Romito, maxi intervento immobiliare? Interrogazione a Marson

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fatta di case e negozi da mettere sul mercato".

Ecco la sintesi dell’interrogazione, urgente, presentata ieri da Marco Carraresi
(Udc) all’assessore all’urbanistica della Regione, Anna Marson, dopo l’arrivo, a Palazzo Panciatichi, di un preoccupatissimo documento sindacale (firmato da Stefano Boni, esponente di Fit/Cisl), nel quale si chiede perché non è stata costruita la nuova palazzina per il personale Fs al Romito. E quale strategia ci può essere dietro questa scelta. Tradotto dal sindacalese: c’è il rischio che la decisione di prendere in affitto metà del "palazzo del sonno" del viale Spartaco Lavagnini nasconda l’intenzione dei vertici di Trenitalia di rinunciare a funzioni
importanti a Firenze, con ricadute negative sul personale?

Il sindacato ha lanciato l’allarme in Consiglio regionale perché spetta alla Regione, dunque al presidente Enrico Rossi e all’assessore Marson, pronunciarsi sul destino delle aree ferroviarie dismesse.
Quindi su che cosa potrà essere costruito al Romito ma, di riflesso, anche sull’eventuale cambio di destinazione d’uso dell’immenso palazzo, venduto e riaffittato dalle Ferrovie, che si affaccia su viale Spartaco Lavagnini, su via Leone X e sul viale Strozzi, alla Fortezza: proprio davanti alla vasca dei cigni. Dove i sindacalisti pensano che possa nascere un nuovo albergo. Ma nel documento della Fit/Cisl ci sono anche altri interrogativi. Per esempio sul perché, nel 2009, la proposta del sindacato di collocare tutto il personale nel palazzo di viale Lavagnini, anche se in affitto, non venne presa in considerazione.

E che cosa è cambiato— si chiede Stefano Boni — se tre anni dopo le Ferrovie decidono di trasferire effettivamente tutto il personale nell’unico palazzo?
"Dopo circa tre anni ci hanno dato ragione", scrive Boni. Che subito dopo aggiunge: "Ma non siamo soddisfatti perché sono stati spesi inutilmente circa tre milioni di euro per i locali di via Salvagnoli e altrettanti per viale Lavagnini, in affitti, progetti, consulenze. E soprattutto perché si è perso tempo".
Non basta. La Fit/Cisl ricorda anche "le note indirizzate alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per verificare se gli atti relativi alla vendita del palazzo di viale Lavagnini, da parte di Fs alla società Express Holding e della successiva locazione da parte di quest’ultima alle Fs, siano stati eseguiti nel rispetto della legge e delle regole di buona amministrazione".
E ora, su tutta la questione, che non potrà non avere forti ripercussioni sul futuro urbanistico, dovrà pronunciarsi Marson.

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