S come scuola, C come casa

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Gara di solidarietà per i migranti somali protagonisti del dossier Altracittà del numero scorso. Nei giorni immediatamente successivi allo sgombero e al trasferimento all’ex ospedale Banti di Montorsoli, grazie all’impegno di alcuni volontari è nato un progetto spontaneo per organizzare per questi ragazzi un corso di italiano. I somali hanno infatti manifestato la necessità di imparare la lingua per trovarsi un lavoro, essendo già in regola con i permessi. A farsi avanti è stata l’associazione Anelli Mancanti di via Palazzuolo, che da tempo organizza corsi per stranieri. L’associazione ha messo a disposizione i propri locali e nel giro di due giorni è stato possibile trovare i 12 insegnanti-volontari necessari per attivare il corso. L’iniziativa vede oggi i somali frequentare assiduamente le lezioni insieme agli altri stranieri. Altri volontari si sono aggiunti in seguito e ciò ha permesso di migliorare la didattica e ampliare gli orari, allestendo un maggior numero di turni per i corsi. Per il resto, i 120 somali che vivono al Banti stanno sicuramente meglio rispetto a ciò che hanno passato a Firenze nei mesi scorsi, ma la struttura è piuttosto fatiscente ed avrebbe bisogno di cure. Un presidio fisso della protezione civile fornisce assistenza e un furgoncino arriva ogni sera con generi alimentari e pasti pronti per la cena. Per il pranzo invece i somali devono recarsi con un bel viaggetto in autobus alla Caritas di via Baracca. Per chi parla già un po’ d’italiano c’è la possibilità di seguire dei corsi di formazione professionale all’I.T.I. di via del Terzolle. Ma il problema più grande resta quello dell’alloggio, soprattutto per chi non è rientrato nella lista stilata ad agosto.
I piani dell’amministrazione comunale, a quanto sappiamo, non vanno oltre la ricerca di un’altra soluzione provvisoria. La situazione è di emergenza per i noti problemi legati alla convenzione di Dublino (vedi Altracittà di settembre), e l’affluenza di profughi, in particolare dalla Somalia, continua.
Ci ritroveremo così come ad agosto, con l’assessore De Siervo attiva solo all’ultimo momento sotto le insistenti pressioni di Unaltracittà/Unaltromondo e Rifondazione Comunista? Intanto la situazione al Banti è sempre più precaria. È molto preoccupante che di nuovo il Comune non sia riuscito a muoversi per tempo e si continui a mettere toppe su un’emergenza umanitaria.

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