17 novembre 2018

Rifugiati, in vista lo sgombero per via Slataper

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Riceviamo e pubblichiamo

Sono passati appena 6 mesi da quando abbiamo occupato insieme a 100 rifugiati politici somali, eritrei ed etiopi uno stabile precedentemente affittato dalla regione (ma con l’affitto pagato per altri mesi) in via Slataper a Firenze. Siamo stati alcune settimane con questi ragazzi 24 ore al giorno. Ci siamo conosciuti, abbiamo parlato dei loro diritti nel nostro paese e dei loro doveri, abbiamo fatto una tendopoli per farci conoscere dalla città, sgomberata dal sindaco Renzi (tutto documentato sul sito http://kulanka.noblogs.org/), siamo stati cacciati, derubati delle tende e delle poche borse e attrezzature che avevamo dai viglili urbani.

Dopo due settimane di lotta finalmente abbiamo occupato questo stabile, indimenticabili le facce dei ragazzi che tornavano a rilassarsi, quasi a sorridere vedendo un tetto e 4 mura. Sono passati 6 mesi e il Comune e la Regione Toscana guidati da consiglieri di rifondazione comunista, PD/PDL sono pronti lunedi prossimo a chiedere nuovamente lo sgombero, a differenza del proprietario che non ha nessuna fretta di rientrare in possesso dello stabile. In questi mesi abbiamo fatto cortei, iniziative nel quartiere che ha risposto benissimo tanto da portare indumenti per i bambini e gli adulti, letti, cibo, divanetti e materiale vario. Si è mossa tutta la Firenze solidale per far sentire la propria vicinanza partecipando alla tendopoli e aiutandoci in questi mesi nonostante le minacce del comune.

Da mesi chiediamo che il Comune o la Regione si facciano carico della situazione dei rifugiati politici così come obbligati dal trattato di Dublino.

Chiediamo da mesi che una delle tante ex caserme presenti nel territorio fiorentino, pronte ad essere vendute per battere cassa, sia aperta a questi ragazzi. L’obiettivo non è quello di farci un nuovo costosissimo CARA (più simili ad ospedali che a case dove tutto è servito) gestito dal Comune ma quello di far nascere esperienze di autorecupero e di autogestione che non hanno nessun costo per le istituzioni e offrono sicuramente una vita più dignitosa a chi è costretto a scappare per non finire in una guerra che non ha voluto.

Siamo alle porte dell’inverno. Il freddo e l’idea di tornare a dormire sotto i ponti, in tende o in strutture del comune per un mese fanno più paura di 100 manganelli.
Sarà dura ma RESISTEREMO!

Sabato sera 3 dicembre nella struttura di via Slataper cena a buffet Eritrea dalle 20.00 e a seguire musica dal corno d’Africa, siete tutti invitati!

Movimento Lotta per la casa

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