15 dicembre 2018

Rifiuti zero si può: lettera dalla Valdisieve

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Riceviamo e pubblichiamo

Noi cittadini della Valdisieve proponiamo un progetto “rifiuti zero” che sia alternativo al progetto di ampliamento dell’inceneritore di Selvapiana.

La nostra richiesta “rifiuti zero”, definita da alcuni, espressione di grande suggestione, può trovare applicazione pratica ovunque, in alcuni comuni Toscani è una realtà.

Dove vi è l’impegno delle amministrazioni locali per ridurre al minimo la percentuale da avviare allo smaltimento, i risultati vanno ben oltre gli obiettivi che la legge stabilisce.

Se l’attuale livello di raccolta differenziata non raggiunge ancora, a scala regionale, la quota del 45% è perché non vi è un serio impegno, da parte di molte amministrazioni locali, nel raggiungere tale risultato.

Alcuni affermano che se anche arrivassimo al 50% di differenziata ( il che vorrebbe dire fare una pessima raccolta, senza alcuno sforzo e pretesa ) sarebbero comunque necessari impianti di compostaggio di termovalorizzazione e di smaltimento per i rifiuti residui.

Questa  affermazione sarebbe giusta se applicata alla realtà di oggi.

Perché non prendiamo come esempio il centro di Riciclo di Vedelago, http://www.centroriciclo.com/, che operando col criterio:

Differenziazione + Riciclo + Recupero + Riutilizzo, arriva a riciclare il 99 % di rifiuti?

Perché nessuno parla di centro di riciclo, ma echeggiano nell’aria parole tipo “ mega impianti”, “termovalorizzatori”, parola, questa si, dal grande potere suggestivo, che aggira la reale attività di questi impianti: incenerire?

Alcuni affermano che sia necessaria un’ adeguata dotazione impiantistica, che non può prescindere dall’incenerimento.

Alcuni affermano di credere al cambiamento degli stili di vita, ad una riduzione della produzione di rifiuti alla fonte e ad un ulteriore concreto aumento della raccolta differenziata, considerando questi come risorsa.
Alcuni credono molto anche nell’educazione ambientale, sono consapevoli che sia necessario creare la cultura del rispetto dell’ambiente, quale patrimonio comune e cercano di compiere scelte che vanno verso uno sviluppo sostenibile.
Poi nel frattempo, si vedono costretti a sostenere che gli impianti di incenerimento servono, e servono adesso.

Sono convinti che purtroppo soluzioni miracolistiche non esistano.

Alcuni decidono di non guardare laddove già realtà terrene compiono questi miracoli, ma preferiscono girarsi dove l’immondizia ricopre una città, decidono che è meglio usare questo scenario come esempio della situazione attuale anziché un’imprenditrice privata, che ha ricavato guadagno dai rifiuti e ne ha fatta una filosofia di vita ad impatto zero.

Decidono che adesso si debbano costruire inceneritori che risolvano nell’immediato il grande problema dei rifiuti.

Tralasciando l’immediato, sono sicuro che tra pochi anni la raccolta differenziata arriverà a cifre attorno all’80%.

Intanto si saranno costruiti mega impianti termovalorizzatori.

Non saranno presenti nel territorio centri di riciclo adeguati per la mole di materiale da riciclare.

Grazie a scelte avvenute quando si era ancora in tempo per fare la cosa giusta, verranno incenerite migliaia di tonnellate di materia che sarebbe stata pronta per una nuova vita.

Chi pagherà il prezzo saremo noi cittadini con la nostra salute.

Marco Cerini

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