Rom a Quaracchi, il sindaco di Sesto risponde alla Comunità delle Piagge

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Questo il testo della lettera inviata dal sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi a don Alessandro Santoro e alla comunità delle Piagge:

“Carissimi, rispondo solo oggi alla vostra lettera, perché assente da Sesto per alcuni giorni, anche se ho sempre seguito da vicino, insieme ai miei collaboratori, la vicenda. Non nutro alcun dubbio ovviamente sul vostro impegno a favore delle persone attualmente accampate presso l’area di Quaracchi, ma mi limito a rilevare che la vostra lettera mi giunge soltanto nel momento nel quale si sparge la voce di un possibile sgombero.
Vorrei però rispondervi nel dettaglio e totalmente al di fuori da uno spirito di polemica, poco utile in questo come in altri casi. Anche per questo, eviterei di utilizzare come strumento di confronto fugaci dichiarazioni riportate dai giornali e vorrei entrare nel merito, con completezza e senza ansia mediatica, della questione. Mi preme innanzitutto ricordare la solitudine nella quale è stata lasciata la comunità civile e politica di Sesto Fiorentino in questi anni, tanto in occasione della vicenda dell’Osmatex, quanto di quelle della Caserma Donati e del Luzzi. Anche in quei casi si sono alzate grida che hanno riguardato “lo scandalo” dello sgombero, quando e nei casi in cui esso è avvenuto, invece che l’infamia della permanenza in quei luoghi, malsani e pericolosi, di decine di persone. I provvedimenti fin qui emanati dal mio Comune, giova forse ricordarlo, sono volti in primo luogo alla tutela dell’incolumità degli occupanti e di quanti vivono nelle vicinanze dell’area. Da questo intento, e non da altri e più sinistri motivi, essi sono mossi, secondo le prerogative che mi sono attribuite dalla legge ed alle quali non posso e non voglio venire meno. Io faccio, pro tempore, l’amministratore. Ho dei doveri e degli obblighi. Ho inoltre delle convinzioni politiche e morali, che non mi limito a tirar fuori in occasioni di celebrazioni e riti più o meno ufficiali, ma che orientano il mio agire quotidiano, pur nei limiti dell’azione mia come di ciascuno.
Penso che a Quaracchi non possa e né debba vivere nessuno, amianto o non amianto. Penso che chi, anche in buona fede, lasci intendere che quella possa essere una soluzione alla drammatica mancanza di un alloggio commetta un grave errore e si assuma gravi responsabilità. Penso che chi non riesce a trovare né lavoro né casa possa anche, magari con un aiuto, tornare nel paese d’origine. Penso che quando agli enti locali si tagliano i fondi, chi opera nel sociale e nel mondo della solidarietà dovrebbe indignarsi con ugual forza, perché è con quei fondi che la Regione Toscana ha finanziato i progetti d’inserimento degli occupanti del Luzzi, il Comune di Sesto ha potuto mettere a lavorare i propri operatori sociali e le associazioni hanno potuto mettere a disposizione alloggi e progetti. A Sesto sono stati tagliati 1 milione nel 2010, 1,1 milioni nel 2011 e 2 milioni nel 2012. Il resto sono chiacchiere che non aiutano nella soluzione del problema. Su tutto ciò, devo prendere atto di come il silenzio sia assordante. A titolo d’informazione ricordo che il Governo nel ripristinare il 5 per mille alle associazioni del volontariato ha preso i soldi dal Fondo sociale destinato alle Regioni e da queste ai Comuni (200 milioni nel 2011). Così anche queste risorse mancheranno l’anno prossimo. Ed anche su questo mi chiedo: tutto ciò, a chi interessa?
Sesto Fiorentino ha la spesa procapite per il sociale più alta di tutta la Società della Salute Zona Nord-Ovest. A Sesto c’è un Campo Rom con 65 persone di cui circa 25 minori, assistiti con cura, pazienza ed alti costi. Nel nostro Piano strutturale è previsto il trasferimento in un nuovo Campo per il quale sarà necessario circa 1 milione di euro. Ad oggi sono pronti, tra fondi del Comune e fondi della Regione, circa 700.000 euro. Siamo alla ricerca dei restanti. Lavoriamo con un operatore sociale ogni 8000 persone mentre vi è un educatore dedicato ai 65 Rom.

