21 settembre 2018

Rifiuti, ancora inceneritori nel Piano toscano Rossi-Bramerini. Ecco le bocciature

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Rossano Ercolini – Scorrettezza del presidente Rossi, un piano che umilia la Toscana
Ercolini parla di impegni non mantenuti da Enrico Rossi, che “venne a Capannori per chiedere di supportare la elaborazione del nuovo Piano Rifiuti toscano” ma ha poi ignorato le proposte del Centro Rifiuti Zero, né dato seguito agli incontri promessi. “Non si dica che questo sarebbe un piano avanzato perchè prevede il 70% di RD entro il 2020, quando già nel 2012 la Regione avrebbe dovuto per legge raggiungere almeno il 65%, evidenziando un rinvio intollerabile nel raggiungimento di questo obiettivo minimo”. E aggiunge “l’obiettivo che appare più scolpito e definito in maniera perentoria è quello di raddoppiare la percentuale dei rifiuti inceneriti”. Non solo, secondo Ercolini l’informazione della Regione su questo piano è tendenziosa e ingannevole, laddove si parla di ridurre gli inceneritori da 9 a 7, quando quelli in funzione sono 6, e quando si glissa sul fatto che  la Toscana – in difformità dalla normativa europea – avvia ad incenerimento anche il rifiuto indifferenziato (non trattato e/o stabilizzato). E così conclude: “Chiediamo pertanto un FACCIA A FACCIA immediato e diffuso almeno in tutti i capoluoghi di provincia che preveda un non formale coinvolgimento della popolazione  per evitare che la definitiva approvazione del nuovo Piano sia al servizio dei soliti, ristrettissimi e  voraci gruppi di “industria sporca assistita ” e “separata” dalle nostre comunità. Nessuno si illuda: LA PARTITA E’ APPENA ALL’INIZIO E SARA’ DURA! Noi non ci rassegniamo a veder bruciato il nostro futuro!”.  Scarica qui le “LINEE D’INDIRIZZO PIANO RIFIUTI TOSCANO” elaborate dal Centro Rifiuti Zero di Capannori e inviate e Rossi.

Fabio Lucchesi – Piano Rifiuti: comanda Rossi o De Girolamo?
Anche Lucchesi evidenzia i forti limiti del piano, che non punta abbastanza sulla raccolta differenziata, e sottolinea il “problema politico:  Il Presidente Rossi dichiarò a Maggio di voler aprire il nuovo piano a Rifiuti Zero. A lui rispose, pochi giorni dopo, De Girolamo come presidente di Cispel e del “partito degli impianti” dicendo che gli inceneritori ci volevano eccome! Oggi, vedendo come le proposte del nostro Movimento Rifiuti Zero, che non prevedevano alcun nuovo impianto d’incenerimento o discarica, siano rimaste lettera morta (nonostante il presidente Rossi avesse dichiarato di voler procedere ad un serio confronto pubblico con noi) mentre De Girolamo si compiace del piano approvato e “detta ulteriori condizioni” per la sua realizzazione, viene naturale domandarsi: “in Toscana comanda Rossi o De Girolamo?”

Ornella De Zordo – Piano regionale inadeguato e subalterno. A vincere sono gli inceneritori
“Produrre un Piano dei rifiuti che prevede la costruzione di nuovi inceneritori, come a Firenze Case Passerini, è oggi, nel 2013, un pericoloso anacronismo che mostra come il governo regionale sia ancorato a superate e dannose strategie nelle sue politiche ambientali”. E’ questo il commento di Ornella De Zordo alla presentazione del nuovo Piano 2013-2020. “Se a questo si somma il caso relativo allo smaltimento delle terre di scavo della Tav fiorentina, i molteplici scandali mugellani e la recente, micidiale, truffa di Fucecchio, con lo sversamento in Arno di milioni di metri cubi di inquinanti senza che le istituzioni preposte ai controlli si siano accorte di niente per anni, ci si rende ancora meglio conto di come l’ambiente sia considerato un tema residuale per chi governa ormai da troppo tempo questa regione. Rossi e Bramerini hanno sprecato l’ennesima occasione per invertire la rotta nella pessima gestione dei rifiuti che contraddistingue la Toscana dagli anni Settanta ad oggi. Censurano le numerose sperimentazioni virtuose presenti al mondo – ma anche e soprattutto sul territorio -, e subiscono i diktat del Cispel e dei costruttori degli inceneritori, incapaci di avere una visione di ampio respiro a favore delle attuali e future generazioni”, ha aggiunto De Zordo. La capogruppo di perUnaltracittà ha concluso ricordando come nel dibattito sia stata tanto preziosa quanto ignorata “la presenza dei Comitati di cittadini, degli Osservatori indipendenti, delle singole persone che da anni si impegnano con grande competenza nel produrre politiche alternative e virtuose per la gestione dei rifiuti.”

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