21 settembre 2018

Rifiuti tossici. Camion dalla Toscana per la Terra dei Fuochi

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anche dalla Toscana. La conferma arriva dal testo dell’audizione del collaboratore di giustizia Armando Schiavone, resa nel 1997. Un testo su cui la presidente della Camera Laura Boldrini ha tolto il segreto di Stato durato 16 anni. In quell’audizione, Schiavone ha raccontato come i suoi camion (al pari di altri di società collegate alla camorra) prendevano rifiuti tossici anche dalla Toscana: dalla Provincia di Massa-Carrara, da Santa Croce sull’Arno. I legami che portavano sostanze inquinanti in Campania passavano anche da Pistoia, Arezzo. Come hanno confermato poi almeno 7 inchieste.

Anche la Toscana ha avvelenato la Campania. Il 7 ottobre del 1997 Carmine Schiavone, ex camorrista collaboratore di giustizia e cugino del più noto «Sandokan», si presenta alla Commissione d’inchiesta bicamerale d’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti presieduta da Massimo Scalia con tre documenti. Sono la «prova» che il suo camion, oltre che quelli di molte altre aziende, erano autorizzati a portare rifiuti speciali: solo che invece che in discariche autorizzate, finivano in campi coltivati, in buche che inquinavano falde acquifere. Gli atti sono della Provincia di Massa e Carrara, riguardano anche una ditta di Santa Croce sull’Arno. E afferma: il suo camion (un 190-38 turbo, fa annotare nel corso dell’audizione) è stato a caricare rifiuti speciali «a Massa Carrara e Santa Croce sull’Arno».

«È un singolo camion?» domanda il presidente. «Nella documentazione che ho portato c’è un lungo elenco». «Eravate quindi soprattutto voi che mandavate dei camion a ritirare i rifiuti?». E la riposta è sì: soprattutte due persone che Schiavone indica come gli organizzatori del business che sta uccidendo mezza Campania. Quei rifiuti nocivi partivano dalal Toscana per essere trattati in Campania, dove finivano invece in terreni agricoli. Una situazione che già nel ’97 portava Schiavone a dire: «Tra venti anni saranno tutti morti di cancro» in quel triangolo della Campania chiamato «Terra dei fuochi», perché i rifiuti venivano — a volte — anche bruciati.

Tutto questo emerge dagli atti desecretati dalla presidente della Camera Laura Boldrini su richiesta dei gruppi presenti a Montecitorio, dove Schiavone più volte cita collegamenti con la nostra regione: quando indica i legami di un avvocato che gestiva l’organizzazione: «So che lavorava a Milano, Arezzo, Pistoia, Massa Carrara, Santa Croce sull’Arno, La Spezia». Ancora: «Vi erano fusti che contenevano tuolene, ovvero rifiuti provenienti da fabbriche della zona di Arezzo: si tratta di residui di pitture». E se in Campania la camorra riusciva a scegliere «106 sindaci» per avere il controllo del territorio, nel resto d’Italia c’erano altri tipi di contatti con «circoli», alcuni «massonici». Schiavone cita di nuovo Arezzo: «Faccio un solo nome», il responsabile della gestione di questo traffico di rifiuti che lui indica negli atti «stava molto bene con un signore che si chiama Licio Gelli».

Da allora, nonostante quegli atti tenuti segreti, gli investigatori hanno fatto molto, ma sempre poco si è parlato di questo aspetto che lega la nostra regione alla Campania. E anche se la Toscana appare, dal punto di vista dei controlli e della legge, all’avanguardia, resta terra di conquista per un mercato che vale tre volte quello dei rifiuti urbani.

Lo sa bene la Commissione regionale ambiente che, fino al 2010, ha verificato lo «stato dell’arte» su questo settore. «Rifiuti speciali e industriali anche pericolosi dalla Toscana sono stati inviati verso siti di smaltimento abusivi di altre regioni italiane — ricorda l’allora presidente e ora sottosegretario Erasmo D’Angelis — ci furono frodi e camuffamenti di tonnellate di rifiuti speciali avvenuti in Toscana, messa in atto di diverse modalità di aggiramento delle normative ambientali».

Furono trovate discariche abusive anche in Toscana, che è restata luogo di «triangolazione» di rifiuti che venivano portati in Campania. Ma anche in Puglia, in Lazio, confermano gli atti della stessa Commisione bicamerale chiusa nel 2011. Lo confermano le 6 grandi inchieste nate in Toscana dal 2003. Difficilmente però sapremo mai quanti dei (presunti) tre milioni di metri cubi di sostanze tossiche arrivate in Campania provengono, o sono passati dalla Toscana.

di Marzio Fatucchi per il Corriere Fiorentino

0 Comments

  1. Gianni John Tirelli

    BASTA CON I RIFIUTI INDUSTRIALI!!

    Basta, non possiamo più stare a guardare, mentre nel frattempo ci ammazzano come mosche! Il problema non siamo noi – non è dentro di noi!! Non ci servono psicologi e psichiatri per curare il nostro tormento esistenziale! Abbiamo solo bisogno di acqua e aria pura, di un habitat liberato da ogni intrusione chimica, di etica, di significato di bene comune e, più in generale, di una qualità di vita sostenibile rispettosa della Madre Natura, delle sue regole ineludibili, e in armonia con tutte le forme di vita.
    I crimini contro l’ambiente e la salute dei cittadini, vanno condannati attraverso pene esemplari, pragmatiche e senza sconti, proporzionali hai danni provocati, fino alla PENA DI MORTE. Diversamente per noi e i nostri figli, non ci sarà alcuna speranza di salvezza.
    Siamo a un punto di non ritorno, e sentire ancora parlare di “politiche industriali” come la panacea, di tutti i mali e soluzione della crisi, mi procura un senso di nausea e di voltastomaco.
    Sono decenni che le industrie della morte del "civile e progredito Nord Italia, riversano sul territorio campano e nei suoi corsi d'acqua, milioni di tonnellate di scorie e rifiuti tossici e cancerogeni, causando la morte di migliaia di persone, e di altre affette da devastanti e inquietanti patologie di ogni genere e specie – un numero impressionante di bambini!!
    La Camorra, ultimo anello della catena (movimento terra), viene assoldata da questi imprenditori stragisti, per l'espletamento del lavoro sporco, addossando loro ogni responsabilità e lavandosene le mani. Bastardi!!!
    La Campania, deve portare in giudizio le imprese e imprenditori del Nord, per essere in fine condannati per strage, disastro ambientale, e costrette alla bonifica di tutti i territori e delle acque contaminati/e da questa gang di untori criminali che, per mero profitto, hanno bruciato il presente e il futuro di questa gente.

    GJTirelli

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