La crisi economica colpisce profondamente anche nella nostra zona ed i primi a perdere il lavoro sono immigrati, in larga parte impiegati nell’edilizia, con famiglia, figli e casa in affitto. A loro, come a tutti i cittadini di Sesto devo il mio impegno prioritario, senza distinzione né di razza né di etnia. È un problema di priorità, perché a noi amministratori è richiesto di far questo, e di farlo alla luce di risorse finite ed in costante diminuzione. La scelta che abbiamo fatto è quella di usare prioritariamente i fondi a disposizione, sempre più esigui, soprattutto a fronte di una domanda crescente, a favore della popolazione residente, tutta, senza distinzioni. Contributo affitti, alloggi Erp, sostegno al reddito, aiuto nel pagamento di bollette, sostegno alla scolarizzazione e altro ancora. Non si tratta di cinismo, ma di responsabilità. Cinici sono tutti quanti ritengono si debba fare tutto per tutti. Perché non è vero, e non lo si può fare. Finché sarò Sindaco non ci sarà un altro campo Rom a Sesto Fiorentino, perché non è giusto e perché non è possibile sostenerlo senza fare torti gravissimi a chi, italiano o immigrato che sia, ha fatto del lavoro, della legalità e dell’integrazione il principale sforzo della propria vita da lungo tempo. Come ho fatto sapere alla Prefettura, alla quale da mesi manifestiamo la nostra disponibilità ad un confronto senza aver ad oggi ottenuto risposta, ho messo a disposizione i posti liberi nel centro d’accoglienza Caritas che il Comune paga per l’emergenza, posti peraltro ormai prossimi alla saturazione, ma non sono disponibile ad accettare il fatto compiuto. Purtroppo io non ho soluzioni. Chi ce l’ha, vere e praticabili però, si faccia avanti senza illudere quelle persone che qualcuno risolverà il problema in nome di qualche buon sentimento. I buoni sentimenti, certo rispettabili, sono diffusi tra molti; le soluzioni, lo dico con grande dispiacere, no. Nonostante quanto detto, scritto e ribadito, anche per la vicenda Osmatex prendo atto che nella vostra lettera si continua a dar credito ad una ricostruzione che non trova riscontro nella realtà dei fatti. Se questo è funzionale a dipingere un fosco ritratto del cattivo Sindaco di Sesto, non discuto il vostro diritto di farlo, ma non ho altro da aggiungere. Se invece avete a cuore una ricostruzione veritiera di quanto accaduto, ancora una volta ripeto che l’area Osmatex è stata sgomberata su iniziativa dell’allora Questore Tagliente e che il Comune di Sesto fu informato, a decisioni prese, poche ore prima. Anche ciò che sta accadendo in questi giorni a Quaracchi non ha visto un nostro diretto intervento né un nostro coinvolgimento. Se questa versione dei fatti, che così si sono svolti, non è di vostro gradimento, non posso, ancora una volta, che prenderne atto, senza aggiungere altro. Capisco anche come sia più facile e di maggior colore, e certo di maggior risonanza, attaccare un Sindaco radicato nei valori della sinistra piuttosto che i rappresentanti del Governo, ma io mi assumo, e per intero, soltanto le responsabilità che ho. Mi limito a ricordare che schierarsi è facile; governare lo è molto meno. Governare senza risorse, meno ancora. Quasi impossibile. Sono ben consapevole che senza persone come voi il mondo sarebbe più povero, meno solidale, più indifeso, meno umano. Ho molta ammirazione e stima per voi, per la vostra attività e per il vostro impegno costante a difesa degli ultimi, stima e rispetto che, anche quando, come adesso, ci troviamo su posizioni differenti, mantengo inalterati, prendendo atto che facciamo mestieri diversi. Cerchiamo di far bene ciascuno il proprio compito, la propria missione, il proprio lavoro. Senza creare false speranze e senza creare illusioni. Apprendo da un lancio di stampa di qualche minuto fa che “La comunità delle Piagge e i nomadi hanno convinto la ditta a non recintare tutta l’area” e che i proprietari attendono un intervento da parte della Polizia di Stato e del Comune di Sesto Fiorentino. Ancora una volta, ribadisco che il Comune di Sesto Fiorentino non può, e non è disponibile, a farsi carico dell’accoglienza delle persone che lì si trovano, pur confermando la piena disponibilità, quando e se saremo chiamati, ad affrontare nel dettaglio la questione nelle sedi istituzionali che a ciò sono preposte”.

