13 novembre 2018

Sabato a Firenze la Rete dei Comitati: "Troppo potere ai Comuni". Otto casi aperti

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Paesaggio, dossier Comitati «Troppo potere ai Comuni» Da Campiglia a Castelfalfì, otto casi. E un accusa
Questa volta non sarà come in passato. Le elezioni, un nuovo presidente della Regione, Enrico Rossi, un nuovo assessore all’urbanistica Anna Marson (e le relative dichiarazioni di discontinuità con la passata gestione Martini-Conti) hanno alimentato la fiducia della Rete dei comitati per la difesa del territorio promossa, tra gli altri, dal professor Alberto Asor Rosa. Questa la linea, questo quello che dirà lo stesso Asor Rosa sabato alla conferenza regionale dei comitati che si terrà a Firenze, al Circolo dell’Affratellamento. Fiducia sì, ma anche la consapevolezza che problemi, scheletri, ecomostri, grandi infrastrutture e erosione del territorio sono temi più che attuali in Toscana, come dimostra il recente caso del regolamento urbanistico di Campiglia Marittima (Venturina) e Suvereto. Ci sono processi, scelte già fatte — casi sentinella finiti nel dossier della Rete dei Comitati — su cui probabilmente non si potrà far più nulla, mentre per altri Asor Rosa e i comitati sperano in un segnale dalla nuova giunta regionale.
«La rinnovata affermazione del centrosinistra in Toscana è stata accompagnata da qualche sensibile segnale di cambiamento — spiega Asor Rosa — ne prendiamo atto per lavorarci sopra, con l’obiettivo di sconfiggere le scelte che hanno già fatto fin troppo male alla Toscana». Il banco di prova è la riforma del Piano integrato territoriale su cui i comitati chiedono un’inversione di marcia: rafforzamento dei poteri della Regione rispetto ai Comuni che con i regolamenti rischiano di far saltare il banco dei piani strutturali. Più severità e controlli rispetto a quanto avveniva in passato, dice il segretario della Rete Sergio Morozzi (del comitato di Bagno a Ripoli), «quando la linea tracciata dall’ex assessore al territorio Riccardo Conti era quella di lasciare troppa autonomia ai Comuni». Ecco il dossier.
Castelfalfi
II primo caso, illustrato dal vicepresidente della Rete, Paolo Baldeschi, riguarda l’antico borgo medievale nel comune di Montaione, destinato a diventare un grande resort turistico. Un progetto che tiene banco dal 2007, curato da una multinazionale tedesca che vuole realizzare un campo da golf e residenze turistiche. Il Comune sta ancora aspettando i progetti esecutivi per la firma della convenzione. Intanto ecco i numeri diffusi dalla Rete: «1.140.000 metri cubi di nuova edificazione oltre i 230 mila metri cubi esistenti; l’aumento di oltre due volte e mezzo la superficie coperta; 3.100 posti letto aggiuntivi ben oltre i 593 previsti dal piano strutturale tra cui un albergo di 240 posti letto e un villaggio vacanze di oltre 400 posti letto; la creazione di nuovi e piccoli borghi dove oggi ci sono casali isolati; un incremento della superficie del campo da golf da 68 a 162 ettari».
Campiglia Marittima
Nel dossier della Rete non si parla del nuovo Piano strutturale e del regolamento urbanistico che, secondo i comitati, sancisce un incremento non previsto di alloggi. Il caso è meno recente ma sempre attuale, e riguarda la scelta del Comune di costruire una residenza turistica alberghiera alla Fonte di Sotto. Il piano di lottizzazione prevede, secondo il dossier, la realizzazione di 51 appartamenti con un volume di diecimila metri cubi, «modificando l’ambiente naturale di pregio», su una superficie di 25.400 metri quadrati (l’intera Campiglia si sviluppa su 50 mila metri quadrati).
La Tav e la Tirrenica Grandi infrastrutture in Toscana.
Nel mirino il Corridoio Tirrenico, la Lucca-Modena e soprattutto il nodo fiorentino della Tav. Troppi costi e troppi rischi, secondo la Rete: il sottoattraversamento da Campo di Marte a Castello è descritto come un vero e proprio cataclisma per Firenze. I comitati contestano «gli enormi impatti ambientali» sottolineano che «le alternative ci sono».
Porto di Talamone
L’operazione «riqualificazione» del porto è stata rilanciata dal Comune di Orbetello nel 2008 con l’intenzione di realizzare un «porto gioiello» da mille ormeggi per barche dai 14 ai 34 metri, sostituendo sia le strutture esistenti che le barche oggi ospitate. «Una operazione — si legge nel dossier — non solo in contraddizione con gli strumenti di governo del territorio regionali e provinciali, ma incongruente con la realtà stessa di Talamone».
Il caso Serravalle
È molto simile a quanto sta succedendo a Campiglia. Il Comune nell’ottobre 2009 ha deciso la costruzione di un villaggio turistico di circa 25 mila metri cubi sulle colline di Montalbano. «Spacciato come completamento di un parco di pochi ettari — scrive Baldeschi — si trattava di un insediamento che appari-
Donoratico
Un caso, secondo i comitati, ancora aperto. Il progetto prevede la realizzazione, su una duna costiera dove c’è il vecchio Club Mediterranee dismesso dal 2002, di un nuovo villaggio turistico da 750 posti letto, più 350 posti letto che saranno edificati dentro e attorno alla villa Serristori.
Bagnaia
Per il piano di sviluppo turistico nella tenuta di Bagnaia in provincia di Siena, si parla di «65mila metri quadri che si aggiungono ai 9omila esistenti», con «centro congressi e un albergo a cinque stelle» e altri interventi «fra cui un campo da golf di 18 buche con annesso albergo». Secondo i comitati, che riportano un atto firmato dall’allora assessore regionale Conti, l’intera tenuta ha un carattere di «comunità turistica». Alessio Gaggioli ©
La Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio si riunirà sabato a Firenze, al teatro dell’Affratellamento in via Orsini, dalle 10 alle 18.30, per un dibattito sulle politiche ambientali. Oltre al presidente della Rete, Asor Rosa (foto) e all’urbanista Vezio De Lucia, sono attesi l’assessore regionale all’ambiente Anna Marson e il professor Salvatore Settis.

