15 dicembre 2018

Rivoluzione all'Ordine degli Architetti, vincono i giovani: "Basta con le spartizioni". A casa i baroni

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di Marzio Fatucchi

Sono partiti con una lettera appello, e con un blog hanno fatto la rivoluzione. Sono i «giovani» ar chitetti di «Firmiamo la lettera», il documento denuncia sullo stato della professione a Firenze pubbli cato in anteprima dal Corriere Fio rentino lo scorso marzo, che ieri hanno vinto (stravinto) le elezioni del loro Ordine.

Un messaggio di denuncia, quell’appello, dopo che la magistratura aveva messo l’architettura, l’urbanistica fiorentina (e diversi architetti, tra cui anche lo stesso presidente dell’Ordine Riccardo Bartaloni) sotto inchiesta. Ma c’era di più: c’era la sensazione di una cappa per chi arrivava dentro questa professione senza «padrini» o «padroni ». L’assenza di un dibattito alto sull’architettura cittadina e toscana. «A Firenze malcostume e troppe occasioni sprecate», scrivevano.

Da ieri, tocca a loro. Rappresentano tutti i colleghi della provincia. Alle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’ordine, hanno sbaragliato tutte le altre liste, a partire da quella del presidente uscente, che aveva preso il posto di Bartaloni dopo le sue dimissioni, Marco Jodice, «Insieme per la professione».

«Se diventiamo come i vecchi, ditecelo, ci dimettiamo subito, dopo due settimane», scherza David Benedetti, uno dei primi firmatari. Lui, assieme agli alti 13 nella lista, farà parte del prossimo consiglio. Quattordici su quattordici, nessun altro di nessuna altra lista è stato eletto. «È chiaramente la voce della voglia di un completo rinnovamento — ammette un candidato della lista Professione Aperta, Andrea Aleardi — in media, ogni loro candidato ha preso 400 voti: la media dei candidati della seconda lista, dove era candidato il presidente uscente, è stata di 190 voti».

Alla seconda votazione, è stato raggiunto il quorum, un quinto dei 4.700 iscritti. Entreranno in carica il 12 ottobre, ma si sono dati appunta mento domani, come ogni lunedì, alla Limonaia di Villa Strozzi, la sede dei loro primi incontro dove è partita la sfida dei giovani architetti. «In queste riunioni del lunedì abbiamo creato input e dibatto: ci ha premiato. Ha premiato il metodo, questo sistema orizzontale in cui hanno partecipato tutti», spiega Benedetti. È lì che hanno avuto che la loro sensazione che il loro appello era davvero condiviso: «In tanti pensavano che l’Ordine non era tanto un centro di potere, ma solo l’espressione di poteri forti all’interno dell’Ordine stesso». Come è stato possibile vincere così? «Abbiamo riportato gente che non veniva a votare da 20 anni. E, anche se l’Ordine come istituzione non ci piaceva tanto, è nata durante il fascismo per controllare i professionisti, sappiamo che per cambiare dovevamo usare i modelli esistenti».

Architetti «Facce Nuove». Renziani pure voi? «No: c’è differnza tra noi e il renzismo. Durante la sua campagna elettorale ci siamo messi in disparte, non volevamo apparire suoi sostenitori. Ora ci sono molte cose da fare: vogliamo la vorare molto con la Provincia e nella provincia, l’architettura ha bisogno di un territorio vasto. Ci occuperemo di Firenze, ma dobbiamo affrontare anche quello che succede nei piccoli paesini, dove ci sono solo due o tre professionisti che la vorano in esclusiva. Basta, tutti devono lavorare. Vogliamo introdurre il principio del concorso, sempre e comunque, come in Europa. Basta con le spartizioni». E infatti hanno già deciso di andare avanti con la costruzione della nuova sede dell’Ordine: «Può non piacere, ma c’è un professionista che ha vinto una gara. Non butteremo via un concorso fatto, vedremo come gestirlo, non faremo come le am ministrazione che se cambiano colore buttano via i progetti».

[Fonte Corriere Fiorentino]

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