Rospi contro ruspe: 1-0

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La “palude delle Piagge” ha rischiato seriamente di sparire. Le minacciose ruspe apparse alla fine di aprile sembravano avere un preciso obiettivo: fare piazza pulita. A che scopo? Per far posto ad un non meglio definito progetto di giardinetto pubblico, come altri ce ne sono nella zona. Almeno queste le indiscrezioni. Per la presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei c’era comunque una pericolosità intrinseca dell’area “…i bambini possono cadere in acqua!” (ma l’area è già recintata!). Il sogno de “l’Altracittà” di vedere sorgere nella zona una piccola riserva naturale ha dunque rischiato di infrangersi.
Vi ricordate la storia della palude? Situata nel tratto di via S. Donnino compreso fra via Nave di Brozzi e via Campania, l’area è stata per molto tempo abbandonata a se stessa, trasformandosi presto nell’ennesimo esempio di degrado del quartiere, e diventando meta preferita per chi non sa proprio dove gettare i cosiddetti “rifiuti ingombranti” e pericolosi.
Nonostante questo, nella zona si sono insediate naturalmente specie di volatili e anfibi che di solito in città non si fanno vive, favorite dalla presenza di un folto canneto e da numerosi alberi che hanno creato un microhabitat per loro ideale. Sentire il canto delle raganelle invece del rombo degli aerei, o vedere il rospo smeraldino anziché i soliti talponi, sono veri e propri eventi per un quartiere come Le Piagge! Per questo la proposta fatta qualche tempo fa da alcuni attivisti del WWF, fare dell’area una piccola riserva lacustre, ci sembrava la più logica. Tanto più che il terreno non è “sorvolato” dai cavi dell’alta tensione (almeno quelli..!). Ma si vede che a qualcuno sembrava più opportuno radere tutto al suolo…
Fortunatamente le ruspe sono riuscite a combinare pochi danni prima che un’energica mobilitazione dal basso riuscisse a bloccarle: un po’ di terra smossa e “appena” qualche albero buttato giù. Sembra che a sospendere i lavori sia stata una delibera dell’assessore all’ambiente del Comune di Firenze Vincenzo Bugliani.
Di sicuro si sa che per ora l’idea di creare un giardino pubblico è stata accantonata. Sulla recinzione di via S. Donnino rimane appeso un cartello con su scritto “riqualificazione ambientale dell’area”.
Adesso è necessario non abbassare l’attenzione su questo lembo di terreno e far capire agli amministratori che riuscire a sentire i profumi e i suoni della natura è una cosa importante, anche per chi abita in una lontana periferia urbana.

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