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campo da golf a Castelfalfi

di Alessio Gaggioli, dal Corriere fiorentino

La Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio si riunirà sabato a Firenze, al teatro dell’Affratellamento in via Orsini, dalle 10 alle 18.30, per un dibattito sulle politiche ambientali. Oltre al presidente della Rete, Asor Rosa e all’urbanista Vezio De Lucia, sono attesi l’assessore regionale all’ambiente Anna Marson e il professor Salvatore Settis.

Questa volta non sarà come in passato. Le elezioni, un nuovo presidente della Regione, Enrico Rossi, un nuovo assessore all’urbanistica Anna Marson (e le relative dichiarazioni di discontinuità con la passata gestione Martini-Conti) hanno alimentato la fiducia della Rete dei comitati per la difesa del territorio promossa, tra gli altri, dal professor Alberto Asor Rosa. Questa la linea, questo quello che dirà lo stesso Asor Rosa sabato alla conferenza regionale dei comitati che si terrà a Firenze, al Circolo dell’Affratellamento. Fiducia sì, ma anche la consapevolezza che problemi, scheletri, ecomostri, grandi infrastrutture e erosione del territorio sono temi più che attuali in Toscana, come dimostra il recente caso del regolamento urbanistico di Campiglia Marittima (Venturina) e Suvereto. Ci sono processi, scelte già fatte — casi sentinella finiti nel dossier della Rete dei Comitati — su cui probabilmente non si potrà far più nulla, mentre per altri Asor Rosa e i comitati sperano in un segnale dalla nuova giunta regionale.

«La rinnovata affermazione del centrosinistra in Toscana è stata accompagnata da qualche sensibile segnale di cambiamento — spiega Asor Rosa — ne prendiamo atto per lavorarci sopra, con l’obiettivo di sconfiggere le scelte che hanno già fatto fin troppo male alla Toscana». Il banco di prova è la riforma del Piano integrato territoriale su cui i comitati chiedono un’inversione di marcia: rafforzamento dei poteri della Regione rispetto ai Comuni che con i regolamenti rischiano di far saltare il banco dei piani strutturali. Più severità e controlli rispetto a quanto avveniva in passato, dice il segretario della Rete Sergio Morozzi (del comitato di Bagno a Ripoli), «quando la linea tracciata dall’ex assessore al territorio Riccardo Conti era quella di lasciare troppa autonomia ai Comuni». Ecco il dossier.

