13 novembre 2018

San Salvi, case e villette nell’ex manicomio. A gennaio inizia vendita ai privati

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San Salvi, case e villette nell’ex manicomio
In città nasce un nuovo quartiere, all’azienda sanitaria andranno 120 milioni
Accordo tra Asl e Comune
L’area verrà inserita come residenziale nel piano strutturale
Le casse pubbliche contano di intascare i soldi degli oneri di urbanizzazione
MICHELE BOCCI
Un nuovo quartiere per Firenze. Case tra gli alberi, vialetti tranquilli, il centro abbastanza vicino. San Salvi ha un futuro residenziale. Lo hanno deciso ieri Asl e Comune durante un incontro in cui sono stati definiti gli ultimi dettagli dell’operazione che trasformerà tutta l’area da sanitaria ad abitativa. L’azienda diretta dall’ingegnere Luigi Marroni conta di intascare circa 120 milioni, Palazzo Vecchio i soldi che versati per gli oneri di urbanizzazione. Inoltre l’amministrazione darà un nuovo volto ad una zona della città grande 32 ettari.
Ai tecnici dell’azienda il Comune ha dato 15 giorni per presentare le carte, poi San Salvi verrà inserita come area destinata al residenziale nel piano strutturale, il documento urbanistico che individua le funzioni zona per zona ma non i volumi, da stabilirsi successivamente con il regolamento urbanistico. Il piano dovrebbe essere approvato entro settembre ma già durante l’estate verrà reso pubblico e i cittadini potranno fare le loro osservazioni. Se tutto fila liscio, a gennaio dell’anno prossimo la Asl potrà fare i bandi per vendere San Salvi pezzo per pezzo ai privati. A quel punto, chi acquisterà il diritto a costruire dovrà versare a Palazzo Vecchio gli oneri di urbanizzazione. E’ probabile che alcune delle strutture, comunque una piccola parte, vengano destinate ad uffici. Tra l’altro alcune delle palazzine sul lato più vicino a via Aretina sono già di proprietà di Palazzo Vecchio.
Quella di San Salvi sarà la prima grande operazione immobiliare dell’azienda sanitaria di Firenze nell’era Renzi. Produrrà un cambiamento di programma non da poco, e molti mal di pancia tra i dipendenti amministrativi a cui piaceva l’idea di andare a lavorare tra il verde nelle palazzine dell’ex manicomio, ma servirà anche a dare respiro ai conti. La Asl ha infatti bisogno di soldi per integrare i finanziamenti già ottenuti per costruire il nuovo Torregalli. Il progetto è pronto, ma non ci sono ancora tutti i 140 milioni di euro necessari per aprire il cantiere. Sapendo che i soldi arriveranno si può iniziare a programmare l’avvio dei lavori che praticamente ricostruiranno un nuovo ospedale accanto al vecchio mentre questo sarà in funzione.
Ma parte dei soldi ricavati da San Salvi serviranno anche a trovare una nuova sede per gli uffici dell’azienda. Fino all’anno scorso infatti il progetto era quello di portare nell’area dietro piazza Alberti praticamente tutti gli amministrativi (e anche alcune strutture sanitaria) per un totale di circa un migliaio di persone. Anche la direzione dell’azienda doveva trovare qui la sua sede. Dalla fine del 2009 la Asl si è messa a cercare un grande palazzo, da circa 20mila metri quadri, dove poter spostare tutti gli uffici. Ne sono stati già visti alcuni (tra questi l’immobile delle Ferrovie tra viale Lavagnini e via Leonardo Da Vinci, quello Telecom di via Masaccio, quello della Nazione in viale Giovane Italia) ma non sarebbero adatti o comunque costerebbero troppo. Dopo il via libera di ieri l’operazione dovrà essere accelerata, anche se ci vorranno alcuni mesi prima di dover abbandonare le palazzine di San Salvi.
Comune e azienda sanitaria locale hanno altre partite immobiliari in ballo. Ad esempio quella che riguarda l’Iot. Anche per l’ex istituto ortopedico toscano si è pensato ad un cambio di destinazione e ad una possibile vendita. In questo caso si stima di riuscire ad incassare, vista anche la posizione dell’ospedale, sul viale dei Colli, circa 80 milioni di euro. Del resto il sindaco Matteo Renzi a suo tempo aveva chiesto ad azienda e Regione di discutere di tutte le strutture di proprietà della Asl non utilizzate a fini sanitari e con «rilevante peso urbanistico per la città». A partire è proprio la più significativa, sia dal punto di vista dei volumi che da quello simbolico: San Salvi.

