutturale da parte del Comune di Firenze.

San Salvi: Coverciano, quartiere 2, periferia sud di Firenze. L’area è attualmente proprietà dell’Azienda Sanitaria fiorentina. Da tempo ormai, su questa bellissima area verde, incombono progetti di privatizzazione e di speculazione edilizia.

Il Comitato cittadino che si è costituito per la difesa di San Salvi, da anni sostiene che quest’area dovrebbe mantenere una destinazione sociale e collettiva poiché costituirebbe non solo un importante polmone verde per la città ma, recuperando le strutture di quello che una volta era il manicomio, potrebbe diventare un vero e proprio parco della memoria.

Nel Piano Urbanistico Esecutivo del 2007, invece, sarebbe consentito all’Azienda Sanitaria di “smembrare il complesso privatizzandone un terzo a fini di speculazione immobiliare”. Tutto questo con l’assenso del Comune che di fatto, non riconosce quest’area come parte importante del sistema dei parchi cittadini.

Il Comune, secondo quanto sostiene il Comitato a difesa di San Salvi, una volta cambiata la destinazione d’uso, potrebbe acquistare dall’Azienda Sanitaria i numerosi immobili presenti per fare cassa rivendendoli poi ai privati. “Un’operazione speculativa che dovrebbe portare alle casse dell’Azienda Sanitaria 120 milioni e a Palazzo Vecchio gli oneri di urbanizzazione”; peggio ancora di quanto già previsto dal Piano Urbanistico del 2007 che di fatto sancisce la frantumazione e la cessione ai privati di quasi un terzo del complesso. Nessuna garanzia ad oggi sul futuro e sulle reali intenzioni da parte di questa Amministrazione su questa parte della città. San Salvi fa gola ma “se valorizzata come parco, con il giardino attrezzato di Via del Mezzetta ed il recupero dei due ettari del terreno incolto adiacente”, potrebbe invece costituire un grande polmone verde per l’intera città.

Nei documenti che precedono l’approvazione del nuovo Piano Strutturale, afferma la De Zordo, questo parco viene considerato area verde solo quando serve a “dimostrare che questa parte di città non risulta carente di verde pubblico” per poi avvallare operazioni che, come unico obiettivo, hanno di verde soltanto il colore dei soldi.

Approfondimento: <<< Guarda il video in cui Franca Gianoni del Comitato lancia l’allarme >>>

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