Castelfalfi

II primo caso, illustrato dal vicepresidente della Rete, Paolo Baldeschi, riguarda l’antico borgo medievale nel comune di Montaione, destinato a diventare un grande resort turistico. Un progetto che tiene banco dal 2007, curato da una multinazionale tedesca che vuole realizzare un campo da golf e residenze turistiche. Il Comune sta ancora aspettando i progetti esecutivi per la firma della convenzione. Intanto ecco i numeri diffusi dalla Rete: «1.140.000 metri cubi di nuova edificazione oltre i 230 mila metri cubi esistenti; l’aumento di oltre due volte e mezzo la superficie coperta; 3.100 posti letto aggiuntivi ben oltre i 593 previsti dal piano strutturale tra cui un albergo di 240 posti letto e un villaggio vacanze di oltre 400 posti letto; la creazione di nuovi e piccoli borghi dove oggi ci sono casali isolati; un incremento della superficie del campo da golf da 68 a 162 ettari».

Campiglia Marittima

Nel dossier della Rete non si parla del nuovo Piano strutturale e del regolamento urbanistico che, secondo i comitati, sancisce un incremento non previsto di alloggi. Il caso è meno recente ma sempre attuale, e riguarda la scelta del Comune di costruire una residenza turistica alberghiera alla Fonte di Sotto. Il piano di lottizzazione prevede, secondo il dossier, la realizzazione di 51 appartamenti con un volume di diecimila metri cubi, «modificando l’ambiente naturale di pregio», su una superficie di 25.400 metri quadrati (l’intera Campiglia si sviluppa su 50 mila metri quadrati).

La Tav e la Tirrenica Grandi infrastrutture in Toscana.

Nel mirino il Corridoio Tirrenico, la Lucca-Modena e soprattutto il nodo fiorentino della Tav. Troppi costi e troppi rischi, secondo la Rete: il sottoattraversamento da Campo di Marte a Castello è descritto come un vero e proprio cataclisma per Firenze. I comitati contestano «gli enormi impatti ambientali» sottolineano che «le alternative ci sono».

Porto di Talamone

L’operazione «riqualificazione» del porto è stata rilanciata dal Comune di Orbetello nel 2008 con l’intenzione di realizzare un «porto gioiello» da mille ormeggi per barche dai 14 ai 34 metri, sostituendo sia le strutture esistenti che le barche oggi ospitate. «Una operazione — si legge nel dossier — non solo in contraddizione con gli strumenti di governo del territorio regionali e provinciali, ma incongruente con la realtà stessa di Talamone».

Il caso Serravalle

È molto simile a quanto sta succedendo a Campiglia. Il Comune nell’ottobre 2009 ha deciso la costruzione di un villaggio turistico di circa 25 mila metri cubi sulle colline di Montalbano. «Spacciato come completamento di un parco di pochi ettari — scrive Baldeschi — si trattava di un insediamento che appari-

Donoratico

Un caso, secondo i comitati, ancora aperto. Il progetto prevede la realizzazione, su una duna costiera dove c’è il vecchio Club Mediterranee dismesso dal 2002, di un nuovo villaggio turistico da 750 posti letto, più 350 posti letto che saranno edificati dentro e attorno alla villa Serristori.

Bagnaia

Per il piano di sviluppo turistico nella tenuta di Bagnaia in provincia di Siena, si parla di «65mila metri quadri che si aggiungono ai 9omila esistenti», con «centro congressi e un albergo a cinque stelle» e altri interventi «fra cui un campo da golf di 18 buche con annesso albergo». Secondo i comitati, che riportano un atto firmato dall’allora assessore regionale Conti, l’intera tenuta ha un carattere di «comunità turistica». Alessio Gaggioli ©

0 Comments

  1. florio innocenti

    Abito alle pendici del Montalbano e vi assicuro che la costruzione del nuovo villaggio turistico( sic!) di 25000 mc sarà veramente un ecomostro con la perdita di un territorio che è ancora rimasto intatto nonostante la elevata antropizzazione delle province di Piatoia,Prato e Firenze.
    Invece di uno sviluppo turistico che evidenzi le strutture esistenti si costruisce un villaggio che creerà problemi di viabilità,di risorse idriche,di impossibilità per coloro che non saranno nel villaggio di passeggiare nel bosco,ecc.

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