di Michele Bocci, da Repubblica

Un nuovo quartiere per Firenze. Case tra gli alberi, vialetti tranquilli, il centro abbastanza vicino. San Salvi ha un futuro residenziale. Lo hanno deciso ieri Asl e Comune durante un incontro in cui sono stati definiti gli ultimi dettagli dell’operazione che trasformerà tutta l’area da sanitaria ad abitativa. L’azienda diretta dall’ingegnere Luigi Marroni conta di intascare circa 120 milioni, Palazzo Vecchio i soldi che versati per gli oneri di urbanizzazione. Inoltre l’amministrazione darà un nuovo volto ad una zona della città grande 32 ettari.

Ai tecnici dell’azienda il Comune ha dato 15 giorni per presentare le carte, poi San Salvi verrà inserita come area destinata al residenziale nel piano strutturale, il documento urbanistico che individua le funzioni zona per zona ma non i volumi, da stabilirsi successivamente con il regolamento urbanistico. Il piano dovrebbe essere approvato entro settembre ma già durante l’estate verrà reso pubblico e i cittadini potranno fare le loro osservazioni. Se tutto fila liscio, a gennaio dell’anno prossimo la Asl potrà fare i bandi per vendere San Salvi pezzo per pezzo ai privati. A quel punto, chi acquisterà il diritto a costruire dovrà versare a Palazzo Vecchio gli oneri di urbanizzazione. E’ probabile che alcune delle strutture, comunque una piccola parte, vengano destinate ad uffici. Tra l’altro alcune delle palazzine sul lato più vicino a via Aretina sono già di proprietà di Palazzo Vecchio.

Quella di San Salvi sarà la prima grande operazione immobiliare dell’azienda sanitaria di Firenze nell’era Renzi. Produrrà un cambiamento di programma non da poco, e molti mal di pancia tra i dipendenti amministrativi a cui piaceva l’idea di andare a lavorare tra il verde nelle palazzine dell’ex manicomio, ma servirà anche a dare respiro ai conti. La Asl ha infatti bisogno di soldi per integrare i finanziamenti già ottenuti per costruire il nuovo Torregalli. Il progetto è pronto, ma non ci sono ancora tutti i 140 milioni di euro necessari per aprire il cantiere. Sapendo che i soldi arriveranno si può iniziare a programmare l’avvio dei lavori che praticamente ricostruiranno un nuovo ospedale accanto al vecchio mentre questo sarà in funzione.

Ma parte dei soldi ricavati da San Salvi serviranno anche a trovare una nuova sede per gli uffici dell’azienda. Fino all’anno scorso infatti il progetto era quello di portare nell’area dietro piazza Alberti praticamente tutti gli amministrativi (e anche alcune strutture sanitaria) per un totale di circa un migliaio di persone. Anche la direzione dell’azienda doveva trovare qui la sua sede. Dalla fine del 2009 la Asl si è messa a cercare un grande palazzo, da circa 20mila metri quadri, dove poter spostare tutti gli uffici. Ne sono stati già visti alcuni (tra questi l’immobile delle Ferrovie tra viale Lavagnini e via Leonardo Da Vinci, quello Telecom di via Masaccio, quello della Nazione in viale Giovane Italia) ma non sarebbero adatti o comunque costerebbero troppo. Dopo il via libera di ieri l’operazione dovrà essere accelerata, anche se ci vorranno alcuni mesi prima di dover abbandonare le palazzine di San Salvi.

Comune e azienda sanitaria locale hanno altre partite immobiliari in ballo. Ad esempio quella che riguarda l’Iot. Anche per l’ex istituto ortopedico toscano si è pensato ad un cambio di destinazione e ad una possibile vendita. In questo caso si stima di riuscire ad incassare, vista anche la posizione dell’ospedale, sul viale dei Colli, circa 80 milioni di euro. Del resto il sindaco Matteo Renzi a suo tempo aveva chiesto ad azienda e Regione di discutere di tutte le strutture di proprietà della Asl non utilizzate a fini sanitari e con «rilevante peso urbanistico per la città». A partire è proprio la più significativa, sia dal punto di vista dei volumi che da quello simbolico: San Salvi.

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