24 settembre 2018

Roma, i NoDebito occupano la sede della Commissione Europea

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Gli attivisti No Debito che con un blitz hanno occupato nel primo pomeriggio di ieri la sede della Commissione Europea a Roma, hanno avuto un incontro con il dott. Battistotti, direttore della rappresentanza italiana presso l’Unione Europea ed hanno strappato alcuni impegni precisi.
– il documento sulla Grecia e la piattaforma del Comitato No Debito con lettera di accompagnamento verrà inviata ufficialmente al presidente della Commissione Europea Barroso
– Il dott. Battistotti si è impegnato a promuovere un dibattito ufficiale nella sede italiana della Commissione Europea sulle politiche della Ue e il Fiscal Compact, dibattito al quale ovviamente parteciperanno anche gli attivisti del movimento No Debito.
Il Comitato No Debito non smobilita e dà già appuntamento per venerdi prossimo, 17 febbraio, per una manifestazione di protesta all’ambasciata di Germania (piazza Indipendenza) in occasione della visita della cancelliera tedesca Angela Merkel a Roma.

Qui di seguito il documento consegnato ai funzionari della Commissione Europea.

Solidarietà con il popolo greco

La troika europea, con l’appoggio del governo greco di unità nazionale, esige un nuovo e ancor più feroce piano di austerità per il popolo greco: riduzione brutale dei salari e delle pensioni (-22%, con il
salario minimo che dovrebbe passare da 751 € a 600), soppressione di 15.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, frantumazione del diritto del lavoro. E non basta. Privatizzazione dei servizi pubblici svenduti
per ricavare 4 miliardi e mezzo (con l’impegno a altre e generalizzate privatizzazioni, per arrivare a incassare dalle svendite 50 miliardi entro il 2015), smantellamento del servizio sanitario con il taglio di
1,1 miliardi di farmaci rimborsati dallo stato, distruzione della scuola pubblica. I lavoratori greci sono chiamati ancora a pagare la crisi.
L’immensa maggioranza paga le spese di una politica che non aveva scelto, imposta dai mercati finanziari, dalle banche, dal padronato, sotto l’ala protettrice di Merkel e Sarkozy.
La BCE esige questo piano nell’immediato non tanto per motivi contabili, ma perché, alla faccia della democrazia, teme che nelle ormai prossime elezioni politiche di aprile il popolo greco elegga un parlamento meno asservito ai diktat di Bruxelles e Francoforte.
Quello che accade in Grecia non richiede solo la nostra indispensabile solidarietà per un popolo che non ha alcuna responsabilità per la crisi che si è creata. L’austerità serve a salvare le banche (in particolare
quelle francesi e tedesche) che speculano da anni sul debito ellenico.
Ma la brutalità dell’attacco serve soprattutto a mostrare al resto dei popoli europei quello che li attende, in termini di abbassamento drastico dei livelli di vita. E la protervia con cui non si ascoltano neanche minimamente le massicce, prolungate e dure proteste dei greci serve a scoraggiare in tutti gli altri paesi (prima fra tutti l’Italia) ogni speranza e ogni voglia di resistere alla violenza dell’attacco delle banche.
E il popolo greco non si arrende. Le giornate di sciopero generale si susseguono, con partecipazione crescente. Numerosi ministeri sono occupati dai lavoratori, altrettanto accade in molte aziende e nelle scuole e nelle università. Durante il passato weekend, il parlamento è stato assediato da centinaia di migliaia di manifestati nel tentativo determinato di far sentire la propria voce alle istituzioni ormai commissariate di fatto.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà al popolo greco in lotta. E’ con una lotta su scala europea che i popoli del continente devono ribellarsi contro i piani di austerità.

Comitato No Debito
www.nodebito.it
comitatonazionale@nodebito.it

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