Salviamo le baracche

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C’è sempre stato uno stretto legame tra la Comunità di Base delle Piagge e la Comunità nata a Korogocho, una delle baraccopoli di Nairobi, dove per anni ha lavorato Alex Zanotelli. Più volte persone legate alla Comunità sono state in Kenya e viceversa, facendo poi da “cassa di risonanza” delle attività che stavano nascendo nella baraccopoli: di educazione con i bambini, di aiuto alle mamme e alle donne, di riciclaggio e artigianato.
In quella situazione di degrado e povertà estrema da oltre 10 anni è nato un progetto di riscatto e di liberazione di comunità, un po’ come quello che accomuna coloro che fanno parte della Comunità di Base piaggese. Il progetto si è evoluto e ingrandito tra mille difficoltà, ed è riuscito a coinvolgere un numero sempre maggiore di abitanti delle baracche. Dall’altra parte è diventato sempre più conosciuto qui in Italia.
Questo cammino faticoso ma fertile rischia ora di venir spazzato via dalla politica del governo kenyota, che ha deciso, senza congruo preavviso, senza alcuna proposta di alternativa né risarcimento, ed entro pochi giorni, la demolizione di decine di migliaia di strutture (baracche, scuole, chiese, centri comunitari, cliniche, mercatini, ecc.) che provocherà lo sgombero forzato di oltre 354.000 persone da circa 20 tra i più popolati dei 168 slums di Nairobi.
È stato allora lanciato un appello per attivare l’opinione pubblica italiana ed europea e sostenere la campagna contro le demolizioni in Nairobi: “un piccolo gesto, una piccola goccia che conta molto” come dice Daniele Moschetti, missionario comboniano che vive a Korogocho: “[nell’appello] ci sono dati e proposte concrete per costruire con nonviolenza e grande dialogo una Nairobi e un’Africa diversa, quella della gente comune.”
Ma cosa spinge il governo ad un’azione del genere, a non voler cercare una soluzione alternativa per tutte quelle persone che si ritroveranno, da un giorno all’altro senza nemmeno un tetto sotto cui dormire e in cui tenere le pochissime cose di cui dispongono? Nairobi è città simbolo di un’Africa che sta cambiando velocemente “grazie” o anche “a causa” della globalizzazione. Pochi ricchi e moltissimi poveri. E sono loro che pagano sulla propria pelle le scelte e gli errori di amministratori e politici, che hanno evidentemente altri interessi che portare avanti una politica economica e sociale che cerchi davvero giustizia, verità e solidarietà concrete per tutti.
è triste pensare che la comunanza tra le Piagge e Korogocho va oltre il percorso intrapreso dalle Comunità, ma sembra coinvolgere le politiche amministrative. Non serve infatti spostarsi in un altro continente per assistere alle frequenti demolizioni, senza alternative, delle roulottes nelle nostre baraccopoli: quelle dei rom…
Per approfondire e sottoscrivere l’appello:
http://www.giovaniemissione.it/mondo/campagnanosfrattohome.htm

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