0 Comments

  1. Maurizio Sarcoli

    tutti aspettano di esser chiamati: la caritas, i sindaci e la regione. di nessuno è compito. ma chi deve chiamare? Lasciamo stare le palesi menzogne del sindaco Gianassi sulle questioni osmatex e peretola, tanto ormai anche chi si proclama di sinstra ha preso il vezzo (vizio) di cambiare le carte in tavola per autorappresentarsi come vittima e rappresentare gli altri come irresponsabili.
    Allora al ‘povero’ sindaco di sesto giro solo questa domanda: chi ti deve chiamare? berlusconi? Rossi? Renzi? La befana?
    Mi pare che con il gioco del cerino tutti rischiamo di bruciarci, ma specialmente chi non ha neanche il cerino.
    Addio, Maurizio

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  2. mariangela

    il 13 dicembre avevamo chiesto un incontro al sindaco per avere un aiuto non impegnativo per l’amministrazione, a risolvere una piccola parte del problema, una famiglia di giovanissimi con una bimba di due anni. Avevamo la possibilità di comprare una roulotte, e questa sarebbe stata la soluzione a breve ma anche a lungo termine per loro, anche senza corrente elettrica, specialmente in considerazione del fatto che il capofamiglia deve avere un intervento chirurgico e deve stare in un posto pulito fino a guarigione. Non hanno nemmeno pensato di risponderci, ho avuto indicazione di rivolgermi ai Servizi sociali (eh sì..) solo quando ho sollecitato telefonicamente una risposta, i Servizi mi hanno dirottato verso un funzionario della ASF, il Dr. Valdrè che complice la nevicata ho potuto incontrare solo il 21 dicembre. Sembrava capire e sembrava potesse intervenire per trovare dei fondi… ho spiegato che non volevamo soldi ma un “fondo” nel senso di terreno per metterci una roulotte che avremmo comprato noi.. Per avere la risposta forse prevedibile (che ingenuità la nostra!) che “non ci sono posti dove mettere la roulotte”, “non possiamo fare nulla purtroppo” abbiamo dovuto attendere giorni. Insomma il sindaco non è poi stato così perentorio nel diniego, si è preso (lui o chi per lui cambia poco) il divertimento (io lo giudico così) di temporeggiare, tergiversare o mandarci da questo e da quello facendoci perdere tempo prezioso e noi daffare ne abbiamo e tanto! Nel mezzo della cosa ho vissuto un evento personale molto doloroso e con questo funzionario hanno interloquito altri volontari di Sesto e Lastra a S. che non hanno nemmeno la mia cattiva fama, ma la risposta infine è stata quella. Non ho potuto fare una comunicazione per stigmatizzare questo comportamento scorretto e beffardo, avendo altro a cui pensare in quel periodo ma il nostro sindaco non si smentisce mai!
    Comunque cerchiamo ancora un piccolo terreno magari non troppo isolato e vicino a qualche fermata di autobus, anche con un piccolo affitto ovviamente meglio in prestito per un periodo limitato.

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